Esiste ancora lo spazio per una rivista specializzata di automodellismo?

Tempo fa un lettore di PLIT ci aveva posto una domanda attraverso la chat della nostra pagina Facebook. C’è ancora spazio per una rivista specializzata di automodellismo? La domanda l’aveva formulata commentando le difficoltà (chiamiamole così) di Modelli Auto, che nel 2023 ha pubblicato due numeri su quattro e che in questo momento ha tra l’altro chiuso il forum che costituiva un archivio di testimonianze e informazioni più unico che raro.

La questione l’abbiamo affrontata altre volte ma forse è bene riassumerla aggiungendo magari un paio di osservazioni supplementari. Ebbene, ha ancora senso pubblicare una rivista come Modelli Auto? La risposta è ancipite. Sì e no, vediamo perché.

Sì perché apparentemente la domanda dei lettori esiste ancora, perché si porterebbe avanti una tradizione e perché la carta ha una valenza che forse nessun sito Internet riuscirà mai ad avere. Però, da ormai diverso tempo, le riviste non reggono. Non reggono proprio perché non riescono ad adeguarsi ai tempi che cambiano, insistendo su dei formati ormai obsoleti come pubblicare l’elenco delle novità, la posta dei lettori vanitosi e anche le recensioni di modelli. Praticamente le colonne portanti di quanto si è visto dagli anni ’70 ai giorni nostri. E’ inutile ripercorrere dei sentieri già battuti che non portano a niente: ormai la gente riviste con quei contenuti non le compra perché giustamente la maggior parte dei collezionisti non spende 8 o 9 euro per vedere stampate delle foto che può procurarsi tranquillamente sui siti ufficiali dei fabbricanti, magari due o tre mesi dopo; e anche le recensioni non hanno più molto senso: quante se ne possono pubblicare in un normale bimestrale? Tre, quattro? E con quali criteri? Alcune novità vanno esaurite nel giro di qualche giorno e anche se si volesse fornire un’idea della produzione artigianale (come peraltro mi sono sempre sforzato di fare nel corso dei miei dieci anni a Modelli Auto) il risultato sarebbe troppo parziale, casuale, insomma poco ficcante. Parlando di modelli del passato, che importanza può avere un articolo su tutta la produzione Corgi e Dinky condensato in poche superficiali paginette con una caterva di foto confusionarie e tutt’altro che originali? Domande retoriche.

Se ne esce, da tutto questo? Nel corso della breve vita del Modelli Auto edito da Lunasia, nessuno ebbe il coraggio di proporre rivoluzioni di sorta. Si pensò – questo sì – a migliorare il prodotto esistente, applicando più che altro quei correttivi che corrispondevano alle competenze e ai gusti di ciascun redattore, e devo dire che in quel senso i risultati sono stati buoni. Mai come in quel periodo fummo liberi di dare sfogo alle nostre inclinazioni, ad esempio riportando, Umberto ed io, l’1:43 su posizioni molto più preminenti rispetto a dove l’1:18 l’aveva relegato per scelte commerciali e editoriali. Ma condizionati dalla continua incertezza, e ultimamente dal taglio totale dei pagamenti (le fatture non sono state tutt’ora saldate e vai a sapere se lo saranno mai) siamo passati dal progettare nuove configurazioni per la rivista alla ben più prosaica attività di recupero crediti.

Cosa si sarebbe potuto fare in presenza di una valida rete di distribuzione e di un editore degno di questo nome? La mia personale risposta sarebbe andata verso la definizione di una rivista di carattere monografico. Via tutto il cascame stile anni ’80 (anch’io sono un nostalgico ma quando ho nostalgia vado a rileggermi gli Argus e i Modelauto Review dell’epoca) e spazio a un tema, trattato in modo completo e professionale: un fabbricante, un genere di modelli, una serie di artigiani, una documentazione su una gara e così via.

Sapete che Pitlaneitalia ha anche un’attività editoriale. Uscito alla fine del 2022 il volume sulla Porsche 919 Hybrid, nei prossimo giorni vedrà la luce il libro sulle Hypercar a cura di David Tarallo e Riccardo Fontana. Noi non potremmo mai raggiungere il pubblico delle edicole ma attraverso i nostri canali potremmo invece proporre dei quaderni monografici con tanto di ISBN da acquistare direttamente. Ogni quanto? Sei, quattro mesi? Andrebbe visto. Ma forse proprio questa sarebbe la nostra personale risposta alla domanda del lettore cui abbiamo accennato in apertura.

Auguriamo a voi tutti e ai vostri cari un sereno 2024, ringraziandovi per tutto l’affetto e l’interesse che ci avete già dimostrato.

43 pensieri riguardo “Esiste ancora lo spazio per una rivista specializzata di automodellismo?

  1. Essendo io ciò che sono – e cioè un gaudente stronzo – ed essendo (stra) parte in causa, vorrei integrare quanto sopra con un paio di ulteriori considerazioni: gli faremo tutto ciò per come ci siamo detto e per come abbiamo scritto più sopra, ma gli amici lettori compreranno o faranno come gli alfisti che invocano per trent’anni la trazione posteriore e poi esce la Giulia e la fanno marcire nei piazzali?
    Domanda legittima, me lo dico da solo, ma d’altronde finché si legge tutto gratis da dietro uno schermo di uno smartphone è tutto perfetto, baci abbracci e pacche sulle spalle, poi quando si tratta di pagare alt, fermi tutti, tengo famiglia.

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    1. Tutto vero. Ma siccome PLIT non si sorregge sulle entrate dei lettori – ma casomai su altri contributi – qualora mettessimo una parte a pagamento e solo pochi generosi aderissero, mai e poi mai rischieremmo di chiudere e quel poco che arriverebbe darebbe ugualmente lo stimolo a continuare, perché alla lunga ciò che è gratis tende a svalutarsi da solo.

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      1. E’ possibile che prima o poi una sezione del sito divenga criptata, ma per quanto riguarda pubblicazioni tematiche il discorso terrà necessariamente conto della tradizionale e leggendaria taccagneria del lettore nostrano e con tutta probabilità ovvieremo a questa piaga proponendo testi in francese e/o inglese. Poi ci faremo anche due risate facendo il conto – a bocce ferme – di tutti quelli che a suo tempo avevano promesso di acquistare il volume sulle Hypercar che uscirà a gennaio.

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  2. Purtroppo dopo che è morto Gianfranco Berto, la rivista era praticamente senza un editore, e chi ne ha preso il posto era oltre che un incompetentemente totale, anche un editore da barzelletta, con giornali che interessavano il 000,1% di chi va in edicola. Insomma una sorta di tipografo che si è improvvisato editore. Ho letto poi che i pochi numeri che sono arrivati in pochissime edicole si staccavano da sole le pagine, segno di una qualità di impaginazione scadentissima. Purtroppo Modelli Auto con la morte del suo editore e la chiusura di Duegi (Tutto Treno è finito a gente più competente) è morto pure lui…

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    1. Sarebbe morto lo stesso, magari dopo. La formula che Gianfranco voleva portare avanti non era più attuale. Però con lui di tutte queste cose avevamo già parlato e magari – da imprenditore serio e non da burletta – avrebbe saputo cambiare in corsa.

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  3. Sì, la rivista per me avrebbe ancora un senso e l’ idea delle monografie è intrigante. Il forum ha diversi contenuti che potrebbero fornire degli spunti, per esempio il ricchissimo thread della Carrera.

    Certo la chiusura del forum, se di chiusura si tratta, perché anche altri forum sono spariti in passato per settimane per poi riapparire dopo una manutenzione, sarebbe un pessimo segnale, considerando anche i ritardi della rivista.
    Il fatto che non abbiano comunicato nulla mi induce, o mi illude a pensare a un guasto improvviso del server che potrebbe richiedere tempo per il ripristino, anche se la mancata risposta dell’ editore ad una mia mail di richiesta, da abbonato, di spiegazioni sui ritardi non è molto rassicurante…

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    1. Spero si risolva tutto al meglio ma ho l’impressione che abbiano omesso ogni commento perché semplicemente non avevano nulla da dire. Quanto al forum è un vero peccato. Già quando il forum chiuse temporaneamente per il passaggio da Duegi a Lunasia, chi aveva alimentato il thread sulla Carrera Panamericana mi aveva proposto di trasferire contenuti e futuri interventi proprio su PLIT. Risposi che andava benissimo ma poi cambiò idea quando il forum riaprì. Insomma, fece come i Bischeri a Firenze.

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  4. Considerata la velocità con cui escono e si esauriscono le novità nei negozi (on line) le recensioni sono diventate inutili, almeno per quella che è l’utilità primaria di una recensione (ovvero guidare all’acquisto), rimangono però (le recensioni) un modo per parlare un po’ di modellismo.
    Di cos’altro si può discutere?
    Di modellismo, nel senso stretto, cioè di montaggi (e ci sarebbe tanto da pubblicare), di scatole di montaggio (per noi poveri masochisti), di produzione e produttori (anche per capire le realtà dietro certi marchi).
    Infine si potrebbe continuare a parlare di collezioni, di obsoleti, per chi si è appena avvicinato (senza dare nulla di scontato).
    Chi acquisterebbe questo tipo di rivista?
    È questa la vera domanda…
    Perché sono, siamo, tutti bravi a chiedere, a pretendere, a consigliare, ma quando occorre mettere mano al portafogli…
    Non mi spiego però perché le riviste che trattano di modellismo militare sono così numerose e floride.
    Questo mi porta a supporre che noi che collezioniamo automodelli abbiamo le braccine particolarmente corte.
    Alfonso Marchetta

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    1. Aggiungerei anche il panorama fermodellistico, che ha al suo attivo, in Italia ma soprattutto all’estero, numerose e belle riviste, alcune delle quali comunque hanno scelto da tempo la strada della monografia. Rimane ovviamente anche la parte storica e – certo – si può (ri)parlare di obsoleti ma non certo come era stato fatto negli ultimi numeri di Modelli Auto. Quelli sono articoli che non servono a nessuno, né agli esperti, né ai neofiti. C’è poi la parte importante della tecnica, con tutte le innovazioni che sono arrivate in questi ultimi anni, a cominciare dal 3D. Intervistare ad esempio quelli di Trofeu potrebbe essere una buona idea. Oppure, come detto, darci dentro con la documentazione. Insomma, è fattibile. Vedremo se noi di PLIT avremo il tempo e le risorse per iniziare una serie di quaderni di questo tipo. Certo è che se iniziamo, vogliamo esser certi di andare avanti per un bel po’, altrimenti non vale la pena.

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  5. …sempre per quanto riguarda le recensioni, io continuo a divertirmi molto a scriverle, e infatti persevero anche su PLIT, dopo averle fatte per Modelli Auto. Anzi, proprio su Modelli Auto avevo introdotto delle piccole innovazioni, per evitare le solite tiritere. Forse non tutti sanno che a scrivere le recensioni mi sono fatto le ossa su Four Small Wheels, quando c’era ancora Brian Harvey, per cui non esattamente due giorni fa!

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  6. Innanzitutto auguri di Buon Anno al responsabile di Pitlaneitalia, ai suoi collaboratori ed a tutti i lettori del sito.

    Per quanto riguarda il futuro, l’idea delle monografie mi sembra ottima. Come sempre, “only time will tell”, però io sono fiducioso e sarò lieto di dare il mio contributo (se servirà, anche solo in parte)…

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  7. Salve a voi, David e Riccardo.
    Vi auguro di poter procedere nel vostro progetto editoriale Hypercar : un lettore/cliente ce l’avete già (= il sottoscritto).
    Vi auguro anche un sereno 2024 ( … e che valga non solo per noi collezionisti).
    Auguri !! Riccardo Dietrich (dalla Gran Milano)

    PS x David: complimenti per la dizione di schietta metrica latina

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  8. Grazie dell’augurio, omonimo (e vicino, che io sono di Pavia).
    Per procedere procederemo, ciò è certo e più incrollabile della rocca di Gibilterra, non foss’altro che per il fatto che si tratterà del primo trattato sull’argomento AL MONDO (e temo che continuerà ad esserlo per un bel po’) e per la profusione inumana di energie che ci abbiamo messo (io scrivendo i testi e le disanime tecniche mediamente dalle 21 alle 2 del mattino da marzo all’altro ieri, David andando avanti e indietro per il mondo per anni a fare foto e col lavoro editoriale) mi augurerei che sia un gran successo, e ha tutto per esserlo.
    È una specie di Enciclopedia della F1 tipo quella che usciva a puntate verso il 1978-1979 e che poi andava rilegata, scritta da Franco Lini e Mario Poltronieri (ed Heinz Prüller, e tanti altri), solo dedicata alla top class dell’Endurance dal varo delle nuove regole alla fine della stagione 2023.
    Ma ne riparleremo a tempo debito, e ormai non manca affatto molto…

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  9. No anche perché diventerebbe un bollettino mensile di Spark, con qualche rarissima intromissione di BBR e Burago ma solo per le (nascenti) 499P.
    E siccome l’elenco della produzione Spark/Looksmart non avete bisogno di pagare noi per averla… Pare inutile investirci tempo ed energie che potrebbero essere meglio impiegate per fare altro.

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  10. curiosità da abbonato a Modelli Auto per tanti anni (tutt’ora in realtà), non so se David possa e/o voglia esprimersi. Che tiratura fa (faceva) la rivista?

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    1. Un buon anno doveroso a tutti ed un grazie a David che ha messo a disposizione il suo blog per parlare di Modelli Auto ed il suo Forum .
      Premesso che ho continuato a comprare la rivista diciamo ” per solidarietà ” da quando l ‘1\18 ha iniziato a farla da padrone . Validissime solo le prime pagine con le informazioni sulle attività dei nostri artigiani e produzioni di nicchia ( per Spark e co. basta Carmodel … ) . Bellissimi ( per me ) gli articoli di Valerio che ci presentava spesso collezioni favolose ed irripetibili e che avrebbero meritato spazio ben più ampio . In definitiva concordo con tutti quelli che sognano una rivista più moderna anche a mò di monografie curate per da veri appassionati (e competenti ).
      Ma lo scopo di queste mie righe è in realtà il destino del Forum : un patrimonio inestimabile che rischia di andar disperso . Oggi è addirittura sparito completamente dal sito DueGi .
      Chi si intende di queste cose sà dirmi se è possibile rilevarne il contenuto e traslocare in altra sede ? Il Forum Targapedia è da anni ospite di un forum francese …
      Infine , David hai scritto che tempo fà avresti potuto ospitare il thread della Panamericana qui sul tuo blog ? Sempre valido l’invito e, nel caso, come si potrebbe operare in proposito ?

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      1. Ciao Ennio, grazie tantissime per gli auguri che ricambio! Personalmente ignoro del tutto che fine possa avere fatto il forum e se ci sia intenzione da parte di Lunasia di cederne i diritti e i contenuti. Penso che tecnicamente non sia un problema, visto che già una prima volta avevano traslocato l’intero archivio da una piattaforma all’altra. Non so però se parte del forum fosse ancora ospitato su un server della Duegi oppure se il forum di Lunasia funzionasse in modo completamente indipendente. Il consiglio che mi sento di darvi è di chiedere direttamente a quelli di Lunasia sperando che vi degnino di una risposta; magari proporre loro una transazione economica potrebbe farli improvvisamente risvegliare dal letargo nel quale sono caduti ormai da mesi, chissà. Quanto al thread sulla Carrera Panamericana, essendo PLIT un sito e non un forum, è impossibile dare accesso diretto a tutti gli utenti. Si potrebbe forse studiare la creazione di una sezione libera per tutti ma a quel punto dovrei moderarla e questo richiederebbe tempo. Altrimenti, una soluzione più semplice e più empirica (ma non so quanto soddisfacente per voi) sarebbe quella di inviarmi via via tutto il materiale che pensereste bene di pubblicare e a quel punto inserirei io i contenuti in varie pagine, facenti capo a una sezione specifica che creerei volentieri. Questo lo potrei fare, anche perché porterebbe ulteriori visite e contenuti al sito stesso.

        Grazie anche per i tuoi commenti al (defunto?) Modelli Auto. Anch’io sono alquanto allergico (eufemismo) alla scala 1:18 e quindi quando c’è stata l’occasione si è sempre cercato di tornare alla nostra 1:43, che Umberto ed io conosciamo molto meglio. Le prime pagine della rivista per me erano un divertimento puro ma anche un impegno, nello scovare a destra e a sinistra notiziole fresche e originali, evitando l’arida sommatoria delle novità del mainstream. Quando riprese Modelli Auto dopo l’interruzione del 2012, Gianfranco mi aveva proposto, tra le altre rubriche, di occuparmi appunto delle Infonews. Accettai con entusiasmo, a patto che mi lasciasse parlare di chi mi pareva. E lì trovarono posto in dieci anni produttori, artigiani, elaboratori, montatori e anche editori, che su Modelli Auto non erano mai stati citati manco per sbaglio: italiani, ma anche europei, giapponesi, americani, australiani e sudafricani. Certo, ogni tanto c’entrava anche lo Spark o il Minichamps ma dovevano essere edizioni particolari, rare o semisconosciute – possibilmente d’interesse, s’intende.

        Scusa la lunghezza della risposta (poteva essere un articolo a parte!) ma quando parlo di queste cose mi appassiono. A presto e ancora tanti cari auguri di un buon 2024.

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    1. Caro Ennio
      Ciao sono Fofò, volevo fare una precisazione a proposito del rapporto Targapedia-Forum auto a cui hai accennato in precedenza.
      Non esiste alcun rapporto…
      In realtà il sito di Targapedia è stato autonomamente ideato e realizzato da Enzo Manzo in collaborazione con la figlia Federica che ne cura la parte strettamente tecnica.
      L’idea era quella di raccogliere, catalogare e dare una collocazione stabile a tutta la documentazione che era venuta fuori negli anni su Forum auto e che rischia di andare persa al primo problema tecnico.
      Anche nel caso del sito Targapedia ci sono delle notevoli differenze rispetto a quanto proposto dal forum di Lunasia e non credo che lo stesso Manzo vi potrà essere d’aiuto.
      Alfonso Marchetta

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  11. Ciao Ennio, ben ritrovato! Spero davvero di ammirare nuovamente i vostri modelli della Carrera, qui e/o sul forum.
    Ho contattato due sole volte Lunasia, via mail, ed entrambe le volte non ho avuto risposta, ma sarei disponibile ad unirmi a qualche volenteroso che volesse fare un tentativo di salvare i contenuti del forum, che sarebbe davvero un delitto perdere. Ringrazio David per la disponibilità e continuo a sperare che si tratti di qualche problema tecnico che si possa risolvere. Tempo fa il forum AMG rimase offline per qualche mese per un motivo del genere, ma ora è di nuovo accessibile.
    Anche io da qualche tempo ho difficoltà a identificarmi, nel dubbio mi firmo.
    Marco Nolasco

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  12. Un saluto a tutti,
    Ha senso pubblicare una rivista come Modelli Auto ?
    La mia risposta e’ decisamente NO !!!!!!
    Sono abbonato a due riviste straniere, Tamiya Model Magazine e Model Cars e, saro’ di parte perche’ mi definisco un montatore di kit, ma ho sempre trovato la rivista Modelli Auto troppo sbilanciata verso il collezionismo di 1/43 e 1/18 di modelli comprati gia’ fatti.
    D’altra parte, quella era l’unica a trattare solo le auto (tutte le altre sono dedicate al modellismo militare) e quella ho sempre comprato.
    Su Modelli Auto gli articoli che parlavano di montaggi ed elaborazioni erano veramente pochi, ma, in compenso, la rivista pullulava di recensioni di modelli in 1/43 , 1/18.
    Quello che voglio dire e’ che la domanda dei lettori per una rivista di carta stampata esiste ancora, eccome !, ma la rivista deve essere equilibrata e deve trattare le branche del modellismo automobilistico da collezionismo o da montaggio kit (per favore ,no fermodellismo !) in egual misura con livelli qualitativi alti nei vari settori.
    Non penso che si tratti di problema di “lettore nostrano taccagno” anzi, non appassionati di collezionismo e modellismo siamo in grado di spendere cifre non immaginabili se qualcosa ci piace.
    Io sono cresciuto e migliorato leggendo Scale Auto Enthusiast (U.S.A.), nonostante gli articoli riguardassero modelli americani non molto interessanti per me, ma le tecniche di modellismo illustrate erano uguali per tutti i soggetti automobilistici e mi sono servite moltissimo (tutt’ora li consulto). Certo ,si puo’ dire: ma ha chiuso anche quella ! E’ vero, ma quella citata prima , Model Cars ne’ e’ la prosecuzione piu’ fedele in termini di impostazione e contenuti.
    Questo e’ il mio pensiero, e auguro a David e Riccardo ogni fortuna per quello che vorranno mettere su’.
    Giovanni La Rosa

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      1. Ciao David,
        non ho capito il senso del tuo commento.
        Intendi dire che quelli che ci occupiamo di tecnica e di montaggio siamo troppo pochi ?
        Io non la penso cosi, conosco moltissimi montatori di kit in Italia che potrebbero abbonarsi ad una rivista come quella descritta da me nel commento precedente.
        Se sottovaluti (in termini di numero, naturalmente) la quantita’ di modellisti montatori italiani , a mio parere, fai un grosso errore.
        Ti rinnovo il mio augurio di fortune future.
        Giovanni La Rosa

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        1. Intendevo dire che oggi questi argomenti si trovano su Internet e non le prenderei in considerazione per una rivista cartacea. Poi, oh, quot capita tot sententiae. Io non ho mai apprezzato le tue critiche a Modelli Auto che mi sono spesso sembrate gratuite e fuori luogo. Buon anno.

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  13. C’è già Modellismo.net, che pullula di saccentelli da strapazzo che pensano di costituire un’élite di tenutari delle verità modellistiche, sempre pronti come sono a fare comunella ed a maltrattare i nuovi arrivati demolendone entusiasmo ed aspirazioni (cosa peraltro assai affine anche ad alcuni elementi dello staff di MA, pre e post 2012 che sia).
    Detto questo, il panorama è variegato, le mani sono poche, e si cerca di toccare quanto più possibile di questo e di quell’elemento.
    Ci mettiamo impegno, per certo.

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  14. Buona sera e Buon Anno a tutti.
    Tempo fa, mentre leggevo un articolo di PLIT, pensavo al fatto che sarebbe stato bello utilizzare la sapienza di David Tarallo per realizzare una nuova rivista di modellismo che raccogliesse il testimone di pubblicazioni analoghe che negli anni hanno cessato di esistere o hanno ridotto i propri contenuti fino a diventare illeggibili.
    Il dibattito che si è creato ora sull’ argomento dimostra che il mio pensiero è accomunato a quello di altri appassionati di modellismo che, in forma diversa, esprimono la voglia di acquistare, leggere, ” toccare “, una rivista che si occupi di loro, di noi, che facciamo parte di un mondo in cui passione, perizia, amore, cultura per l’ auto in miniatura si fondono.
    Non dico che prima o poi una rivista del genere vedrà la luce; sono consapevole dei rischi annessi e connessi; capisco che sia difficile scegliere un’ impostazione, un taglio, editoriali ( a me, l’ idea delle monografie non dispiace… ) : ma, almeno, lasciatemi l’ illusione che un giorno possa recarmi in edicola ed acquistare un prodotto del genere.
    Nel frattempo, lunga vita a PLIT.

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    1. Non c’è dubbio, Giovanni, e grazie per quello che hai scritto. Quello che ho scritto a Giovanni La Rosa non vuole essere offensivo. Semplicemente, la rivista Modelli Auto non faceva per lui – eccezionalmente bravo, basta vedere i suoi montaggi di kit Protar in 1:12 – né avrebbe mai potuto fare al caso suo, neanche operando cambiamenti radicali. Del resto anch’io sono più orientato sulla storia e sul collezionismo che non sulle tecniche e sui montaggi, che pure mi interessano moltissimo. Ma non mi cimenterei mai in un montaggio di un kit dopo averne letto il WIP in una rivista. Del resto se nasci con la manualità di una scimmia non puoi diventare Kamimura perché Modelli Auto ha pubblicato un suo montaggio. PLIT non potrà mai contare su un distributore stricto sensu, per cui tutte le pubblicazioni dovranno essere necessariamente vendute direttamente o attraverso strutture come negozi o come le librerie specializzate. L’idea della monografia è la più praticabile e si inquadrerebbe in un’attività editoriale che è stata già avviata da tempo.

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  15. Buondì, scrivo da modellista in primis, ma anche e fondamentalmente da grafico editoriale 60enne, con alle spalle una sterminata produzione di cartacei anche nazionali ed internazionali, quotidiani nazionali compresi. Inutile collegare la domanda iniziale all’ormai obsoleto dibattito sulla crisi dell’editoria cartacea più o meno globale. L’idea delle monografie (e in generale di qualsiasi prodotto generato da uno sforzo editoriale di ricerca, selezione, approfondimento, sintesi e creazione di argomenti che normalmente sarebbe difficile accorpare sul web in un solo articolo) è stra-corretta a mio avviso, ma risponde solo a una parte del problema, che è quello delle problematiche attuali inerenti il media cartaceo stesso: la questione ecologica (ricordo che la riciclata vera ha dei costi notevoli), la questione degli spazi (i metri quadrati abitativi per abitante sono in riduzione), ma soprattutto la questione antropologica, intesa come una progressiva disabitudine generazionale – fateci caso – a quel gesto meraviglioso e polisensoriale che è sfogliare un giornale (e, in parte, un libro). L’unica contrapposizione a questa tendenza potrebbe essere costituita da qualcosa che tutt’oggi si collegherebbe anche alle giovani generazioni (e PLIT lo testimonia): sviluppare un’editoria con valore collezionistico. I costi, uniti all’incompetenza, hanno generato disfacimenti generalizzati di intere collane specialistiche (il caso MA docet), e diciamolo: prodotti che sia piacevole leggere, gustare, maneggiare e soprattuto conservare sono veramente pochissimi. È su questo che bisogna puntare, rivedendo grafica e contenuti, impaginazione e allestimento: una piccola battaglia virtuosa contro il trash imperante di derivazione social e contro il facile apporto dell’AI, che, non dimentichiamolo, sta sostituendo via via anche l’origine dei testi che in giro leggiamo (e delle illustrazioni relative). Ciò non per sterile tradizionalismo, ma per preservare e conservare un piacere ed un senso umano della creatività che, una volta perduto, credo creerebbe delle mancanze i cui effetti potrebbero risultare molto più dannosi di quanto una chatGPT attuale, una volta interrogata a riguardo, possa essere capace di rilevare…

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    1. Ciao e grazie per l’attenzione che dimostri nei confronti di PLIT, te ne sono veramente grato. Per quanto riguarda i tre punti che citi (ecologia, spazio, cambio di mentalità) posso dirti che il primo – detto molto sinceramente – non lo conosco troppo, per quanto riguarda il reale impatto sull’ambiente della produzione cartacea; quanto allo spazio, è vero che a forza di accumulare si rischia di uscire noi dalle nostre abitazioni ma è anche vero che il collezionista accanito è uno specialista dallo stipaggio. E che dire della tendenza sempre più diffusa a raccogliere modelli in 1:18 se non addirittura in 1:12 o in 1:8? Quanto al terzo punto, ahinoi, è cosa nota: il cambiamento sociale (direi antropologico) è evidente, ma l’intenzione di PLIT sarebbe quella di realizzare qualcosa con una diffusione forzatamente limitata, lontana da qualsiasi idea di grande distribuzione, utilizzando la stampa digitale, cosa che permetterebbe di adattare la produzione alle reali esigenze commerciali. In presenza di richieste superiori all’attesa, si stamperebbero altre copie e via. Avevo anche pensato di realizzare dei pdf scaricabili a pagamento direttamente dal sito, ma la mia idea è comunque quella di continuare un’attività editoriale su carta: del resto come marchio Geminimodelcars e Pitlaneitalia sono già usciti tre libri, il primo dei quali – la storia della Scuderia Biondetti – ha avuto negli anni (dal 2019) un più che discreto successo. Il secondo, sulla Porsche 919 Hybrid, era già più di nicchia, ed era stato realizzato anche per scopi promozionali. Sul terzo ancora non mi pronuncio perché deve essere ancora promosso e fatto conoscere al pubblico, cosa che Riccardo e io faremo nelle prossime settimane.

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    1. Sul forum Automodellando si legge che è finalmente in edicola il nuovo numero di Modelli Auto. A me non è ancora arrivato, ho chiesto a Lunasia, ma come al solito, nessuna risposta.

      Nel frattempo il forum è defunto, definitivamente, direi.

      Spero che qualche volenteroso possa recuperare i contenuti, almeno quelli più interessanti, che non erano pochi e che l’editore avrebbe potuto proficuamente utilizzare.

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  16. Marco, io ho provato a contattare il proprietario del dominio modelliauto.eu ma non ho ricevuto risposta.

    Adesso il dominio è in vendita, per la cronaca…

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    1. Ciao Elio, non conosco il mondo del web, se il dominio è in vendita e se qualcuno lo acquista acquisisce anche i contenuti o questi ormai sono persi per sempre?

      PS Non che li voglia acquistare, non credo che potrei permettermelo, è solo una piccola speranza che non vada tutto perduto…

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      1. Eh, bella domanda, Marco. Anch’io non conosco bene come funzioni il tutto (soprattutto non so come si possa acquistare e trasferire un sito, in questo caso un forum) ed avevo scritto all’intestatario del dominio anche per avere tali informazioni.

        Non mi ha risposto, però, ed ormai non credo che lo farà più…

        Bisognerebbe anche capire l’entità delle cifre in gioco, che però non credo siano irrisorie… se solo quelli di Lunasia rispondessero alle e-mail FORSE si potrebbe capire cosa andrebbe fatto ed invece continuano a latitare!

        Sia come sia, io pure sono disponibile a fare qualcosa per salvare il forum (ma cosa?)…

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