testo e foto di Claudio Govoni
Il recente articolo sulle Formula 1 in scala 1/22 Polistil1 mi ha invogliato a tirare fuori dai cassetti e mostrare una piccola collezione dello stesso produttore.
Ammetto che neppure io, per quanto tenda a preferire i modelli canonici, sono immune dal fascino di quegli ibridi tra giocattolo e modello che hanno avvicinato inconsapevolmente tanti bambini dei decenni passati al mondo del collezionismo e del modellismo.
Le cinque vetturette che presento qui appartengono alla serie RJ del marchio lombardo. Fanno parte di un gruppo di 8 vetture sport a ruote coperte, 5 sport prototipo e 3 Can-Am2 (che non ho ricercato, non essendo un grande appassionato di questa categoria, ma che non escludo di procurarmi in futuro).
Rispetto ad altri modelli da competizione della medesima serie, commercializzata a partire dal 1976, sono meno diffusi e noti.
Personalmente, ho scoperto la loro esistenza solo in età adulta.
Il motivo, probabilmente, risiede nel fatto che le Formula 1 rimasero in produzione più a lungo e vennero riproposte anche in playset accompagnate dai camion delle scuderie e, successivamente, con livree varie e a volte anche di fantasia, pure nella serie RN, mentre questi piccoli prototipi furono abbandonati relativamente presto.


I codici afferenti ai 5 sport prototipi sono RJ32 (Renault Alpine 441), RJ33 (Ferrari 312 PB), RJ34 (Alfa Romeo 33TT12), RJ35 (Matra Simca 680) e RJ36 (Mirage Gulf GR7).
L’anno di inizio della produzione è, per l’intero lotto, sulla base di quanto riportato sulla scatolina, il 1977.
La struttura è simile per tutti:
Scocca pressofusa, ruotine veloci mutuate dalla serie delle formula 1, interni estremamente spartani, rollbar in plastica cromata per le vetture che lo prevedono, decorazione abbastanza sommaria ottenuta con adesivi in vinile e fondino in plastica rivettato, differente – piccolo tocco di classe – per ogni vettura.
Fa eccezione la Gulf Mirage che presenta carrozzeria in plastica, fondino in zamak e decorazione laterale ottenuta con adesivi in carta.









La scala dei modelli dovrebbe essere 1/66, ma le proporzioni, talvolta un po’ rotondette e “paffute”, fanno pensare che ci sia stato anche qualche aggiustamento, volto probabilmente a farle rientrare nella sagoma standard della scatolina.
La confezione stessa risulta ben fatta.
Come per tutta la serie RJ, riporta sui lati lunghi il nome della vettura e sui lati maggiori una fotografia di buona qualità della vettura in gara.
Da notare che, curiosamente, il numero di gara che compare nelle vetture in foto non è mai quello presente sui modelli.
La verniciatura di tutte le “macchinine” è di buona qualità, come del resto sulla maggior parte dei Polistil che mi sono passati negli anni per le mani.






Discutibile, invece, la scelta della tonalità per Matra e Mirage.
Se per la prima il punto di blu potrebbe ancora essere accettabile, per la seconda appare totalmente errato.
Fatico francamente a capire da cosa derivi la scelta di non usare l’azzurro Gulf. Forse sarebbe stato usato solo per quel modello e la scelta venne reputata antieconomica.
Nota di colore: sul muso della Matra fanno bella mostra di sé il logo della zingara danzante e la scritta “Gitanes”.
Qualcosa di impensabile oggi persino nell’ambito delle produzioni finalizzate al collezionismo, figuriamoci nel mondo dei giocattoli.
Ah, tempi ingenui in cui si dava per scontato che i taddei non sarebbero diventati istantaneamente tabagisti per la sola visione di un logo riprodotto in scala!
Il costo di questi modelli, alla fine degli anni ‘70, era di 500 lire l’uno.
L’Alfa 33, unitamente a una delle Can-Am (la Porsche 917), venne anche pantografata e riprodotta esattamente identica, sia come proporzioni che come decorazione, in versione slot car in scala reclamizzata come 1/43, in realtà 1/50.
- https://pitlaneitalia.com/2025/01/31/modelli-del-passato-polistil-leffimera-serie-fg/ ↩︎
- I codici delle Can-Am vanno dal 29 al 31, il che lascia supporre che siano stati i primi modelli riprodotti. Sono, nell’ordine: Porsche 917/10, BRM P154 e Shadow DN4. ↩︎

ohhhh Gesù, quanti ricordi!!! “Macchinine che si lancia”!!! Campionato mondiale sport , organizzato con mio cugggggino fatto in casa. La pista era ricavata dalle slot della polistil e ricalcava le varie 1000km di monza, silverstone , nurburgring ecc . Le regole? Semplici. Schieravamo una macchina a testa , prima io poi lui(estrazione il primo) . Il lancio è via! La curva? Dalla posizione raggiunta , si girava al max di 45°per volta . Fuori pista? Stop un tiro. Evolvette nei 1/43 solido , fino all’incontro ,ahinoi, con la fauna …. FEMMINILE
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Moltissimi ricordi dell’infanzia sono legati alle RJ. Già all’epoca preferivo le Sport alle F.1, ma purtroppo Polistil ne aveva fatte meno. Uno dei circuiti improvvisati era la strada del Lego, poi vennero anche i circuiti cittadini con i pezzi del Majokit.
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Quanti bei ricordi, le RJ. Io ed i miei fratelli adoravamo quelle piccole F1 ed abbiamo consumato i pavimenti a furia di gare; le piste le copiavamo delimitando il tracciato con i pastelli, chi li toccava doveva tornare al punto di partenza. Ecco, sì, io sono cresciuto a Solido e… Polistil RJ!
Elio Venegoni
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…ma perché è tutto sparito???
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in che senso?
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Ste cose che raccontiamo. Fanno parte ahimè, del passato
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io con la mia 312 T (F1) avevo vinto una mitica “6 giri” nel cortiletto di casa mia in cemento lisciato a fino (e su cui la mia povera mamma ci passava pure la cera).
Ricordo che con gli stuzzicadenti applicavamo delle correzioni agli assetti per farle andare il più dritto possibile
Ho passato delle estati magnifiche: abbiamo usato anche le moto con ovvii problemi di stabilità, e siamo arrivati fono alle Polisti in scala 1/12 (?).
Stefano Adami
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gli assetti con gli stuzzicadenti mi mancava!! Bè le bmw 320 e opel kadett che diventano silhouette grazie al DAS….???
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