Mentre la comunicazione Alpine continua con entusiastici comunicati nei quali si glorifica la scelta di imbarcarsi in un programma esclusivamente elettrico, ribadendo in modo quasi surreale la necessità di non abbandonare un presunto “DNA” sportivo, alla 6 Ore di Monza la squadra endurance disputerà la sua ultima uscita in categoria Hypercar. Un percorso iniziato ormai diverse stagioni fa, che ha portato a qualche successo di un certo rilievo (vedi la vittoria del 2022, proprio a Monza) anche se mai allo status di squadra di primo piano. Le trattative del gestore Signatech con Geely per una ripresa del team sono fallite e i tempi per trovare un accordo con qualche altro marchio sono strettissimi.
Il paddock di Monza a novembre non è mai troppo allegro e anche in questi giorni l’atmosfera è piuttosto tetra. Uno stand Alpine con la A442 del 1978 e l’ultima A424 fa bella mostra di sé nel villaggio WEC, in onore di una tradizione che trova le sue origini in tempi lontani. Del resto già il programma sportivo anni ’70 costituiva una ripresa, sotto l’egida crescente di Renault, dell’impegno che si era interrotto alla fine del decennio precedente con le A220 tre litri.
E così, mentre i vari tifosi si riempiono la bocca su Facebook con le solite stucchevolezze sui “last dance” e roba simile, Alpine lascia le gare serie per dedicarsi del tutto al mediocre team di Formula 1 e all’impegno con le auto a pile. Contenti loro. Intanto il posto delle A424 l’anno prossimo lo prenderanno due marchi freschi, McLaren e Ford, aspettando i nuovi regolamenti che dovrebbero riportare la Porsche nell’endurance dopo l’abbandono del programma FIA-WEC con la 963 a fine 2025.







