testo e foto di Marco Nolasco
Il 1911 è un anno importante per quelli come me perché è l’anno di nascita di due tra le più importanti competizioni automobilistiche della storia, che sono giunte fino ai nostri giorni. Sono agli antipodi, una velocissima e in pista, l’altra stradale e soprattutto allora tutt’altro che veloce. Si tratta ovviamente della 500 Miglia di Indianapolis e del Rally di Montecarlo e possiamo mettere in vetrina i modelli 1/43 di entrambi i vincitori delle due prime edizioni.
Oggi vi presento la vincitrice del rally, che mi è arrivata pochi giorni fa. È la Turcat-Mery limousine 25 hp di Henri Rougier che è stata recentemente riprodotta da JPG Maquettes, una firma di Arles nata nel 2000 che non si occupa solo di automodelli.


JPG sta per Jean-Paul Guiol, un ingegnere meccanico che fu folgorato sulla via delle “macchinine” nel 1974 da un concorrente di un gioco a premi televisivo a sua volta collezionista di automodelli.
Questa azienda produce modelli di vario genere, dai diorami storici a quelli di città e quartieri dove ambientare i modellini fino ad apparecchiature industriali ecc, anche su ordinazione.
Vi è anche una linea di automodelli in resina stampati in 3D dedicata al Rally di Montecarlo che ha debuttato quest’anno appunto con la Turcat-Mery che vinse nel 1911. Il modello è disponibile montato e in kit e si possono realizzare due versioni, quella “da gara” e quella della sfilata davanti al Principe, differente perché mancante di un contenitore sulla pedana e perché arricchita di due bandiere francesi ai lati e da un cartello sul parabrezza con il nome della città di partenza, Paris. Io ho scelto la versione gara già montata. Se ho capito bene il modello viene preparato una volta ordinato via mail, sul sito non esiste un carrello. È disponibile anche la Graham-Paige vincitrice nel 1929 ed è in preparazione la Bignan vincente alla ripresa post bellica nel 1924.
Sono disponibili anche modelli di altro genere tutti visibili sul sito.
Il Rally di Montecarlo del 1911 è considerato la prima competizione di quel genere, ma non era una gara di velocità, anzi. I concorrenti, 23 iscritti, 30 partiti e 18 arrivati, la percentuale più alta di sempre, partirono da sei città per radunarsi (da cui il nome) a Montecarlo. Lo scopo dei fondatori Gabriel Vialon e Anthony Noghes era di promuovere il principato come meta turistica di qualità in concorrenza con Nizza e Cannes e pensarono più a un viaggio comodo e raffinato che a una gara di velocità come ce n’erano tante.


Per questo motivo il regolamento appare ai contemporanei piuttosto bizzarro, con una velocità massima di 25 km/h, non pochissimi per le strade dell’epoca e per la stagione invernale, e il punteggio che teneva contro anche del numero di passeggeri trasportato, delle condizioni del telaio, dell’eleganza della carrozzeria e del confort offerto ai passeggeri.


La Turcat-Mery di Rougier era perfetta per queste regole e infatti vinse.
Ma vediamo finalmente il modello. Intanto la finitura nera e blu deriva da ricerche storiche sui registri dell’epoca e presso esperti del rally di Montecarlo. Anche in una delle foto allegata dell’auto vera dopo l’arrivo tratta dal cofanetto di Maurice Louche si legge nella didascalia che era nera e blu.

È un factory built con dettagli molto fini e direi fragili, è arrivato in una scatola di cartone abbastanza grande da contenere una generosa imbottitura, ma forse una teca in plexiglass non guasterebbe. Il montaggio è fatto a mano e presenta qualche imprecisione soprattutto nelle ruote, almeno nel mio esemplare, ma non stiamo parlando di un Minichamps, è una produzione quasi confidenziale. È molto leggero e il pianale non reca iscrizioni, di effetto i fari. Molto sottili i raggi.


Non escludo di acquistare anche altri modelli, ma probabilmente mi cimenterò nel montaggio.

