Modelli del passato: Mercedes-Benz 300SL Le Mans 1952

Jacques Simonet (Manou) e Gérard Dahinden (Epokit – Rétrobolide) collaborarono in diverse occasioni creando serie limitate, diffuse attraverso Manou Auto Sport di Le Mans e altri distributori, soprattutto francesi. Nel 1978, Dahinden realizzò in 1:43 la Mercedes 300 SL Coupé che aveva vinto la 24 Ore di Le Mans 1952 con Karl Kling e Hans Klenk.

A fine anni ’70 si potevano ancora pubblicare retrospettive complete su temi che oggi sarebbero di una vastità inaffrontabile. In un articolo sulle Mercedes apparso su Ma Collection, un esemplare factory built della 300 SL Le Mans 1952 di Rétrobolide-Manou al centro di un trittico composto anche dalla famosissima 300 SLR Le Mans 1955 di MRF e dalla 300 SLR Mille Miglia 1955, kit di John Day

Non si trattava, nel mondo degli speciali, di un inedito assoluto: già negli anni ’60, Raymond Daffaure ne aveva fatta una serie “a modo suo”, con le celebri cassette per pomodori Marmande come materia prima. Successivamente, John Day inserì questa vettura sotto forma di kit in metallo bianco (serie standard, numero di catalogo 131). Mancava ancora, però, un montato di qualità da affiancare a un kit veramente moderno. La resina poliestere, fragile ma dalle enormi potenzialità, si prestava alla bisogna.

Nella serie Rétrobolide uscì quindi il kit della 300 SL: carrozzeria in resina, chassis in metallo bianco e tutta una serie di finissimi dettagli, quali la stella in fotoincisione da applicare sulla calandra, uno dei primi utilizzi di questa tecnica nel settore del modellismo artigianale, cerchi realistici, interni accurati, con tra l’altro i sedili dipinti nei giusti colori.

La serie dei factory built fu approntata di concerto con Manou. La scatola, che era quella classica (bianca) della gamma Rétrobolide, venne adattata con loghi e timbri Manou Le Mans. Sul fondino del modello, Simonet incise il numero di serie progressivo e la dicitura Manou, applicando anche una delle sue famose etichettine in carta, con la dicitura “Spécial Manou Auto-Sport Réf. 121”. Si trattava di una realizzazione di classe, al livello degli MRF che tanta ammirazione stavano guadagnando proprio in quel periodo. La Mercedes 300 SL (di cui Dahinden commercializzò in kit anche la versione Carrera Panamericana) uscì nel 1978 e ben presto i collezionisti iniziarono a ricercarla, ingolositi dalle scarne notizie che apparivano su Ma Collection, su Minis o su qualche rivista di automobilismo. In Italia queste serie arrivavano col contagocce, principalmente grazie all’intraprendenza dei fratelli Tron. Nel 1978 un factory built di Dahinden costava sulle 35.000 lire, abbastanza ma non tantissimo e soprattutto non molto di più della media dei modelli di questa fascia. E comunque era tanto: tutto considerato, non solo l’inflazione ma il costo della vita e tutto il resto, quelle 35.000 di allora potrebbero corrispondere ai nostri 150-180 euro. Per certi versi, il vero lusso, e per di più in mancanza assoluta di alternative bell’è pronte, salvo mettersi a montare un kit. Hanno ragione quelli che dicono che pur con modelli a 90 euro Spark ha democratizzato il collezionismo. Mi sta benissimo ma che non mi si venga a dire che la democratizzazione ha portato l’esclusività nelle case di tutti i collezionisti (questo è un discorso che abbiamo già fatto e che esula dal tema di questo articolo1).

La 300 SL ottenne un buon successo e fu sostituita come riproduzione di riferimento solo nel 1986, all’uscita del kit di Starter, che successivamente ne fece anche un’edizione montata, la terza realizzazione nella serie dedicata alle vincitrici di Le Mans. Dal punto di vista storico, importante fu poi l’uscita dei diecast Max Models, che di fatto segnava l’inizio di una nuova epoca.

Oggi, un factory built della 300SL di Manou-Dahinden è oltremodo difficile da trovare ma fortunatamente – con la massa dei collezionisti impegnati a dare la caccia alle cineserie – lo pagherete in proporzione meno di un terzo rispetto alla cifra che un appassionato avrebbe sborsato in quell’ormai lontano 1978.

  1. Ne avevamo parlato ad esempio qui: https://pitlaneitalia.com/2024/12/14/come-cambiata-la-percezione-del-lusso/ ↩︎

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