Le Mans: draghini, draghetti e altre bestie assortite

Dopo il vecchio blog Grandiepiccoleauto il suo successore, il sito Pitlaneitalia non si sarà un po’ rabbonito? Chissà, magari è sparito un po’ di quel mordace spirito che caratterizzava anche certe discussioni sul forum Duegi. In ogni caso, il ruolo che nessuno ci ha dato ma che ci siamo dati da soli nella nostra megalomania è quello di far riflettere – magari anche con un sorriso, seppur a volte amaro – o di mettere in evidenza certi fenomeni celati dietro la passione sacrosanta (ma già di per sé quanto sana non è dato saperlo) per auto e modelli. L’amore, come recita il detto, rende ciechi e in parte è comprensibile.

Ed è proprio sulla passione ingenua che gioca chi vuole speculare. Fa bene a farlo perché non c’è nulla d’illecito o di illegale ma ci si sorprende sempre un po’ ad osservare certe reazioni di massa, conseguenza d’un condizionamento commerciale.

Caso emblematico, la fissazione per i personaggini – simpatici una volta, due volte ma poi anche basta – creati da AO Racing. Un’operazione forse nata per caso (oppure no, chissà) e che oggi ha assunto una portata comparabile all’hype montato per i vari Grello, Greeno e compagnia. A Le Mans si trova una boutique con i prodotti ufficiali AO Racing, dai modelli – i soliti resincast proposti a prezzi davvero poco attraenti – ai pupazzetti (32 euro…), dalle magliette agli adesivi passando per cappellini, magne e ciarpame simile. Chi si accontenta gode.

Da parte sua, Spark punta sempre di più sulle sessioni autografi, un classico ormai collaudato che di gente ne attira sempre. Ce n’è per tutti i gusti, dal simpatico Ye (che a Le Mans è di casa) alla Sarah Bovy, target ideale per il MDF d’origine controllata e garantita che poi pubblicherà puntualmente tutto quanto sulla sua paginetta Facebook. Tutti in fila per uno scarabocchio irriconoscibile su un coperchio in plexiglass. Chi si accontenta gode parte II. Del resto non diceva Wanna Marchi che gli stupidi vanno fregati?

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