Jean-Pierre Viranet, 1953-2026

Se n’è andato Jean-Pierre Viranet, e con lui se ne va un altro pezzo di storia dell’1:43 artigianale. Per chi l’ha conosciuto di persona, per chi ha passato anni con i suoi modelli, si tratta di una perdita notevole. Come quella di molti modellisti francesi, le sue vicende sono legate a doppio filo all’esperienza parigina con la BAM negli anni ’70, di cui divenne collaboratore, incontrando ben presto André-Marie Ruf, che favorì il suo ingresso nel mondo del professionismo modellistico. Le riproduzioni in metallo bianco di Viranet venivano realizzate e distribuite da AMR col marchio X-Tenariv (tutti sanno che Tenariv non è altro che il cognome Viranet all’inverso). Appassionato di monoposto, Viranet introdusse nella gamma soggetti di grande interesse e originalità, quali una serie di Formula 2 del periodo 1976-1977, particolarmente raffinate e oggi piuttosto rare. Nel 1980, Viranet interruppe la collaborazione con Ruf, continuando per conto proprio col semplice marchio Tenariv, producendo kit in metallo bianco e poi in resina, materiale più pratico ed economico.

Una delle famose Formula 2 di X-Tenariv, la Martini-Renault Mk19 di René Arnoux del 1976. Kit in metallo bianco con tutte le caratteristiche tipiche degli AMR

La gamma Tenariv si specializzò sempre più in Formula 1 anni ’70-80 senza disdegnare altre epoche e categorie finché, nel 2008, Ripert jr non propose a Viranet di raggiungerlo alla Spark in Cina per occuparsi della gamma delle monoposto. Iniziò una collaborazione che aggiunse molto valore al marchio Spark, grazie alla profonda competenza e alla preparazione storica e tecnica di Jean-Pierre, che alla fine di febbraio del 2008 chiuse definitivamente la propria ditta. Appassionato di disegno, aveva una mano felice: molti ricorderanno le divertenti vignette sulle istruzioni dei kit X-Tenariv. In tempi recenti aveva anche collaborato con Jean Damon nella stesura di album a fumetti.

Ogni foglietto d’istruzioni dei kit di Viranet dell’epoca AMR era una sorpresa. Qui si faceva dell’humour sulla nota vicenda di spionaggio che travolse la Arrows, i cui progettisti Southgate e Wass, lasciando la Shadow, si erano portati dietro tutti i disegni della DN9

La Cina stanca e chi arriva da lontano fa fatica ad adattarsi. Come Luigi Reni, tornava spesso in Europa, soprattutto a seguito di Ripert in eventi e manifestazioni. Della Cina, probabilmente, si era stufato da tempo. Di lui restano ricordi gradevoli di una persona che dietro lo sguardo sornione sapeva tutto sommato godersi la vita. Ed erano in molti a chiedersi come potesse circondarsi di donne di notevole fascino, lui che non assomigliava per nulla a un Alain Delon. Misteri del modellismo. La sua passione e la sua dedizione continuano a vivere nelle raccolte di tutto il mondo.

Foto di apertura, Jean-Pierre Viranet a Epoqu’Auto (Lione) nel 2022.

2 pensieri riguardo “Jean-Pierre Viranet, 1953-2026

  1. A margine del dolore per la perdita di un personaggio della statura di Viranet: Don Nichols era il proprietario della Shadow; il progettista transfuga (insieme a molte figure-chiave del team) è Tony Southgate

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