24 Heures du Mans, les essais préliminaires 1959-1969

A un anno di distanza dal libro che tracciava la storia delle prove preliminari di Le Mans dal 1970 al 19741, Michel Bollée pubblica per i tipi di Neo Polychrono il volume complementare, che tratta del periodo 1959-1969. L’origine più lontana della consuetudine dei test primaverili a Le Mans risale in effetti al maggio del 1954, quando l’A.C.O. permise alla Jaguar di effettuare alcune prove prima e dopo le due manche della quinta edizione del rally Sablé-Solesmes, disputate su cinque giri del circuito delle 24 Ore. Dovette passare qualche anno prima dell’organizzazione ufficiale di sessioni di test in vista della 24 Ore di Le Mans: il 26 aprile del 1959 si svolse una prima edizione, con la partecipazione dei grandi nomi dell’endurance, da Ferrari ad Aston Martin, da Triumph a Porsche, fino ad AC Bristol, OSCA, DB-Panhard e Stanguellini. Nel corso degli anni, le “prove di aprile”, come venivano comunemente definite, assunsero un’importanza e un’eco mediatica sempre crescenti, perché costituivano l’occasione di osservare le vetture in configurazioni inedite e sperimentali, che a volte venivano conservate per la gara, mentre in altri casi erano scartate a favore di soluzioni meno radicali. Dai test preliminari si potevano già trarre alcune solide indicazioni sui valori in campo per la gara di giugno.

Era, quello dei test preliminari, un weekend per veri appassionati, in cui spesso si correva in condizioni meteo avverse (nella Sarthe la bella stagione arriva tardi) e durante il quale le vetture della 24 Ore di Le Mans coabitavano con le moto del Critérium International Motocycliste. La storia di Le Mans è fatta dunque anche di quelle giornate primaverili, spesso funestate da incidenti mortali2.

Questo volume racconta in 260 pagine la storia dei primi dieci anni dei test a Le Mans, riagganciandosi quindi al secondo tomo, uscito l’anno scorso. Anno per anno vengono presentate nel dettaglio tutte le auto con caratteristiche tecniche, particolarità meccaniche e aerodinamiche, classifiche, tempi, team e piloti. Non è stato uno sforzo da nulla, anche perché in alcuni casi la documentazione su determinati partecipanti è davvero scarsa. Si tratta di un libro indispensabile per ogni cultore della materia, destinato peraltro ad andare esaurito nel giro di poco tempo, com’è accaduto per il secondo volume.

Il testo è bilingue (francese-inglese) e il volume è ricco di documentazione di ogni tipo: non solo foto a colori e in b/n ma riproduzioni di articoli di giornale e memorabilia varia. Un’appendice traccia la storia del Critérium motociclistico, disputato dal 1961 al 1970.

Una maggior cura, vista la qualità globale dell’opera, sarebbe stata auspicabile nell’editing dei nomi propri, specie quelli italiani: Businello (con una sola S) ripetuto decine di volte non è certo un bel vedere; potremmo citare dei “Bizzarini” e altre sviste simili ma è davvero il solo genere di critica che si possa muovere a un volume che ha richiesto una mole di lavoro notevole. Certo magari bastava veramente poco per scansare queste bucce di banana destinate a restare (è il bello e il brutto della stampa!).

Un affascinante viaggio nel tempo, quindi, di quelli che solo i libri sanno offrire. Al prezzo di un inutile resincast cinese vi metterete sullo scaffale un’opera di riferimento che vi tornerà utile per molti anni.

Michel Bollée, 24 Heures du Mans, les essais préliminaires 1959-1969, edizioni Neo-Polychrono 2026, copertina cartonata con sovraccoperta, pagg. 268, prezzo al pubblico € 89,00 [ISBN 9782959729652].

  1. https://pitlaneitalia.com/2025/08/18/24-heures-du-mans-les-essais-preliminaires-1970-1974/ ↩︎
  2. Ricordiamo “Lucky” Casner, Walt Hansgen, “Roby” Weber, Lucien Bianchi e il motociclista Syd Mitzen. ↩︎

Lascia un commento