Revell e l’1:43 in plastica

L’articolo sugli Herpa 1:43 a cura di Roberto D’Ilario, pubblicato da PLIT alcuni giorni fa (https://pitlaneitalia.com/2023/11/24/di-plastica-apribili-e-dimenticati/) ha suscitato molto interesse, con tante visualizzazioni e un bel po’ di commenti. Abbiamo quindi deciso di proseguire il filone, analizzando altre produzioni analoghe, com’è questa di Revell, di cui ci racconta Marco Nolasco, cui si debbono sia il testo dell’articolo che segue sia le belle foto.

Che sappia, il primo modello di questa serie, chiaramente ispirata all’ analoga serie Herpa, fu la Pininfarina Ferrari Mythos, commercializzata nel 1992. L’anno successivo arrivò la Bugatti EB 110 GT e nel 1994 fu il turno dell’Audi Avus Quattro. Questi modelli hanno molte aperture, furono commercializzati in diverse tinte ed erano presentati in teche trasparenti con una base nera di altezza forse eccessiva rispetto ai modelli, alla quale sono fissati da piccole viti. Le teche sono inserite in fasce di cartoncino nero piuttosto eleganti, ma, a parer mio, di qualità inferiore a quelle di Herpa e Faller. All’interno della teca un sagomato di acetato blocca il modello in posizione.

La confezione comprende anche una scheda con la foto di profilo della vettura vera con alcuni dati e, dall’altro lato, la foto del modellino con tutte le parti mobili aperte.

Come negli altri modelli di questa generazione le parti apribili chiudono con fessure molto sottili.

Il primo modello è la Pininfarina Mythos, la show car costruita su base Ferrari Testarossa e presentata al Salone di Tokyo del 1989. Reca il numero di catalogo 8500 ed ha le classiche quattro parti apribili, con una buona riproduzione del  motore e dell’abitacolo. Le cinture di sicurezza sono gialle, ma in realtà erano rosse. Di giallo c’era solo l’inserto con il nome della marca.

Il successivo modello, numero 8501, è la Bugatti EB 110 GT del 1991, il periodo “italiano” della marca del “Patron”. Anche qui quattro parti apribili, ma nel mio esemplare la portiera destra era recalcitrante all’idea di aprirsi e ho preferito non insistere per evitare guai.

Affianco il modellino con la versione Super Sport del 1992 riprodotta da Minichamps nel 1994, per confrontarlo con un classico die cast.

All’epoca pagai sia la Bugatti che la Mythos 50000 lire.

E’ forse il caso di aggiungere che la EB 110 Super Sport fu riprodotta anche da Revell.

Il terzo e ultimo modello della mia collezione è l’Audi Avus Quattro 1991, n.8508 di catalogo.

La sobrietà della vettura vera, e quindi anche del modellino, è evidenziata, oltre che dalla linea, anche dalla finitura cromata…

Anche in questo caso la portiera destra si è categoricamente rifiutata di aprirsi.

2 pensieri riguardo “Revell e l’1:43 in plastica

  1. Ho acquistato la eb110 super sport , qualche anno fa . Incredibile la cura e la precisione dei dettagli . Incredibile la perfezione delle aperture . Bè … smontata e modificata . In cosa ? La versione che corse a le mans nel 94 . Le modifiche neppure tante , ma essendo abituato con la resina , qui è vietato sbagliare . Fari , prese d’aria, alettone , roll bar e bbs . Trovato un foglio di decal provence e un bel blu cannes . Fa la sua figura in una teca tutta x lei . Dario

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  2. Le mie due Mythos, gialla e rossa, hanno le aperture non recalcitranti ma direi ermetiche: guardare e non toccare… In ogni caso, una bella riproduzione, anche se a mio parere il livello dei modelli Herpa è superiore.

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