Retromobile: gallery del 2 febbraio

Lo stand Tron, a sinistra Angelo.
MEA Kits.

LP Créations.

Questa c\’è mancato poco che la prendessi.

Brooklin Models.

Alcuni modelli da Tron.

Profil 24.

Una Bugatti T59 di Boissou.

Jade.

L\’intera gamma di Chromes.

Ancora una panoramica di Tron.

L\’autobus urbano parigino Chausson di Norev.

Incontro con Jean Liatti "Nestor"

Prendere contatto con Jean Liatti non è la cosa più facile di questo mondo. Non perché il personaggio non sia disponibile (tutt\’altro) ma proprio per questioni tecniche: non ha cellulare, non risponde che raramente alle e-mail e passa molta parte del suo tempo sulla sua bici da corsa. Logico quindi che la curiosità prima di incontrarlo a Retromobile fosse molta, anche perché la fama dei suoi montaggi in questi anni è andata molto lontano. Arriva allo stand di Minidelta con una borsa nera, dopo i saluti inizia a parlare ed è un fiume in piena. Una volta AutoModélisme si era occupato di lui e della sua produzione, quell\’articolo non l\’ho presente e non ricordo se avessero scritto qualcosa di ciò che oggi mi ha raccontato. E\’ stato uno dei collaboratori della prima ora di Ruf. Ha iniziato giovanissimo, si ricorda di quando facevano le prove di stampa, di quando, ancora prima che nascesse la BAM a Parigi, si ritrovavano a parlare di modelli in una specie di club modellistico. Uno come Viranet ancora non era neanche arrivato. John Day era un pioniere, tutti cercavano di montare al meglio i suoi modelli. Era iniziata l\’epoca delle produzioni artigianali, più o meno piccole. Liatti sviluppò alcune collaborazioni con piloti come Lafosse o Guy Edwards per riprodurre le loro Lola Sport. Intanto Ruf aveva iniziato a produrre le Carrera Turbo. \”Ma quando un giorno vide la Ferrari 312 T di Conti gli venne voglia di mettersi a fare delle Formula 1.

\”Per questi due kit AMR ci vediamo a Retromobile 2013\”. Cos\’avrà voluto dire?

Gli piaceva la fusione di quel modello, ricordo che lo guardava e riguardava. Gli pareva un bel metallo, avrebbe voluto fare qualcosa di simile\”. Il progetto delle F.1 lo iniziò proprio Liatti per Ruf ma la cosa non andò in porto. Andò invece a buon fine qualche anno più tardi con Viranet. Per Liatti vennero gli anni negli Stati Uniti, della sua collaborazione con Grelley, poi i kit in resina, la nascita della GTO a partire dal modello Solido. \”Ancora oggi mi rendo conto di come lavorassero alla Solido e mi dico che è raro trovare in giro delle basi giuste come quelle. Tornano tante cose: le misure essenziali sono sempre corrette\”. Nestor è uno che lavora alla Magnette. E\’ una specie di segno del minimalismo che caratterizza i montaggi di alcuni francesi, tra i quali si potrebbe mettere anche Patrick Badot. Passano le mezzore, passano le ore al bar Paul all\’interno di uno dei padiglioni. Il discorso cade sui kit AMR, sull\’esigenza di un assetto corretto prima di tutto, e poi la prototipazione. \”Io parto dall\’interno, Ruf partiva dall\’esterno. Sono due concetti diversi ma spesso mi ci ritrovo, nella sua concezione del lavoro\”. Un lavoro che non vuole compromessi. \”La Ferrari 750 Monza l\’ho rifatta da capo; la guardavo, la riguardavo e non trovavo soluzione per alcune stranezze che la facevano sembrare sbagliata. Poi facendo un altro modello ho scoperto quasi per caso che la chiave era un piccolo particolare, ma ho voluto rifare tutto per darle davvero l\’aspetto che avevo in mente\”. Molti i ricordi, anche i modelli particolarmente fortunati come la Maserati 450S, a partire dalla quale MPH fece una bellissima serie di montati con dettagli supplementari. Se la GTO \’62 è un po\’ il simbolo della produzione di Nestor, altri modelli hanno confermato la sua bravura, come la Jaguar D-Type o la Ferrari 330 TR/LM Sperimentale (telaio 0808), venduta montata in 30 esemplari. Si trattava all\’inizio di un accordo con BAM che avrebbe dovuto assorbire la metà della produzione. Poi BAM è stata ceduta e l\’accordo è saltato. \”Nestor\” non ha avuto troppe difficoltà a piazzare i vari esemplari di questo bel modello, per di più in una versione accattivante (Bridgehampton Double-500, Pedro Rodriguez). Attualmente il numero dei montaggi è estremamente limitato. L\’idea è quella di mettere un paio di pezzi al mese su e-bay. Il prossimo modello ad apparire sul sito di aste sarà probabilmente una GTO inedita (se si eccettua qualche esemplare Remember), in una versione rally o gara in salita (pilota: Annie Soisbault De Montaigu). Liatti non appare sorpreso che i suoi modelli raggiungano quotazioni elevatissime e c\’è da star certi che questa GTO non sarà da meno. Passa il tempo e si fanno quasi le quattro. Liatti va a cercare qualche libro sulle gare americane, mentre allo stand Minidelta, Laugier, Badot e Boissou lo guardano passare mentre ci sono alcuni collezionisti giapponesi pieni di bagagli che cercano di parlare inglese. \”Per i due AMR che ti devo montare ci vediamo a Retromobile 2013\”. Cos\’avrà voluto dire?

Rara avis.

Ancora sui "giapponesi": questione aperta

L\’A.C. Cobra 427 S/C di Inaba.

La rappresentanza giapponese a Retromobile, promossa per lo più da Raccoon di Nagoya, non finisce di creare stupore ma anche opinioni contrastanti. Non è una novità. La pubblicazione dei modelli dei montatori top giapponesi ha scatenato a volte delle vere e proprie risse su alcuni forum, con persone (bisogna ammetterlo) pronte ad aprire bocca e a dare fiato senza conoscere troppo ciò di cui parlavano. Ok. Però bisogna ammettere che questi modelli non lasciano mai indifferenti. A Retromobile sono visibili opere di Shimoma, Inaba e Hayakawa. Di Shimoma sono esposte, tra le altre, delle Porsche 356A su base Bosica o la Dino 206 S Spyder (base Record), mentre di Inaba si possono osservare una Ferrari 250 GT California e una AC Cobra. Di Hayakawa, Raccoon espone due modelli provenienti dalla collezione Tecchio, l\’ormai famosa Porsche 908/3 Targa Florio 1970 e la Mercedes 300 SL Le Mans.

In queste foto, la Porsche 908/3 Targa Florio 1970 di Hayakawa, ormai famosa quanto la \”sorella\” maggiore! E sicuramente avrà ormai percorso tanti chilometri quanto la vera…

Di questi modelli si è parlato tante volte anche sul forum della Duegi; in particolare resta di una qualità ammirevole il lavoro di verniciatura della Mercedes, con un argento talmente uniforme e privo di \”grana\” da lasciare incantati. Anche la 908/3 è impressionante nella sua perfezione formale, anche se personalmente non amo troppo la sua finitura troppo lucida. Va comunque ammesso che una verniciatura così uniforme e priva di ogni minimo difetto abbia quasi del miracoloso. Sentito oggi pomeriggio Piero Tecchio al telefono, gli ho spiegato la mia perplessità nei confronti di questo genere di finitura, tutto sommato poco realistica e Piero giustamente mi ha risposto che è solo questione di gusti del committente: \”se volessi un modello più satinato o più opaco, non avrebbero problemi ad accontentarti; oltretutto sarebbe anche tecnicamente più facile per loro\”. Tutto si gioca quindi sulla chiarezza degli intenti fra il committente e chi esegue il lavoro. La 908/3 era stata montata su precise indicazioni e Hayakawa è venuto incontro alle esigenze di Piero. Su questo nessuno può avere nulla da ridire. Ah, a proposito. Quelle uscite d\’aria che avevano creato stracciamenti di vesti da parte di alcuni \”esperti\” sul forum Duegi, dal vivo non solo non danno fastidio, ma sono addirittura realistiche. Se c\’è qualcosa che stona sulla 908/3 di Hayakawa non sono certo le uscite d\’aria sulla carrozzeria, ma piuttosto alcuni aspetti che concernono comunque una certa \”filosofia\” del committente, magari discutibile ma tecnicamente inattaccabile. Veniamo alla Dino di Shimoma: Piero ha voluto riprodurre una vettura nelle condizioni in cui si trova oggi, comprese le cinture moderne su entrambi i sedili. Anche qui, padrone delle sue scelte! La perplessità riguarda piuttosto la bontà della base. D\’accordo che il lavoro di revisione ha lasciato in piedi ben poco (anzi quasi nulla) del modello originario, ma la carrozzeria nella sua forma generale è quella del Record. Può piacere il grado di finitura, ma a mio modesto avviso siamo un po\’ lontani dalla \”vera\” Dino 206 S. Si poteva usare il kit Le Phoenix? Non credo piaccia molto a Piero. Altre alternative?

La Dino 206 S di Shimoma, realizzata partendo da un vecchio kit in resina della Record.
Forse uno dei pezzi più belli in esposizione questa F40 Competizione di Shimoma.

Scusate la cattiva qualità di questa foto (e di altre). Non è sempre facile con queste luci. La Mercedes 300 SL di Hayakawa e la sua spettacolare finitura alluminio.

Retromobile: altri dettagli dei modelli De Conto

Già citate ieri, le due Ferrari di De Conto sono fra i modelli più ammirati nell\’area degli artigiani a Retromobile. Per rendere un\’idea del livello di queste creazioni, pubblichiamo una serie di ulteriori dettagli:

Jade a Retromobile, presentata la Gordini T16S

La Gordini T16S GP del Belgio 1952 di Jade.

Presente a Retromobile Jean Damon di Jade, che ha portato una quantità impressionante dei suoi kit, oltre ad una selezione di montati. A Parigi, l\’artigiano del Forez ha presentato anche la Gordini T16S chassis 19GCS carenata, che prese parte al GP del Belgio 1952 con Johnny Claes. Fra le priorità di Jade resta la ricerca di modelli rari che possano interessare una certa nicchia di collezionisti. A quanto pare questi modelli hanno il loro pubblico e anche i montati hanno un ottimo rapporto qualità prezzo. Oltretutto la finitura dei factory built è corretta sotto l\’aspetto della resa della verniciatura, non troppo lucida e adatta al periodo storico scelto.

Jean Damon davanti al suo stand.
Panoramica della vetrina di Jade.

Retromobile 2012: notizie sparse

  • Retromobile è anche il regno degli obsoleti. Difficile trovarne in condizioni di conservazione irreprensibili, ma qualche bel pezzo c\’è. Ecco qualche immagine:   

  • Diverse interessanti pubblicazioni per i modellisti, fra le quali un catalogo ragionato delle quotazioni della Dinky Toys, che viene sottoposto ad aggiornamento periodico. Per contro, il libro sui modelli Alpine/Alpine-Renault è abbastanza deludente, con pochissimi testi e un layout più adatto ad una lettura superficiale piuttosto che ad un\’analisi puntuale della produzione. Il libro su AMR sembra ancora lontano dalla pubblicazione. E\’ opinione di alcuni che sarebbe stato meglio farlo uscire prima, piuttosto che continuare a tenere in sospeso i collezionisti. Al limite si sarebbe potuto pubblicare un aggiornamento in un secondo tempo. La vendita all\’asta di una famosa collezione in Francia ha fatto riemergere pezzi di cui si ignorava l\’esistenza o dei quali ormai nessuno ricordava più niente. A proposito di questa collezione, si dice che appartenesse a un industriale che, scappato in Canada con la segretaria, si sarebbe visto vendere la raccolta dalla moglie; una prima parte sarebbe stata venduta a bassissimo prezzo a degli speculatori con pochi scrupoli ma indubbiamente furbi, mentre il resto, trovato in un secondo momento in cantina dall\’inviperita moglie, sarebbe appunto tutto ciò che è stato messo in asta in Francia, che fra i vari acquirenti ha trovato Bertrand Bigaudet e un noto collezionista belga. Fra i pezzi più rari, una Ferrari 365 GT/BB verde metallizzato, ma anche altre cose abbastanza strane, molte delle quali purtroppo in condizioni non perfette.
  • Come sempre gentilissima Laura Brianza, che ha annunciato la produzione di due serie di modelli in scala 1:18, la Ferrari 342 America 1953 (in 6 versioni) e la 375 MM Berlinetta Competizione 1953, sempre in 6 versioni. E siccome siamo in piena mania delle bisarche, ecco una serie di Fiat 672 (1:43) con i colori Lancia-Alitalia 1977 (verde), Lancia-Alitalia 1976 (rosso) e Lancia-Marlboro 1973 (rosso). Arriverà anche un OM150 passo corto Ferrari del 1971.
Laura Brianza nello stand di ABC la mattina dell\’apertura di Retromobile, 1° febbraio 2012.

Inside Racing: 24h Spa 2011

Marc Dantinne di Francorchamps Mini Models era presente a Retromobile, anche se solo in qualità di visitatore. Il modellista belga ha creato per una nuova attività editoriale la testata Inside Racing Magazine, insieme a Cédric Delfosse. Primo risultato di questa iniziativa, un quaderno in A4 dedicato alla 24 Ore di Spa. L\’idea è la stessa degli \”speciali\” di AutoModélisme dedicati a Le Mans, che vengono pubblicati ogni anno dal 1998. Inside Racing – 24h Spa 2011 illustra tutte le vetture che hanno preso parte alla gara belga dell\’anno scorso, per un totale di oltre 370 foto. Ad ogni auto viene dedicata un\’intera pagina, con tutte le viste e i riferimenti esatti del colore della carrozzeria e dell\’abitacolo. Dantinne ha intenzione di pubblicare ogni anno questo speciale sulla 24 Ore di Spa e pensa di produrre presto anche un\’edizione dedicata alla gara del 2010, sulla quale non esiste praticamente ancora nulla. Il prezzo di Inside Racing 24h Spa 2011 è di € 7,50. Nota finale, la prefazione della pubblicazione è del pilota Marc Duez. Inutile dire che un quaderno del genere è utilissimo per i modellisti.

Inside Racing 24h Spa 2011 riprende la falsariga degli Hors Série AutoModélisme di Le Mans pubblicati da Michel Hommel.

Non solo 43: "modelloni" a Retromobile

In giornata è arrivato Dufrene di Built Up Models, che ha portato il work in progress della sua Porsche 936 in scala 1:8. Il modello, rispetto a quanto si è visto su Internet di recente, è praticamente quasi completo.

Esposti nello stesso stand anche due modelli di De Conto, col quale Patrick Badot ha avviato da tempo una stretta collaborazione, nel reperimento di documentazione e nella realizzazione di fotoincisioni e pezzi vari. Badot realizza ancora pochissimi montaggi per clienti selezionati e di tanto in tanto esce con qualche produzione limitata, soprattutto su base AMR. Prossimamente (ma ancora non è dato sapere quando), dovrebbe essere il turno di una piccolissima serie di Jaguar (XK120? E-Type?). Ecco alcune foto dei modelli di De Conto:

Retromobile 2012: prime foto e impressioni

Una bella parata di Le Phoenix factory built nella vetrina di Patrick Badot (Minidelta): si riconosce un modello piuttosto famoso, la Jaguar XK120 celeste, primo montato ufficiale di Le Phoenix, edizione limitata a 10 pezzi.

Di ritorno dalla prima giornata; dalle 8 alle 11 i due padiglioni erano riservati alla stampa e ho avuto quindi la possibilità di girare in santa pace senza troppa gente intorno. Le foto di alcune vetture vere saranno postate casomai nei prossimi giorni. Ciò che conta di più in questo blog sono i modelli. Diciamo che si tratta di una bella edizione, forse non al livello di alcuni anni fa, ma vale comunque la pena andarci. Il centro della sezione dedicata agli artigiani era sicuramente lo stand occupato dai modelli di Shimoma, Boissou, Minidelta (incluso Da Conto). Difficile riassumere il ben di Dio contenuto in quei pochi metri quadrati. Saranno sufficienti alcune immagini, commentate da una breve didascalia, tanto per iniziare.

Come prima impressione direi che c\’erano più o meno gli stessi. Su indicazione dell\’amico Piero Tecchio ho osservato attentamente la Dino 206 S di Shimoma, che – non me ne voglia – non mi è sembrata tutto questo gran ché. Finitura molto buona, ma un modello che fondamentalmente non emoziona. Oltretutto trovo abbastanza discutibile l\’idea di mettere cinture di sicurezza moderne, per di più su entrambi i sedili, come se fosse un\’auto da rally. Domani la guarderò meglio. C\’erano in esposizione anche alcuni montati Raccoon su base Paddock Porsche 917K 1971: molto belli, molto puliti, ma si sono dimenticati di mettere il deflettore sul vetro laterale. Il fatto che il kit d\’origine non lo prevedesse non giustifica appieno questa scelta, soprattutto visto che si tratta di pezzi che costano oltre 900 euro. Per contro la 917K di Make-Up, che è di tutt\’altra fascia di prezzo, mi sembra molto azzeccata.

Una delle Bugatti T59 di Boissou, sfortunatamente prenotata come tutte le altre. Direi che questi modelli sono ancora più belli dal vivo che in foto, cosa tutt\’altro che scontata.

Kamimura (al centro), a colloquio con Suber.
La Ferrari 206 S Dino Spyder di Shimoma, sinceramente un po\’ deludente.