C’era un tempo in cui la 1000km di Monza era seguita più del GP di Formula 1. La data del 25 aprile costituiva per gli appassionati un appuntamento irrinunciabile nel calendario motoristico. Gli Automobile Club e le varie associazioni locali organizzavano viaggi cui aderivamo migliaia di persone. La pista era strapiena, le foto dell’epoca sono eloquenti. Poi, col declino dell’endurance a fine anni ’70, il fenomeno si affievolì e personalmente non credo che l’era del Gruppo C servì a far risalire in modo decisivo la china. La Formula 1 monopolizzava ormai l’interesse della maggior parte del pubblico italiano.
La rinascita dell’endurance con la Le Mans Series e il ritorno della 1000km di Monza crearono interesse; è stato però il ritorno della Ferrari (ufficiale, lo ribadiamo per chi non avesse ancora afferrato il concetto) nel 2023 a richiamare una tale quantità di pubblico da far tornare alla memoria quelle edizioni della 1000km di un’era ormai lontana.
Oggi non sono più 1000km – sono 6 Ore – ma il concetto non cambia: una gara di lusso, ossia di livello assoluto in uno dei circuiti più prestigiosi del mondo. Difficile chiedere di meglio e solo noi italiani riusciamo a mettere a rischio certe fortune che ci capitano per diritto storico e non certo per meriti gestionali attuali.
Dal 2024, Imola (e non per caso) ha spodestato Monza nella stagione del FIA-WEC. Nessuno pensava si trattasse di un addio definitivo, e infatti non lo sarà, ma non si prevedeva certo un ritorno così a breve. Saltati Qatar e Bahrein, l’Europa si è ripresa un’altra parte di spazio con Barcellona e Monza. Nonostante la stagione non ideale, tanta, tantissima gente è arrivata in circuito e si è visto davvero il caos (nel senso di traffico) delle grandi occasioni. Fa arrabbiare gli addetti ai lavori che restano bloccati nelle rotonde presidiate da vigili poco brillanti ma in fondo fa piacere quando hai la sensazione di arrivare in un posto che conta. Le navette media fanno fatica a muoversi all’interno del circuito e per arrivare dalla sala stampa alla Ascari o alle Lesmo si rischia in continuazione di metter sotto qualcuno. La gente ascolta volentieri Dindo Capello agli altoparlanti dello speaker.
C’è anche il sole, la gara è appassionante e in sala stampa c’è un catering che in altri autodromi se lo sognano.


















