La cronoscalata del Mont-Dore

testo e foto di David Tarallo

Trovandosi in questi giorni nella zona della catena dei Puys è impossibile ignorare la cronoscalata del Mont-Dore, prova emblematica che si svolge nel cuore del Massiccio Centrale, in luoghi incantati dove laghi e boschi lasciano senza parole chi si avventura su per le strade che dalla città di Clermont-Ferrand si inerpicano verso la catena dei vulcani, patrimonio mondiale dell’Unesco.

Oltre duecento vetture prenderanno il via della gara, che si svolge lungo la strada dipartimentale D36: un percorso che da Moneaux, comune di Chambon-sur-lac, arriva fino al colle de la Croix St-Robert, cinque chilometri più a nord con una pendenza del 7% verso il Mont-Dore.

Dal 1960, questa gara è una parte integrante del patrimonio del Sancy, sempre sostenuta dai numerosi volontari locali. E’ un tracciato che non ha mai subito mutazioni. Da cinque anni, grazie a una stretta collaborazione, l’ASA del Mont-Dore con Patrick Bourguignon, PHA – Claude Michy con Philibert Michy alla direzione e il Massif de Sancy, la gara del Mont-Dore prosegue il proprio cammino, con la validità per il Campionato di Francia della Montagna. Alla corsa partecipano anche vetture delle categorie VHC e VHRS.

Oggi, presso la località termale di Mont-Dore, si sono svolte le verifiche tecniche e amministrative, un evento organizzato nella centralissima place de la Poste, dove gli abitanti e i numerosi turisti si sono dati appuntamento fin dalle 9 del mattino. Stasera è previsto il concerto di Davy Cioli x Stormy (Univer’song), talent The Voice 2024.

Per domani 10 agosto è in programma la prima salita delle prove. La corsa prenderà il via alle 15.35 e le salite continueranno domenica 11 agosto dalle 8 alle 16.10, con il quarto e ultimo passaggio dei concorrenti.

Alla fine è bello vedere la gente a diretto contatto con le auto, in una manifestazione che coinvolge direttamente il pubblico come soltanto una gara in salita o un rally sanno fare. E’ facile concludere con le solite tiritere moralistiche, lamentando la lontananza dei campionati “importanti” dai semplici appassionati ma fa indubbiamente piacere respirare – di tanto in tanto – l’aria di un evento sportivo nella sua festosa genuinità.

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