Della produzione A.B.C. ci siamo occupati già qualche altra volta, e abbastanza recentemente su PLIT fu pubblicato un articolo che parlava del primo modello 1:43 di Carlo Brianza (A.B.C.), la Fiat Turbina, che potete rileggere a questo link: https://pitlaneitalia.com/2022/12/17/la-fiat-turbina-1954-di-a-b-c/
Era il 1974, e il marchio di Brianza debuttava nel settore dei modelli speciali montati di “fascia alta”, facendosi subito apprezzare per diverse raffinatezze tecniche e per un montaggio particolarmente curato, secondo gli standard dell’epoca.
La linea di montati in resina A.B.C. andò avanti, e alla fine degli anni ’70 si contavano già una quindicina di referenze tra i factory built. Brianza, nel 1975, aveva anche introdotto modelli in kit, col marchio Autostile e anche con la solita sigla A.B.C.
Nel 1978, accanto alla linea di montati in serie numerata ma non limitata, Brianza inaugurò una seconda tipologia di factory built, limitati a 100 esemplari numerati.
La serie speciale si aprì con la Brabham BT46 presentazione agosto 1977. Il secondo modello fu invece l’Alfa Romeo 1900 C52 Disco Volante Coupé 1952 (le scelte di Carlo Brianza erano sempre decisamente eterogenee e si passava con grande disinvoltura da un’epoca all’altra e da una tipologia all’altra di veicolo). La Disco Volante, in configurazione barchetta, era già uscita nel 1976 come kit Autostile (numero di catalogo 4).


Il tempo trascorso e la produzione particolarmente scarsa rendono questa Disco Volante Coupé abbastanza difficile da reperire in condizioni perfette o vicine alla perfezione. Già le confezioni originali sono spesso andate perdute. Le A.B.C. serie 100 erano vendute in scatole di cartone più grandi rispetto a quelle della prima produzione standard, che erano invece di colore blu di formato più piccolo, sullo stile di quelle dei kit John Day, per intenderci.



A prima vista, il modello si fa apprezzare per la buona prototipazione e per un eccellente livello di verniciatura. Da notare che praticamente a tutti gli esemplari, col tempo, si sono staccate le modanature laterali, realizzate in filo di metallo e fissate con colla neoprenica, un’operazione non troppo semplice. Quelle del modello fotografato in questo servizio ci sono ancora, seppur conservate a parte in un sacchetto.


Alcuni dettagli, stampati insieme alla carrozzeria, sono evidenziali a pennello, come le cinghie fermacofano, lo stemma della calandra e tutte le altre cornici delle prese d’aria che formano il caratteristico frontale a motivo trilobato. Immancabili le ruote con raggi veri e gallettoni realistici.


Le luci posteriori sono in alluminio tornito, dello stesso tipo commercializzato in quegli anni da A.B.C. anche come accessorio in un’epoca in cui gli artigiani iniziavano a capire che il mercato dei pezzi separati (ruote, fari, sedili, specchietti…) poteva costituire una risorsa in grado di assicurare ottimi margini di guadagno.
