testo e foto di Riccardo Fontana
La saga dei modelli speciali francesi, equamente e direi geometricamente suddivisa tra il metallo bianco dell’area parigina e la resina provenzale, costituisce uno dei temi più affascinanti per tutto lo zoccolo duro degli appassionati più intransigenti – o forse sarebbe meglio dire più esigenti – in tema di 1:43.
Certo, il “senso” di questi modelli si riallaccia forse più ad un Solido che ad uno Spark, ma nonostante ciò lo studio e la conservazione di quanto fu saputo fare a “pura mano” in un’epoca in cui non esistevano i computer, la Cina era nota solo per i film con Jackie Chan (che peraltro si fingeva giapponese, vedasi La Corsa più Pazza d’America), ed anche i modelli industriali non se la passavano benissimo, sono certamente molto molto intriganti e degni di nota.


Oggi trattiamo un modello Record, ovvero il perfetto complemento alla produzione Solido di fine anni ’70, fiero esponente della resina provenzale e con un certo grado di parentela anche con Spark1 non fosse altro che uno dei fondatori di Record, André Ripert, era nient’altro che il padre di quell’Hugues Ripert che di Spark è il deus ex-machina.


La bella Dino 246 Spider protagonista di questo servizio, dunque, ma cosa la rende – al pari di tutta la produzione Record – così affascinante? Paradossalmente, mi sentirei di dire la solidità, o meglio il senso di solidità che è in grado di trasmettere.
È un modello fine, esatto, assai poco barocco, ma veramente centrato sotto tutti i punti di vista, con pochi dettagli molto nitidi e di grande fedeltà, e questo rende un’impressione di relativa robustezza, nonostante la resina poliuretanica (molto ben stampata ma fragilissima) che la compone: un bravo modellista – come certamente lo era il montatore di questa Dino, impreziosita da un ottimo e precisissimo lining sulla carrozzeria – era in grado di ricavare un modello che pochissimo paga ancora oggi ai più quotati resincast contemporanei.


Un altro dettaglio decisamente industriale sono le ruote perfettamente girevoli, una cosa veramente poco tipica per modello speciale, ma molto tipica per una certa quota di produzione Record, ed un altro fattore che concorre a fare percepire un modello simile come una sorta di “Solido di lusso”.
Alcuni Record – non è il caso di questa Dino – avevano il fondino in zamak e molti particolari (come cerchi e specchietti) ricavati in plastica, alla stregua di un normale die-cast, quasi che si trattasse (guarda un po’…) del primissimo embrione di quell’idea che avrebbe, oltre vent’anni dopo, condotto alla nascita dei resincast: forse il mercato non era pronto ai resincast nel 1980, sospeso com’era tra una maggiore – e salutare – semplicità ed un grado di attività delle persone immensamente maggiore di quello odierno, che è l’epoca delle pappe pronte e dei cervelli liofilizzati sui social, ma il primo seme – certamente – c’era, ed addirittura il concetto sarebbe regredito negli anni immediatamente successivi verso una maggiore artigianalità, tornando come detto molto in là nel tempo, con la nascita di Spark a fine anni ’90.


Vale la pena collezionare modelli simili nel 2024? Per quanto ci riguarda, certamente sì: è relativamente facile trovarne perché sono figli di un periodo storico in cui le tirature degli speciali avevano almeno tre zeri e numeri spesso molto maggiori di uno davanti agli zeri, e molte volte si fanno pagare assai meno di un edicoloso relativo al medesimo soggetto, pur essendo spesso assai più fedeli e nemmeno equiparabili in termini di storicità.


Devono piacere, ma dopotutto non è difficile innamorarsi di certe produzioni.
A noi, almeno, viene decisamente molto facile farlo…
Nota di David Tarallo: questa Dino è abbastanza tarda nella produzione di Record, essendo uscita nella seconda metà del 1983 in kit. Qualche tempo dopo fu disponibile anche una versione factory built, non troppo comune. Fu abbastanza scontato per la casa di Aix-en-Provence ricavare la versione GTS dalla 246 GT berlinetta, che era uscita alla fine del 1982, anch’essa commercializzata in kit e montata.

Una opinione su "Modelli del passato: Ferrari Dino 246 GTS di Record"