Un diorama, tante storie: Mille Miglia 1954

Testo e foto di Renato Scotti di Uccio

La Mille Miglia è fonte inesauribile di storie che hanno fatto grande l’automobilismo e i suoi protagonisti.

Scommetterei che qualunque collezionista di automodelli 1/43 ha in collezione almeno una vettura che ha corso alla Mille Miglia.

Nel mio precedente articolo ho presentato un diorama che descriveva un bellissimo “passaggio” nei pressi del Gran Sasso con protagonisti donne e uomini eccezionali su auto altrettanto superbe1.

Mille Miglia gara “mitica”!

 “Mitico” mi sembra l’aggettivo giusto per definirla sia perché densa di episodi che fanno parte della storia dell’automobilismo sia perché intorno ad essa ed ai suoi protagonisti sono sorte anche molte leggende.

Una di queste mi ha talmente colpito che ho dovuto fare spazio in collezione per qualcosa che la ricordasse.

Infatti questa volta il “passaggio” è uno di quelli cosiddetti “a livello” sotto il quale si sono infilati una Porsche 550 ed il suo equipaggio… pur di non perdere secondi preziosi, contribuendo così alla onorevolissima sesta posizione all’arrivo, corredata dalla vittoria nella propria classe!

Alla guida dell’auto di Stoccarda c’era Hans Herrmann, accompagnato dal copilota Herbert Linge a cui diede un colpo sul casco per dirgli di abbassarsi mentre a tutta velocità infilava il passaggio a livello mentre le sbarre stavano abbassandosi.

Ovviamente non poteva bastare solo una riproduzione dell’auto protagonista… ci voleva tutto il contesto!

Un contesto riassunto, meglio di qualunque descrizione, dal disegno che per primo pubblicò Carlo Demand sul libro “The Big Race” del 1956: un disegno a mezza tinta di eccezionale realismo dinamico, realizzato dopo aver consultato direttamente i tecnici Porsche e l’equipaggio, per riprodurre fedelmente le proporzioni millimetriche della sbarra rispetto all’altezza della Porsche 550 Spyder.

Il dipinto piacque così tanto alla casa madre che la Porsche ne fece un poster ufficiale in grande formato, intitolato proprio “Mille Miglia 1954”.

Nel 1998 il pittore britannico James Dugdale, rinomato per i suoi dipinti a olio storici dedicati al motorsport, ha realizzato una delle tele a colori più famose ed evocative di questo episodio. Il suo quadro accentua la drammaticità del momento, mostrando la locomotiva a vapore del treno espresso che incombe minacciosa a pochissimi metri dalla vettura, avvolta dal fumo, mentre Herrmann e Linge si piegano visibilmente nell’abitacolo.

Più recentemente altri artisti hanno “reinterpretato” il dipinto di Dugdale: nel 2015, JD Bartsch e nel 2019 Vladyslav Shapovalenko (noto con lo pseudonimo di 23.ARTS) praticamente ripetendo la medesima scena.

Altri artisti, come Vaclav Zapadlik e Alfredo de La Maria hanno ritratto la 550 n. 351 alla Mille Miglia ma non raffigurando quell’episodio… In fondo, un “mito” non ha bisogno di troppe immagini per mantenersi vivo!

Il mondo del modellismo non è certo rimasto insensibile al “richiamo”, anche se, tutto sommato, non sono stati in molti a ricordare la bella vittoria di categoria della piccola Porsche.

La 550 RS spider nel 1954 era nata da poco ma già era la protagonista delle gare cui partecipava.

Ad ogni gara c’era qualcosa di diverso e la vettura di produzione stessa si è evoluta negli anni

Così il numero di modellini che la riproducono è enorme, sia per le diverse marche che l’anno messa in catalogo (Best, Schuco, Solido, Hongwell, Jolly Model, Minichamps, Vroom43, Tecnomodel e Spark e forse anche altre) sia per le diverse versioni che ciascuna ha fatto.

Per questo motivo i modelli sono tanti e, come sempre accade in questi casi, tutti hanno dei pregi e tutti hanno dei difetti.

Per quanto riguarda la protagonista della nostra storia la 550 #008, uno dei primi 15 prototipi, solo tre case l’hanno riprodotta, con colori e numeri di gara specifici, che cito in ordine di merito.

La prima, è un modello slot-car della Revell, molto ben fatto, che riproduce bene anche il pilota e il copilota, in edizione limitata (!?!) a 3500 pezzi, con firma dei piloti (presumibilmente un pezzo promozionale in collaborazione con la Porsche). Purtroppo è in scala 1/32;

la seconda è un modello della Brumm che riproduce abbastanza bene una 550 RS esistita ma che non corrisponde a quella della MM del 1954 (è esatto il muso, completamente da rifare la parte posteriore);

La terza è un Jolly Model che anche in questo caso riproduce un altro modello della 550 sulla quale sono stati posti numeri di gara della vettura in questione (diverso sia il muso che il posteriore).

Il mio diorama nasceva quindi già con una difficoltà di partenza: mi toccava elaborare un modellino!

Ho quindi esaminato i modelli di 550 spyder (non prototipi) che avevo, per apprestarmi a fare le opportune modifiche.

Di fronte ad un Minichamps (privo di numeri di gara), ad un Brumm (con le insegne della vettura di James Dean) e a tre modelli uguali di DeA (anch’esso di J.D.), Schuco e Hongwell (questi tre modelli sono identici anche se sono venduti con tre diversi marchi), ho dovuto operare una scelta.

Alla prova del calibro, chi più rispetta la riduzione in scala è il Minichamps, che ho quindi deciso di non modificare, per lasciarlo nella vetrina della collezione delle “Porsche spider”.

Il Brumm è circa un 1/42 e gli altri tre sono circa 1/41.

Ho scelto il Brumm perché la riproduzione dei cerchi mi ha piacevolmente colpito. Non appena ho svitato il fondino, ho trovato un’altra piacevole sorpresa, segno della passione del modellista che lo ha riprodotto: la carrozzeria – pur non apribile – cela un accenno del motore e la ruota di scorta!

Per ottenere la vettura telaio #008 (di Herrmann), partendo da quella #055 di James Dean, prima di pensare ai numeri di gara ed ai figurini, ci sono alcune modifiche da fare alla carrozzeria:

  • fari anteriori dritti (come nei primissimi prototipi);
  • pinne posteriori più orizzontali e non degradanti verso il basso;
  • fanalini posteriori Hella di forma conica, definiti “ad alveare” o “a proiettile” e non piccoli e rotondi;
  • eliminazione dello specchietto retrovisore carenato esterno lato sinistro e posizionamento dello specchietto all’interno dietro al piccolo parabrezza;
  • eliminazione delle caratterizzazioni di James Dean.
  • Colorazione e numeri di gara

Nel frattempo dovevo capire se sarei riuscito a dare il giusto movimento al diorama, lavorando sui figurini per rendere l’idea del “rannicchiamento” nell’abitacolo.

Lavorando con la resina foto-polimerizzante e limando opportunamente sono riuscito ad ottenere delle posizioni plausibili.

Ho ultimato il diorama con i figurini, verniciandoli e sistemandoli al loro posto, mettendo la Porsche sulla strada e completando la scenografia con ciò che più mi piace: una citazione del dipinto di un artista!

Un riferimento al drammatico quadro di James Dugdale è ora al posto d’onore, “nobilitando” (… e – perché no? – semplificando) così il mio diorama!

Un diorama: tante storie di passione espressa in modi diversi.

P.S.: Sul retro del diorama ho però voluto ricordare il primo vero divulgatore che ha reso mitica la vicenda: il disegnatore Carlo Demand che con i suoi disegni a matita e carboncino dimostra al meglio la sua maestria nel rappresentare l’azione e la figura umana.

  1. https://pitlaneitalia.com/2026/06/09/un-diorama-tante-storie-mille-miglia-1955/ ↩︎

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