Di Lugdunum ce ne sono due, chissà perché. Questa è quella francese e ogni tanto posso capitarci per lavoro. Città moderna e antica allo stesso tempo, Lione non ti mette in difficoltà con le sue manie di grandezza. Che sia a misura d’uomo, tutto sommato, l’hanno detto in molti.


In rue de l’Ancienne Préfecture si trova ancora Miniatures Lyon, storico negozio che ha conservato una sua specificità, inglobando lo stock di libri della Librairie Méchanique (foto sopra). Miniatures Lyon è una realtà vivace, che partecipa alle borse di scambio e ha una collaborazione attiva con alcuni marchi diecast per la realizzazione di versioni particolari di bus, camion e auto. In una stanza è ospitata la scelta di obsoleti, per i quali occorre richiedere l’accesso. Gli addetti sono sempre gentili e disponibili. La tradizione modellistica lionese è bella consistente e non si esaurisce certo alla storia di Norev ma prosegue con una nutrita storia di marchi più piccoli – industriali o artigianali, negozi e montatori. Qualcosa di questa ricca eredità s’intuisce ancora, non solo alle borse di scambio – frequenti nel dipartimento, fino alla zona di Saint Etienne, che è nel dipartimento confinante.













Lione è anche una città di cultura e un giro per librerie e musei è sempre consigliabile. In particolare, il Museo del cinema e della miniatura conserva qualcosa che potrebbe rivestire un interesse particolare per gli appassionati di modellismo: all’ultimo piano è visibile una serie di diorami in scala 1:12 che dimostrano il vero potenziale di questa tecnica quando applicata correttamente a concetti di illuminazione e di effetto scenico. Lo specialista che realizzò queste opere – che è anche il fondatore del museo – ha pensato a rappresentare diversi ambienti in varie epoche, con oggetti tipici di mondi che a volte non esistono neanche più. La carica evocativa di queste scene mi ha fatto pensare al nostro settore automodellistico, dove la stragrande maggioranza dei diorami ha una piattezza e una mancanza di forza “poetica” che ogni volta mi fanno girare pagina, chiudere il link di un sito o passare oltre dopo aver letto il thread su un forum. La povertà dei presepi con le donnine dai capelli gialli, la staticità senz’anima di un Mike Hawthorn ridotto a una brutta copia di Braccio di Ferro, le auto che sembrano uscite dalle vetrine del solito collezionista compulsivo fanno pensare ad altro. Un paio di esempi basteranno per spiegare il concetto.





