24 Heures du Mans 1979-1980: l’enfant du pays

Nella collezione Plein Gaz dell’editore francese Glénat, specializzato in fumetti, esiste una sezione consacrata alla 24 Ore di Le Mans, che vuole ripercorrere la storia di personaggi e situazioni particolarmente importanti dalle origini a oggi. Questa retrospettiva si completerà con dodici album. E’ uscito nei giorni scorsi un volume che racconta la vita e la carriera sportiva di Jean Rondeau, l’unico pilota ad aver vinto la 24 Ore di Le Mans al volante di una vettura di propria costruzione.

Jean Rondeau fu un personaggio controverso, tutt’altro che facile e nel 40° anniversario della sua scomparsa, questo numero di Plein Gaz offre qualcosa di assolutamente insolito. Disegnata da Christian Papazoglakis e sceneggiata da un esperto giornalista, Pascal Dro, la storia comincia come se fosse un flashback, con un Jean Rondeau che da piccolissimo assiste alla vittoria della Ferrari alla 24 Ore di Le Mans 1949. Le prime scene raffigurano il tristemente famoso passaggio a livello di Champagné dove Rondeau fu travolto dal treno Rennes-Parigi il 25 dicembre 1985. Una morte assurda, conseguenza di un gesto imprudente. In quel periodo, Jean Rondeau attraversava un periodo critico e si trovava probabilmente al termine di un’epoca. Avrebbe dovuto evolversi, adattarsi all’automobilismo che cambiava: i progetti non mancavano ma la situazione restava delicata dopo anni di crisi.

Cinquanta pagine: forse poche ma belle dense, ricche di passione. La storia di Rondeau viene ripercorsa dalle sue prime partecipazioni alla 24 Ore come pilota privato fino a tutta la vicenda Inaltera, la nascita e l’affermazione di Rondeau Automobiles, la controversa stagione 1982 e il successivo declino dell’azienda. Intorno, tanti personaggi descritti con notevole realismo: il mecenate Charles James, Vic Elford, Marjorie Brosse (moglie del prefetto della Sarthe, legata a Rondeau – non è un mistero – da un rapporto che andò oltre la semplice collaborazione professionale), e poi i piloti: Jaussaud, Pescarolo, Beltoise, la Beckers, i fratelli Martin e così via. Alcuni passaggi critici della vita di Jean Rondeau vengono affrontati con onestà e quando la verità sfugge, ci si limita onestamente ad accennare ai fatti senza evitarli: ci riferiamo ad esempio alla misteriosa rottura con James subito dopo la 24 Ore del 1980.

Questo album regalerà un paio d’ore di puro divertimento agli appassionati di storia e di storie. Certo, per chi ricorda direttamente quelle vicende, fa un po’ strano che vicende e personaggi di un’epoca che ci pare vicina (ma che n realtà non lo è più) siano divenuti i protagonisti di un fumetto, degni di essere immortalati in un’opera di fiction. Segno evidente che quegli episodi possiedono una carica particolare di umanità e di vita che li rende luminosi e carichi di suggestione.

Lascia un commento