
E’ sempre con una certa emozione che si assiste alle prime manifestazioni borsistiche della nuova stagione, che preannunciano un autunno-inverno ricco di appuntamenti. Questa domenica è stata la volta di un classico, la borsa di Novegro, concomitante purtroppo col GP d’Italia a Monza, cosa che avrà sicuramente ridotto il numero dei visitatori ma anche degli espositori. E se l’edizione del Gran Premio passerà alla storia per la prestazione del nostro Kimi Antonelli, la borsa di Novegro non sarà certo annoverata fra le classiche. Pur proponendo materiale di prima qualità, la manifestazione novegrina ha confermato che il periodo d’oro iniziato nel 2022 è probabilmente da archiviare tra i fenomeni del passato. Del resto sono corsi e ricorsi e per molti aspetti si è tornati a una normalità pre-Covid. Vedremo se anche eventi di punto all’estero confermeranno il carattere internazionale di questa inversione di tendenza. Assenti alcuni artigiani (Tron e Comuzzi di Arena), la borsa di Novegro ha comunque visto la partecipazione dell’inossidabile Francesco De Stasio o anche di negozi classici come Maurizio Bruna o L’Aquilone. Fra gli specialisti dei modelli obsoleti, sempre apprezzabile l’apporto di Gallinella, Botta e Barba, giusto per citarne qualcuno. Piuttosto ricca l’offerta degli 1:24 e 1:25 anni ’70-’80 e volendo restare sui diecast di periodi precedenti, alcuni Mercury perfetti con scatola e provvisti di accessori dell’epoca erano davvero invitanti, anche come prezzo. Quanto ai venditori privati di speciali, poco o nulla: un banco presentava una notevole scelta di decals e di kit (Starter, Provence Moulage, Racing43 eccetera) a prezzi accettabili. Immancabili i libri di Rampini, così come le interessanti elaborazioni di Lilliput. Per un appassionato di Subbuteo come chi scrive è stato un piacere vedere confermato un interesse sempre maggiore nei confronti di questo gioco di rara bellezza. Comunque, passare una mattinata a Novegro è sempre gradevole, soprattutto per chi ci ha passato decine di edizioni. Ormai Novegro fa parte della memoria collettiva di tanti collezionisti e questo è un indubbio pregio di una manifestazione che ha saputo sfidare il tempo.

































