La collezione Thierry Dehaeck all’asta: quarant’anni di ricerca automobilistica

Il 5 febbraio 2027 Artcurial Motorcars presenterà a Parigi la collezione completa di Thierry Dehaeck, una raccolta privata costruita nell’arco di oltre quarant’anni e composta da circa 60 automobili, più di un centinaio di automobilia e una giostra belga del 1953. La stima complessiva dell’insieme è compresa fra 15 e 25 milioni di euro.

La collezione si è sviluppata seguendo un criterio preciso: la ricerca di esemplari con una particolare rilevanza storica, tecnica o documentaria, lontana da una certa idea di puro accumulo. Le vetture sono state raccolte privilegiando condizioni di conservazione, provenienza e completezza della documentazione, con l’obiettivo di preservare non soltanto il mezzo meccanico, ma anche il contesto nel quale ogni automobile è nata e ha vissuto.

Il belga Thierry Dehaeck è conosciuto soprattutto per la collezione ospitata a Ypres presso il museo Passion for Cars, dove negli anni sono confluite automobili appartenenti ai principali marchi europei e americani. La raccolta riflette interessi diversi, ma presenta alcuni nuclei particolarmente caratterizzati, tra cui quello dedicato a Citroën e in particolare alla SM.

Proprio la coupé franco-italiana occupa un ruolo centrale nella storia della collezione. Dehaeck ha riunito numerosi esemplari della SM, comprese alcune delle versioni più rare realizzate al di fuori della produzione standard. Tra queste figurano la SM Opéra a quattro porte costruita da Henri Chapron, la SM Mylord Cabriolet sempre del carrozziere francese, la SM Espace sviluppata da Heuliez e la vettura modificata negli Stati Uniti da Jerry Hathaway per i tentativi di record di velocità sul lago salato di Bonneville.

Accanto alle Citroën trovano posto numerose vetture italiane, con una presenza significativa di Ferrari e Maserati. Il gruppo Ferrari comprende modelli appartenenti a epoche differenti, tra cui una 275 GTB del 1965 e una 365 GTB/4 Daytona Spider, mentre il reparto Maserati comprende alcune vetture di grande interesse storico come la 3500 GT Spyder, la Ghibli Coupé, la Ghibli Spyder e due interpretazioni della Quattroporte.

Fra queste ultime spicca la Maserati Quattroporte II, uno dei modelli più particolari della storia recente della Casa del Tridente. Presentata nel periodo della gestione Citroën, la seconda generazione della berlina Maserati rappresentò un radicale cambiamento rispetto alla precedente Quattroporte. Il progetto, identificato con la sigla AM 123 e disegnato da Bertone, utilizzava una piattaforma derivata dalla Citroën SM e adottava soluzioni tecniche lontane dalla tradizione Maserati, tra cui la trazione anteriore e le sospensioni idropneumatiche.

La vettura era equipaggiata con il motore V6 Maserati di 3 litri derivato dalla Merak e, a causa della complessa situazione finanziaria e industriale del periodo, non raggiunse mai una vera produzione di serie. Furono costruiti soltanto pochi esemplari, rendendo oggi la Quattroporte II una delle Maserati più rare e meno conosciute.

L’esemplare della collezione Dehaeck riveste un interesse particolare anche per la sua storia espositiva: fu mostrato in diversi saloni internazionali durante la fase di presentazione del modello, prima di entrare in una collezione privata. La sua presenza nella vendita Artcurial rappresenta quindi un’occasione per riportare all’attenzione un capitolo poco noto della storia Maserati, quello degli anni in cui il marchio modenese si trovò a confrontarsi con la tecnologia e la strategia industriale del gruppo Citroën.

Completano la raccolta numerose automobili di Mercedes-Benz, Jaguar, Bentley, Rolls-Royce e Shelby, con modelli che spaziano dalle sportive europee degli anni Cinquanta e Sessanta alle grandi vetture di lusso. Le automobili non sono state semplicemente conservate come oggetti statici, ma mantenute attraverso un’attività continua di manutenzione e partecipazione a eventi dedicati alle vetture storiche.

La vendita organizzata da Artcurial segna quindi il passaggio sul mercato di una collezione costruita nel corso di decenni, nella quale il valore dei singoli esemplari è legato tanto alla loro rarità quanto al lavoro di ricerca e documentazione che li accompagna. Nel caso della raccolta Dehaeck, molte automobili raccontano momenti di transizione dell’industria automobilistica europea, dai tentativi tecnici della Citroën-Maserati degli anni ’70 fino alle evoluzioni delle grandi sportive e delle vetture di lusso del dopoguerra.

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