Legends of Le Mans è una delle nuove trovate (valide tutto sommato) di Peter Auto in collaborazione con l’ACO. L’idea è quella di far correre vetture sport e GT del passato, ma di un passato recente (anni 2010, ossia dove finisce un altro campionato, la Endurance Racing Legends). Per chi è talmente vecchio da considerare queste vetture solo un tantino “andate”, l’effetto di straniamento è dietro l’angolo. Dici Sport storica e ti vengono in mente le Porsche 917, la Lola T70, l’Alfa 33TT12 e – toh – al limite pure qualche Gruppo C dei primi anni ’80 ma con la mente ti fermi lì.
Queste Peugeot 908, Lola o Aston Martin GT hanno invece corso una quindicina di anni fa, alcune anche un po’ prima ma si tratta comunque di contesti recenti se non contemporanei.
Ripeto, l’idea è buona: dietro queste auto c’è un mercato, un commercio, e farle rivivere genera un giro di soldi. Tra l’altro, per gestire materiale come questo ci vogliono strutture professionali, non basta certo il meccanico sotto casa. Le elettroniche e altre componenti sono semplificate rispetto a quelle utilizzate all’epoca quando si lottava col coltello tra i denti per la vittoria a Le Mans, a Sebring o a Road Atlanta, ma ovviamente portare in pista una Peugeot 908 di classe LMP1 non ha niente a che vedere con l’utilizzazione di una Gruppo 5 o di una Gruppo 6.
E se da una parte non ti rendi quasi conto che siamo di fronte a capitoli chiusi, dall’altra ti, anche se è dura ammetterlo, sembra passato un secolo. Quando sono sparite dai circuiti ufficiali le LMP2? E le LMP1 turbodiesel? Per non parlare di GT dalla voce indimenticabile. Le auto attuali sono belle ma ci si rende conto di quanto il passato possa prendere un colore ammaliante solo perché le sue vicende sono sparite sotto l’orizzonte visibile.
E a differenza di altre epoche, per le quali osservare materiale originale è praticamente impossibile, queste LMP1, LMP2 e GT del recente passato sono quelle che avevamo lasciato ieri per passare ad altro. E’ quindi l’occasione per fotografare parti che sarebbe stato impensabile ritrarre all’epoca. Ognuno di noi a questo proposito ha aneddoti buffi o grotteschi da raccontare. Ricordo di una volta a Sebring in cui un gruppo di fotografi, fra cui Martin Spetz e il sottoscritto, riuscirono a sorprendere la Peugeot 908 senza cofano posteriore dall’alto di una terrazza. Quelli del team se ne accorsero e vennero in sala stampa a protestare chiedendo di visionare e cancellare le foto. Dopo qualche schiamazzo dovettero tornarsene alla loro tenda con le pive nel sacco. Dal giorno dopo, gran lenzuoloni neri su motori, trasmissioni e radiatori ma ormai la frittata era fatta, le foto le avevamo e uscirono su Dailysportscar e altrove.
Gli attuali proprietari di quelle auto non hanno più niente da nascondere e le loro giornate in pista le passano con tutt’altro spirito.
La ruota gira (provate a fotografare certi particolari della Ferrari 499P o della Toyota TR010) e ti ricaccia repentinamente nel presente della pitlane. Resta la soddisfazione di aver potuto assistere di persona a tanti anni di competizioni, una specie di orgoglio che nessuno potrà mai toglierti.















































