Anteprima: il FIA-WEC al Fuji

Il FIA World Endurance Championship torna in Giappone per la 6 Ore del Fuji, sesto appuntamento della stagione 2026. La gara si disputa sul circuito ai piedi del monte Fuji, una pista che fa parte del calendario del campionato del mondo endurance fin dalla sua prima stagione, nel 2012, e che ha ospitato finora dodici edizioni della serie. Prima ancora, Fuji era stato sede del World Sportscar Championship dal 1982 al 1988.

L’attuale configurazione misura 4,563 chilometri e comprende 16 curve. Il lungo rettilineo principale, di 1,475 chilometri, è uno degli elementi caratteristici del tracciato e consente alle vetture di superare i 330 km/h. La pista, pur essendo una delle più brevi del calendario in termini di tempo sul giro, presenta quindi caratteristiche molto diverse tra loro, con una parte finale più tecnica e un tratto ad alta velocità particolarmente importante per le prestazioni in gara.

Fuji è anche una pista nella quale i risultati delle qualifiche non hanno sempre anticipato quelli della gara. L’edizione dello scorso anno è stata la prima nella quale nessun vincitore di classe era partito dalle prime tre file. Inoltre, né il poleman del 2024 né quello del 2025 è riuscito a concludere sul podio.

Dopo cinque gare, la situazione nella categoria Hypercar rimane aperta. Toyota e BMW hanno raccolto pochi punti nell’ultima prova disputata ad Austin, mentre Ferrari ha ottenuto la vittoria con la 499P, riaprendo una lotta per il titolo che coinvolge i tre costruttori.

Per Toyota quella di Fuji è naturalmente una gara particolare. Il costruttore giapponese ha vinto nove delle dodici edizioni del WEC disputate sul circuito, con l’ultimo successo arrivato nel 2023. Una statistica che conferma il rapporto particolare fra il marchio e il circuito, anche se nelle ultime due edizioni la vittoria è sfuggita alla squadra ufficiale.

La Toyota ha inoltre una curiosa sequenza statistica: ciascuna delle precedenti generazioni di prototipi con le quali ha debuttato a Fuji ha conquistato la vittoria nella prima gara disputata sul circuito. È accaduto con la TS030 Hybrid nel 2012, con la TS040 Hybrid nel 2014, con la TS050 Hybrid nel 2016 e con la GR010 Hybrid nel 2022. La nuova TR010 Hybrid, già vincitrice a Imola e a Le Mans nella sua prima stagione, proverà quindi a mantenere questa tradizione.

Il precedente più significativo rimane quello del 2019, quando la Toyota numero 8 condusse tutti i giri della gara. Sébastien Buemi, che faceva parte dell’equipaggio vincitore, è l’unico pilota attualmente in attività ad aver conquistato quattro vittorie assolute a Fuji. Anche Nyck de Vries ha un rapporto particolare con il circuito: nel 2019 ottenne qui la sua prima vittoria nel FIA WEC, in LMP2, e ha guidato la classifica nelle ultime due edizioni.

Lo stesso de Vries, insieme a Kamui Kobayashi e Mike Conway, arriva in Giappone con Toyota in una situazione particolarmente interessante. Kobayashi detiene il record della pista in qualifica per la categoria Hypercar e, insieme a Conway, condivide attualmente la testa della classifica piloti con i due portacolori BMW Robin Frijns e René Rast. Nella classifica costruttori Toyota precede BMW di nove punti.

BMW arriva a Fuji dopo una gara poco favorevole ad Austin, ma il circuito giapponese aveva già dato indicazioni positive alla M Hybrid V8. Al debutto nel 2024, le vetture tedesche si qualificarono terze e conclusero seconde, ottenendo proprio a Fuji il primo podio BMW nella categoria Hypercar.

Ferrari, invece, arriva in Giappone dopo la vittoria di Austin e il secondo posto ottenuto a San Paolo. La 499P è quindi nuovamente pienamente coinvolta nella lotta per il campionato, ma Fuji rappresenta ancora una pista da sbloccare per il prototipo di Maranello: nelle tre partecipazioni precedenti la vettura non è mai salita sul podio. È l’unico circuito attualmente presente nel calendario nel quale la 499P non abbia ancora ottenuto un piazzamento nei primi tre.

Cadillac ha conquistato la pole nelle ultime due edizioni della Hyperpole a Fuji. La vettura JOTA non avrà però a disposizione Alex Lynn, autore di entrambe quelle pole position. Will Stevens, suo compagno nella numero 12, conosce comunque molto bene il circuito: nel 2016 ottenne proprio qui la sua prima vittoria nel WEC, allora in LMP2, mentre lo scorso anno ha stabilito il giro più veloce in gara fra le Hypercar.

Anche Alpine arriva in Giappone con precedenti interessanti. La squadra francese aveva vinto a Fuji la gara che rappresentò il centesimo evento nella storia del FIA WEC, e l’A424 è l’unica Hypercar presente sulla griglia 2026 ad avere già conquistato la 6 Ore del Fuji. Alpine è inoltre reduce dal ritorno sul podio ottenuto ad Austin.

Aston Martin ha ottenuto proprio al Fuji, nel 2025, il primo piazzamento fra i primi cinque con la Valkyrie. Da allora il programma britannico ha migliorato i propri risultati, mentre Peugeot può ricordare il secondo posto conquistato un anno fa come il miglior risultato ottenuto finora dalla 9X8 in Giappone.

La gara segnerà inoltre l’ottantesima partenza nel FIA WEC di Loïc Duval, al volante della Peugeot 9X8 numero 94. Il francese, campione del mondo nel 2013, detiene anche il record del giro più veloce assoluto in gara a Fuji.

Per Genesis, invece, l’obiettivo sarà proseguire il percorso di crescita iniziato ad Austin, dove la nuova formazione ha ottenuto il settimo posto, miglior risultato del programma fino a questo momento.

In LMGT3 la situazione vede Corvette in testa alla classifica dopo la vittoria ottenuta alla 24 Ore di Le Mans. La Corvette numero 33 di Jonny Edgar, Nicky Catsburg e Ben Keating arriva quindi al Fuji da leader della categoria.

Il circuito giapponese ha però una storia favorevole anche per TF Sport, partner di Corvette, che ha conquistato tre vittorie al Fuji, l’ultima proprio lo scorso anno. Per Charlie Eastwood e Salih Yoluç il circuito ha inoltre un significato particolare: i due avevano ottenuto qui una vittoria di classe insieme nel 2019.

Eastwood è tornato sul gradino più alto del podio anche dodici mesi fa, ma quella vittoria era arrivata dopo una penalizzazione inflitta alla Ferrari numero 21 di VISTA AF Corse, che aveva tagliato per prima il traguardo.

Attualmente Alessio Rovera, Simon Mann e François Hériau rappresentano la principale minaccia alla leadership della Corvette numero 33 nella classifica di campionato. L’altra Corvette, la numero 54 affidata a Davide Rigon, Francesco Castellacci e Thomas Flohr, arriva invece al Fuji dopo una stagione finora difficile, con un solo punto raccolto.

Ferrari cerca a sua volta di interrompere una serie di sei gare consecutive senza un podio in LMGT3. Una sequenza che, curiosamente, era già iniziata dopo l’ultima vittoria del marchio al Fuji.

Tra gli altri protagonisti della classe ci saranno le due BMW M4 GT3 di Team WRT, entrambe già capaci di arrivare sul podio nelle precedenti partecipazioni a Fuji, e le Mercedes-AMG gestite da Iron Lynx. Quest’ultima formazione aveva mostrato un buon passo anche ad Austin, con entrambe le vetture nei primi sette posti.

Lexus, infine, correrà sulla pista di casa con la RC F schierata da Akkodis ASP Team. La vettura ha ottenuto due vittorie nel 2025 e punta a tornare sul gradino più alto del podio proprio davanti al pubblico giapponese.

Le attività in pista inizieranno venerdì 25 settembre con le prove libere. Sabato 26 settembre le qualifiche e la Hyperpole, riservata ai primi dieci della sessione precedente, inizierà alle 14:00 ora locale.

La 6 Ore del Fuji prenderà invece il via domenica 27 settembre alle 11:00 locali, corrispondenti alle 4:00 del mattino in Italia.

Dopo cinque appuntamenti, Toyota, BMW e Ferrari arrivano in Giappone con una situazione di classifica ancora aperta. Il Fuji è una pista con caratteristiche tecniche molto specifiche e una storia nella quale il fattore qualifiche non sempre ha avuto un peso decisivo sul risultato finale.

Lascia un commento