Alfa Romeo Giulia GTC: si fa presto a dire “basta tagliare il tetto”

“E che ci vuole. Tagli il tetto e fai la GTC”. Sai quanti ho sentito parlare in questo modo. E non solo a proposito della rara versione cabriolet della Giulia GT ma anche di tante altre auto.

Il modello 1:18 della Giulia GT di Mitica (foto in apertura, un pre-serie fotografato poco prima della produzione, avvenuta ormai molti mesi fa) è stato il primo resincast della serie, di cui non mi ero occupato io. L’idea di ricavarne la GTC fu invece la mia. Apparentemente semplice, certo. Ma vi mostro, occultando però altre cose che non si possono rivelare, come alcuni lavori, per quanto banali sembrino, possono nascondere insidie.

Prima di tutto – cosa non scontata – devi essere al corrente di alcune cose basilari, come il fatto che la GTC differiva dalla GT Coupé in piccoli ma importanti dettagli, soprattutto negli interni. In questo caso è più importante che mai disporre di documentazione originale d’epoca: dépliant, cataloghi, materiale ufficiale ma anche libri affidabili. In materia di Alfa Romeo, sta facendo un’opera meritoria Patrick Dasse con i suoi volumi tematici destinati a restare nel tempo.

Accenno, senza documentare nulla, a un problema di base che si presenta quando ci si mette a “tagliare” un modello che non è stato realizzato scansionando una vettura reale. Il pericolo è quello che non torni più nulla. Visualmente, magari, la versione chiusa sembra a posto, mentre quando vai a sistemare la capote, chiusa o aperta che sia, scopri incoerenze e sproporzioni che vanno ben oltre le semplici e lecite “licenze poetiche”. Quello è già un bel pantano da cui rischi di non uscire più.

Superata bene o male questa colossale grana, tocca osservare bene le differenze di telaio che si notano anche in certi dettagli: ad esempio, la GTC presentava rinforzi nell’abitacolo, che si erano resi necessari per irrigidire l’intero corpo macchina, privo del tetto.

Occhio poi a quei piccoli “scherzi da prete”, come illustrato qui sotto…

Infine, per completare questo breve e incompleto articoletto, qualche aneddoto sulle targhe. In tutti i modelli che ho sviluppato io, mi sono sempre accertato che le tipologie e i numeri fossero coerenti col millesimo della vettura riprodotta. Ma pure questo impegno di coerenza storica consente un po’ di spazio per qualche “firma nascosta”. Sulla GTC, ad esempio, mi sono divertito a inserire come ultime quattro cifre su due targhe la mia data e il mio anno di nascita (su quella di Firenze ci stava particolarmente bene, no?). Un modo per dire “non omnis periar”. A parte gli scherzi, per una delle versioni ho scelto una targa Udine, come tributo all’Autodelta.

4 pensieri riguardo “Alfa Romeo Giulia GTC: si fa presto a dire “basta tagliare il tetto”

  1. ciao David, ogni tanto “riemergo a galla”se occorrono informazioni sulla GTC un mio caro amico è l’ attuale possessore di quella usata da Fangio per i test con le gomme Pirelli….un saluto affettuoso

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