Limitandosi alla scala 1:43, potremmo dire che la produzione recente di Tecnomodel sia caratterizzata da una sequela di errori storici difficili da giustificare, soprattutto alla luce della documentazione oggi reperibile. Ne è un ulteriore esempio la Dino 308 GT4 di Le Mans 1974 e 1975, recentemente presentata: non una vettura inedita, riprodotta a suo tempo da FDS e poi da Tron1. In teoria la versione di Tecnomodel di questa vettura avrebbe dovuto apportare qualcosa di meglio rispetto alle proposte del passato. In teoria, appunto. In pratica, come spessissimo accade, Tecnomodel è scivolata sulle proverbiali bucce di banana, tirando fuori alcuni sfondoni davvero poco comprensibili. Ne citiamo solo alcuni, limitandoci all’auto del 1974 e senza neanche approfondire troppo. Così, ad una prima occhiata, si notano: mancanza delle due bande blu sul tetto, a destra e a sinistra di quella centrale; assenza delle scritte sui bolli portanumero che richiamavano le caratteristiche riflettenti del supporto, cosa che già non era sfuggita a FDS, pur con qualche licenza grammaticale di troppo nella trascrizione esatta (ma era già un inizio…); deflettori di forma sbagliata: probabilmente Tecnomodel ha copiato quelli dell’auto restaurata; scritte “Goodyear Eagle” gialle: dovrebbero essere bianche e senza la specifica Eagle, introdotta più tardi. La posizione del tergicristallo è errata (anche qui errore dovuto alla documentazione dell’auto così come si presenta oggi). E questo – appunto – senza avventurarci in ulteriori e più approfonditi confronti.
Come al solito qualcuno obietterà che i modelli si venderanno ugualmente. Ne siamo felici per Tecnomodel ma non è questo il punto. Il punto è che siti come il nostro non se la sentiranno mai di avallare certi errori gratuiti, che rivelano, quali ne siano le cause, una gestione superficiale e grossolana di tutto il processo di sviluppo di un modello. Non è questione di vivere e lasciar vivere, è questione di mandare un segnale sul fatto che non tutti hanno gli occhi foderati di prosciutto.



Qualcuno, probabilmente senza ragionarci sopra più di tanto, a proposito di un’altra occasione sprecata da parte di Tecnomodel, era anche arrivato a mandarci un messaggio di questo tipo: “eh ma tu critichi questi e magnifichi i modelli anni ’70 e ’80 che erano pieni di errori”. Spiegazione breve, modello Bignami: quelli, se e quando erano pieni (?) di errori, riflettevano lo stato dell’arte in materia di documentazione, quando il massimo cui potevi aspirare era una foto di tre quarti sgranate e in bianco e nero su Autosprint o AutoHebdo. E quei modelli, almeno, raccontano una storia; questi fanno semplicemente venire il voltastomaco.
- Del modello di Tron – e della vettura reale – ci eravamo occupati nel marzo 2025: https://pitlaneitalia.com/2025/03/24/una-dino-tutta-squadrata/ ↩︎

Condivido tutto, errori – oggi – inaccettabili…
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