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Generazione Hypercar 2021-2023: un libro di David Tarallo e Riccardo Fontana

E’ disponibile da oggi Generazione Hypercar 2021-2023 (vedi anche qui: https://pitlaneitalia.com/2023/12/19/generazione-hypercar-2021-2023/), un libro di David Tarallo e Riccardo Fontana, che traccia la storia della concezione e dello sviluppo tecnico di tutte le vetture LMH e LMDh dall’anno di esordio, il 2021, al 2023, che ha visto il ritorno della Ferrari dopo decenni di assenza.

Il volume, di oltre 400 pagine, consta di testi che fanno il punto della situazione sulle vetture dell’attuale regolamentazione, ma non mancano – ove necessario – gli agganci col passato. Vengono analizzati anche i produttori dei telai LMDh, fornitori di costruttori come Porsche e Cadillac.

Oltre 300 le foto a colori, del tutto inedite, molte anche preziose per la loro rarità, visto che vengono evidenziati dettagli meccanici e telaistici difficili da reperire altrove.

La prefazione è di Jean-Marc Teissedre.

Il volume è in vendita a questo link: https://www.geminimodelcars.com/listing/1641412832/generazione-hypercar-2021-2023-book-by

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Pagina Facebook di Pitlaneitalia.com

Dal 26 febbraio 2023 PLIT ha una pagina Facebook tutta sua, raggiungibile all’indirizzo https://www.facebook.com/pitlaneitaliafacebook/ che pubblicherà in automatico i link degli articoli usciti sul sito. Iscrivetevi, mettete like e commentate!

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Primi chilometri a Sebring per la Ferrari 499P

Prima presa di contatto con il circuito di Sebring per la Ferrari 499P che, proprio su questa pista, vivrà il suo debutto in occasione della 1000 Miglia in programma il 17 marzo. La nuova Le Mans Hypercar del Cavallino rampante è stata impegnata in due giorni di test durante i quali tutti i piloti dei due equipaggi che affronteranno il Campionato del Mondo Endurance hanno avuto modo di familiarizzare con i 6 km del circuito.

Nel corso del primo test “oltre oceano” sono state collaudate alcune soluzioni con l’obiettivo di migliorare l’affidabilità della vettura. La particolare natura dello storico tracciato della Florida, famoso per le irregolarità del suo manto stradale, ha consentito di raccogliere indicazioni utili sulle risposte di sospensioni e telaio a sollecitazioni intense.

Il test di Sebring è stato molto importante per noi perché abbiamo avuto modo di provare la 499P sulla pista dove debutteremo”, ha dichiarato Alessandro Pier Guidi, “un tracciato che oltretutto è molto severo con le componenti meccaniche della vettura. Mi sono divertito tantissimo a guidare la vettura su questa pista. I riscontri di questa due giorni sono positivi, abbiamo accumulato esperienza che sarà importante alla 1000 Miglia e, soprattutto, abbiamo avuto modo di avere dei riferimenti precisi rispetto ai nostri avversari anche dal punto di vista cronometrico. Abbiamo ancora molto lavoro da fare per migliorare ulteriormente, ma sappiamo in che direzione farlo”.

Historic Minardi Day 2026, l’edizione del decennale

Dopo i numeri registrati nel 2025, con oltre 20.000 presenze e più di 700 vetture storiche in pista e nel paddock, l’Historic Minardi Day si prepara a tornare con un’edizione particolarmente significativa. Il decennale è in programma sabato 19 e domenica 20 settembre 2026 all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Negli anni la manifestazione si è consolidata come uno degli appuntamenti di riferimento nel calendario internazionale del motorsport storico, riunendo piloti, collezionisti, team e appassionati. Il format prevede la presenza di vetture di Formula 1 storiche, monoposto, prototipi, Gran Turismo e supercar, in un contesto che unisce attività in pista e momenti di incontro con il pubblico.

L’organizzazione è al lavoro per l’edizione 2026, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente un evento cresciuto progressivamente grazie al coinvolgimento degli appassionati e alla collaborazione con Formula Imola. I dettagli completi del programma, degli ospiti e delle attività saranno annunciati prossimamente.

L’Auto Jaune Paris cessa l’attività

Dopo quarantadue anni d’intensa attività e una storia di collezionista – commerciante di modelli che quasi non ha pari nel mondo, Vincent Espinasse chiude l’Auto Jaune per godersi una meritata pensione.

Il sito di vendita resta ancora operativo, giusto il tempo di perfezionare il disbrigo di alcune pratiche. La sezione italiana dell’Auto Jaune, gestita dai due figli di Vincent (molto ma molto lontani dal padre per competenza ed entusiasmo), resta operativa.

Charade Classic, al via la stagione 2026 con le auto d’epoca

Il Circuit de Charade inaugura la stagione 2026 degli incontri dedicati alle auto storiche con il primo appuntamento di Charade Classic, in programma domenica 5 aprile, un evento che apre una serie di raduni mensili pensati per collezionisti e appassionati di veicoli d’epoca.

Organizzato da aprile a ottobre la prima domenica del mese, ad eccezione di giugno e luglio, Charade Classic propone un ritrovo informale che negli anni ha consolidato una partecipazione media di circa 2.000 visitatori e oltre 600 veicoli esposti, confermandosi come uno dei principali appuntamenti per gli appassionati di motorismo storico nella regione.

L’edizione di apertura della stagione 2026 sarà dedicata in particolare alle vetture d’anteguerra, con esposizione nei paddock.

L’evento si svolgerà tra le 9:00 e le 12:30, con accesso gratuito per tutti i visitatori, mantenendo una formula accessibile che favorisce la partecipazione e la condivisione della passione per le auto storiche.

Sabato 11 aprile presentazione a Como del libro su Elvira Ruocco

Sabato 11 aprile alle ore 11.00, presso l’Officina Maspes di Como, si terrà la presentazione del libro “Elvira Ruocco Alfa Romeo, tra storia e passione”, firmato da Rodolfo Solera.

L’incontro sarà dedicato alla figura di Elvira Ruocco e al suo legame con il marchio Alfa Romeo, raccontato attraverso il lavoro editoriale di Solera. L’appuntamento offrirà l’occasione per approfondire temi legati alla storia e alla cultura automobilistica italiana, con particolare attenzione all’esperienza personale della protagonista.

Interverranno Elvira Ruocco, Rodolfo Solera e l’editore Stefano Nada.

Al termine della presentazione è prevista una sessione di firma copie.

Per partecipare è richiesta conferma all’indirizzo e-mail maspesdiego@libero.it oppure al numero telefonico 031 305640.

Norev presenta due Alpine A110 2025 in scala 1:18: R French Signature e S Kit Aéro

Norev amplia la propria offerta con due nuove riproduzioni in scala 1:18 dell’Alpine A110 MY2025: la “R” French Signature e la “S” Kit Aéro, entrambe proposte come esclusiva online e realizzate in serie limitata.

Alpine A110 R French Signature 2025 – Noir Profond

Il primo modello riproduce la versione A110 R nella configurazione “French Signature” 2025, proposta nella colorazione Noir Profond; referenza di catalogo 185436 e tiratura limitata di 110 esemplari numerati.

Alpine A110 S Kit Aéro 2025 – Noir Carbone Mat

La seconda proposta è la A110 S Kit Aéro 2025, rifinita nella livrea Noir Carbone Mat. Il modello (catalogo 185445) è anch’esso limitato a 110 esemplari numerati individualmente.

Porsche Carrera Cup Italia, 2026 al via con molte novità

La Porsche Carrera Cup Italia ha dato il via alla sua 20esima edizione nella giornata di test collettivi giovedì 2 aprile a Imola. L’anteprima in pista ha permesso a piloti e team presenti di riprendere confidenza con le Porsche 911 GT3 Cup da 510 cavalli protagoniste del monomarca tricolore, che fra numerose novità attende ora il primo round stagionale in programma proprio a Imola il 24-26 aprile. Quel fine settimana aprirà un 2026 di prospettiva per la serie, che, in vista dell’adozione della nuova vettura nel 2027, ha scelto di equipaggiare le auto attuali con il sistema Abs, novità sulla quale le squadre hanno lavorato intensamente durante il test di giovedì.

Nell’anteprima del test collettivo, fra i 32 piloti scesi in pista a Imola in rappresentanza di 12 team, spicca il nome di Andrea Bristot, alla stagione d’esordio in Gran Turismo e in Carrera Cup Italia. Classe 2001, il pilota bellunese nuovo portacolori di Dinamic Motorsport ha sorpreso per passo e velocità. Suo il miglior tempo sul giro a fine giornata grazie all’1”42”199 centrato nel finale. Un crono già di riferimento a inizio stagione e che fra l’altro a Imola migliora di oltre due decimi il tempo della pole position dello scorso anno. Tra le novità, nella top-10 del test si sono messi in evidenza altre tre rookie, tutti classe 2005: il britannico Harley Haughton, terzo a un solo decimo dalla vetta con Enrico Fulgenzi Racing, l’olandese Senna Van Soelen, entrato in top-5 con il team Target SRL, e il comasco Marco Butti, volto molto noto nelle corse TCR autore con The Driving Experiences dell’ottavo tempo assoluto a mezzo secondo da Bristot.

Dopo il nuovo processo di selezione adottato dalla Carrera Cup Italia, Haughton e Van Soelen sono due dei nove giovani piloti di prospettiva entrati a far parte del rinnovato Talent Pool. Il progetto di coaching in precedenza denominato Scholarship Programme e riservato agli under 23 è stato ulteriormente potenziato e quest’anno seguirà la crescita sportiva anche di Nathan Schaap e Callum Voisin di Ombra Racing, di Benjamin Berta (Malucelli Motorsport), di Paul De Prenter (The Driving Experiences) e degli italiani Cristian Bertuca (all’esordio con Omnia Motorsport) e Pietro Delli Guanti, il campione Rookie 2025. Proprio il 22enne driver di origini pugliesi è il nuovo pilota ufficiale del Team Q8 Hi Perform e dopo aver ottenuto il miglior tempo nel turno mattutino ha chiuso il test a Imola con il sesto riscontro assoluto (1’42”587).
Fra i piloti più esperti, invece, in evidenza Aldo Festante. Il pilota campano è approdato nel team Target e a fine giornata è stato autore del secondo miglior tempo di giornata a soli 26 millesimi da Bristot. Riscontri interessanti sono quindi arrivati dal tedesco già campione Rookie 2024 Lirim Zendeli (quarto con BeDriver), dal campione 2021 Alberto Cerqui (settimo a inaugurare la sua seconda stagione consecutiva con Ebimotors), dal campione 2018 e 2022 Gianmarco Quaresmini (nono con Prima Ghinzani Motorsport) e da Diego Bertonelli, in top-10 al rientro nel monomarca tricolore con BeDriver.
A Imola novità e prime schermaglie sono andate in scena anche fra i protagonisti della Michelin Cup. In spolvero il rientrante Cesare Brusa. Il driver lombardo di Prima Ghinzani Motorsport ha centrato il miglior crono della categoria sia nel turno mattutino sia al pomeriggio, seguito dai rivali diretti Paolo Gnemmi (Ebimotors) e Stefano Stefanelli (Malucelli Motorsport).

I tempi del test a Imola
1. Andrea Bristot (Dinamic Motorsport): 1’42”199
2. Aldo Festante (Target Srl): +0″026
3. Harley Haughton (Enrico Fulgenzi Racing): +0″113
4. Lirim Zendeli (BeDriver): +0″321
5. Senna Van Soelen (Target Srl): +0″384
6. Pietro Delli Guanti (Team Q8 Hi Perform): +0″388
7. Alberto Cerqui (Ebimotors): +0″418
8. Marco Butti (TDE ): +0″490
9. Gianmarco Quaresmini (Prima Ghinzani): +0″532
10. Diego Bertonelli (BeDriver): +0″692
11. Zachary Taylor (PMA Motorsport): +0″778
12. Giorgio Amati (Prima Ghinzani): +0″869
13. Filippo Fant (Target Srl): +0″965
14. Cristian Bertuca (Omnia Motorsport): +0″998
15. Nicolas Taylor (PMA Motorsport): +1″073
16. Callum Voisin (Ombra Racing): +1″114
17. William Mezzetti (Dinamic Motorsport): +1″149
18. Paul De Prenter (TDE): +1″152
19. Luciano Martinez (Ombra Racing): +1″197
20. Nathan Schaap (Ombra Racing): +1″226
21. Lorenzo Cheli (Dinamic Motorsport): +1″379
22. Cesare Brusa (Prima Ghinzani): +1″396
23. Benjamin Berta (Malucelli Motorsport): +1″641
24. Andrea D’Amico (Dinamic Motorsport): +1″700
25. Paolo Gnemmi (Ebimotors): +1″718
26. Matteo Malucelli (Malucelli Motorsport): +1″870
27. Karen Gaillard (Ebimotors): +2″014
28. Ermanno Quintieri (Omnia Motorsport): +2″340
29. Stefano Stefanelli (Ombra Racing): +2″553
30. Francesco Maria Fenici (TDE): +2″558
31. Andrea Galli (Ebimotors): +2″709
32. Alex De Giacomi (Ebimotors): +3″412

Calendario 2026 Porsche Carrera Cup Italia
24-26 aprile: Imola
8-10 maggio: Misano *
19-21 giugno: Monza
3-5 luglio: Vallelunga *
18-20 settembre: Misano
31 ott. – 1° nov.: Mugello *
*Pre-race official test al giovedì

La nuova Fiat 600 benzina Turbo 100

Fiat amplia la gamma 600 con l’introduzione della 600 Benzina con motore Turbo da 100 CV associato al cambio manuale a 6 marce, una versione pensata per i clienti che apprezzano un’esperienza di guida semplice, diretta e coinvolgente. Questa nuova motorizzazione affianca le versioni elettrica e ibrida già presenti in gamma.

La 600 Benzina è equipaggiata col Turbo 100, la nuova motorizzazione Stellantis. Si tratta di un 3 cilindri da 1.199 cm³ che eroga una potenza massima di 101 CV (74 kW) a 5.500 giri/min e una coppia massima di 205 Nm da 1.750 giri/min.

Il turbocompressore a geometria variabile ottimizza la risposta del motore a bassi regimi, facilitando la guida urbana e i sorpassi, garantendo un piacere di guida completo in tutte le condizioni.
Il consumo di carburante e il controllo delle emissioni per il Turbo 100 sono garantiti da un sistema di iniezione diretta ad alta pressione (350 bar), da un sistema di fasatura valvole che riduce l’attrito interno, oltre a un funzionamento basato sul ciclo Miller con alto rapporto di compressione, che migliora l’efficienza termica della combustione.

Questi progressi apportano vantaggi concreti su strada, tra cui grande durata e bassi consumi di olio. Il nuovo propulsore a combustione interna sarà disponibile su tutti gli allestimenti (Pop, Icon, Business, La Prima e Sport).

In Italia la Fiat 600 benzina Turbo 100 è offerta per tutto il mese di aprile a partire da 18.950 euro (*) con rottamazione di un veicolo fino a Euro 4 e finanziamento Stellantis Financial Services Italia. Le consegne partiranno dal prossimo mese di giugno.

Storia delle scatole: un viaggio nel tempo (parte I)

Prima parte di una serie di articoli a cura di Marco Nolasco che ritracceranno la storia e il ruolo delle scatole dei modelli diecast di antiquariato (il termine obsoleti è ormai ampiamente inadatto). E’ un gradevole e documentato viaggio nel tempo attraverso forme, colori e disegni, in cui emergerà la funzione primaria che le scatole hanno rivestito nella maggior parte delle produzioni (non dimenticando come questo tipo di modelli fosse concepito soprattutto per attirare un pubblico infantile). Ringraziamo Marco per il suo eccellente lavoro e iniziamo le pubblicazioni col periodo dal dopoguerra fino al termine degli anni ’50.

testo e foto di Marco Nolasco

Quando incominciavo a collezionare “macchinine” con un minimo di cognizione, quindi più di sessanta anni fa, le scatole dei modellini non avevano l’importanza che hanno adesso. Ricordo che all’epoca si diceva che la differenza di valore tra un modellino con o senza scatola era di circa il 20%, adesso vale più la scatola del contenuto! Allora spesso i negozianti gettavano i foglietti e i cartoncini interni di ritenuta (se non l’intera confezione) prima di esporre i modellini. E se non le gettavano i negozianti ci pensavano i genitori. Per questi motivi e anche per la loro intrinseca fragilità quelle sopravvissute non sono molte, soprattutto se perfette e complete. E questo, insieme ad una diversa consapevolezza del collezionista, influenza il loro valore.
Io, che mi risentivo quando mi consideravano un bambino che gioca con le macchinine perché in realtà ero un col-le-zio-ni-sta-di-au-to-mo-del-li (che pizza che dovevo essere!), ho iniziato quasi subito a conservarle, supportato per fortuna dalla mia famiglia, quindi la stragrande maggioranza dei miei modelli le ha, anche se non tutte perfette.
Le scatola e i loro accessori costituiscono la “carta di identità” del modellino, aiutano ad identificarlo e ci permettono di conoscerlo meglio. Si sono evoluti nel tempo come i modellini, da semplice contenitori del giocattolo a confezione complessa e riccamente illustrata che stimola la fantasia del bimbo fino a teca da esposizione sempre più elegante e raffinata. Ogni marchio cercava e cerca di renderle più attraenti di quelle dei concorrenti anche con disegni sempre più curati.
In questo periodo sono immerso in migliaia di scatole di tutti i tipi e di tutte le epoche perché sto mettendo via la collezione e mi è venuta l’idea di raccontarne la storia e l’evoluzione attingendo qua e là da quello che ho, senza pretese di esaustività e senza addentrarmi nella spinosa questione del corretto accoppiamento tra modello e scatola, che fa impazzire gli specialisti delle varie marche, in primis la Dinky Toys.
Inizio dalle più vecchie, siamo negli anni quaranta in casa Meccano, e, per ora, mi fermo ai primi anni sessanta. All’epoca i Dinky Toys di piccole dimensioni non avevano una scatola singola, ma venivano fornite al commerciante in scatole multiple, in genere da sei, ma non solo, che raramente venivano date all’acquirente. Le scatole multiple sono molto rare e io non ne ho.
I Dinky Supertoys invece, essendo più grandi, disponevano di una scatola tutta loro, all’ inizio di cartone naturale e poi colorato, con una fascetta incollata con l’illustrazione del contenuto e i dati identificativi. Si trattava di giocattoli di un certo pregio e ciò si rifletteva nella confezione. Chiamo a rappresentare questa epoca un un Foden DG 14 ton cisterna n. 504 uscito nel 1948 e un bulldozer Blaw Knox n. 561 uscito nel 1949, anche se il mio esemplare dovrebbe un poco più recente. Quando vidi nel primo film di Harry Potter la scena del negozio di magia e le scatolette delle bacchette magiche mi vennero subito in mente queste scatole Dinky Toys.

Nei primi anni ’50 la Dinky Toys iniziò a commercializzare tutta la gamma in scatole singole, ma quelle dei modellini più piccoli erano in cartoncino leggero con aperture ai lati, piuttosto semplici e dapprima senza illustrazioni, mentre quelle dei modelli più grandi rimanevano in cartone spesso con l’illustrazione del contenuto. La grafica diventava più ricercata con le note righe blu. Di seguito qualche esempio, la Land Rover del Mersey Tunnel del 1955 con la scatola bicolore giallo-rossa, il furgone Maudsley trasporto cavalli del 1953 nella tarda versione Supertoys n. 981, nella cui scatola si vede uno dei cartoncini di ritenuta opportunamente sagomato (l’altro manca) e l’articolato elettrico Hindle Smart sempre del 1953 in una scatola gialla con l’illustrazione.

Nel 1956 inizia una nuova era nel piccolo mondo dell’automodello pressofuso. Fino ad allora la Dinky Toys l’aveva fatta da padrona. La concorrenza non era in grado di impensierirla, né come ricchezza e varietà di gamma, né come caratteristiche del prodotto. Per questo probabilmente a Liverpool e a Bobigny si rilassarono rallentando l’evoluzione tecnica. Non era necessario investire troppo in innovazioni, bastava quello che si era sempre fatto, con modellini che rendevano perfettamente l’idea del reale grazie a linee e livree fedeli e realistiche, ma dai dettagli essenziali. Ai nostri occhi ciò dona un fascino enorme a quei modellini, quasi “artistici”, ad essi non servono troppi particolari, hanno tutto e solo quello che serve, ma allora erano solo giocattoli e un maggior dettaglio avrebbe potuto catturare l’interesse dei bambini. Questo aspetto fu ben chiaro alla Mettoy, che appunto nel 1956 lancia una gamma di modellini con i “vetri” in plastica trasparenti. Fu una rivoluzione che ben presto costrinse tutti ad inseguire, anche la Meccano. Questa innovazione fu poi seguita da molte altre che riguardarono anche le scatole e che portarono la Hornby al passaggio di proprietà nel 1964. All’inizio però le scatole dei nuovi Corgi Toys non erano particolarmente originali. Erano anzi piuttosto seriose, blu con l’illustrazione del modello, ma contenevano un pieghevole illustrato con la gamma dei modellini, che veniva via via aggiornato con le novità. Eccone uno della prima ora, il furgone Bedford “Daily Express” n. 403.

In realtà anche qualcun altro cercava di fare qualcosa di diverso. Mi riferisco in particolare alla Crescent Toys, che nel 1956-57 lancia una serie di dieci auto da corsa rifiniti con colori fedeli e venduti in attraenti scatole illustrate, ma uguali per tutta la serie. Ecco la Jaguar D type uscita nel 1957.

Comunque in Mettoy si accorsero che le scatole dei loro Corgi Toys non erano abbastanza “eye catching” e già nel 1957 la loro livrea divenne la notissima giallo-blu con due illustrazioni del modello. Le scatole della francese CIJ invece erano di un delicato giallino con quattro bei disegni d’ambiente diversi sui quattro lati poco adatti, a mio parere, ad attirare l’attenzione dei bambini. Ecco la Standard Vanguard III n. 207 della Corgi Toys e la Renault Dauphinoise Gendarmerie CIJ n. 3/69, entrambe del 1957.

Alla fine degli anni cinquanta nascono in Francia le prime iniziative dedicate ai collezionisti adulti che riguardavano modelli di auto antiche, ritenute probabilmente più adatte. Nel 1958 debutta la Desormeaux, che si ferma a due modelli, e soprattutto la R.A.M.I., che continuerà per tutti gli anni ’60 con modelli anteguerra. Le scatole sono piuttosto anonime, tutte uguali graficamente, ma di dimensioni diverse adattate a quelle del modello. Questa è la Sizaire & Naudin corsa del 1906, modello n. 8 del 1959.

Chiudo questa prima parte con un modellino esotico, la Toyota Corona PT20 della  giapponese Asahi ATC del 1960, il n. 7S. Il modellino ha caratteristiche simili ai migliori europei coevi, ma con qualche finitura in più. La scatola è di un brillante rosso ed è caratterizzata dalle scritte in giapponese.

FIA-WEC: Doriane Pin sarà uno dei piloti di sviluppo del team Peugeot

Team Peugeot TotalEnergies ha annunciato che Doriane Pin, ampiamente riconosciuta come uno dei giovani talenti più interessanti del motorsport, diventerà uno dei piloti di sviluppo del team. Pin parteciperà anche al FIA World Endurance Championship Rookie Test 2026 in Bahrain il prossimo novembre, apportando preziose intuizioni e sensazioni allo sviluppo continuo della Peugeot 9X8 Hypercar.

Doriane Pin ha rapidamente stabilito un impressionante record nelle corse internazionali. Pin ha recentemente conquistato il Campionato F1 Academy 2025 dopo una stagione di grande spessore, conclusa con una finale decisiva a Las Vegas.

Sulla base di una solida storia che include il titolo Ferrari Challenge Europe 2022 e una vittoria di classe alla 24 Ore di Spa, Doriane Pin ha dimostrato un’eccezionale versatilità.

Due stagioni in F1 Academy hanno portato a sette vittorie, nove podi e cinque pole position, sottolineando sia la costanza che la competitività.

Entrando nel Team Peugeot TotalEnergies come Development Driver, la Pin porta nuova energia e un approccio di guida acuto e adattabile al programma tecnico del team.

Doriane Pin parteciperà a più sessioni al simulatore e lavorerà a stretto contatto con i team di ingegneria, in preparazione alla sua prima uscita in pista al FIA WEC Rookie Test in Bahrain questo novembre, offrendo preziosa esperienza reale a complemento del lavoro sui simulatori.

All’Audi Museum Mobile un percorso tra prototipi, studi stilistici e processo creativo dal 1988 al 2018

L’evoluzione del design Audi è al centro della nuova mostra temporanea “Design Legends”, allestita presso l’Audi museum mobile e visitabile dal 28 marzo al 12 luglio. L’esposizione ripercorre oltre cinquant’anni di studi stilistici e concept car, mettendo in evidenza il ruolo centrale del design nell’identità del marchio.

Da sempre caratterizzato da un linguaggio formale progressivo, basato su superfici pulite e linee essenziali, il design Audi è il risultato di un processo creativo articolato. Un lavoro che, nel tempo, ha portato alla nascita di numerosi modelli di serie e concept destinati a lasciare un segno tra appassionati e addetti ai lavori.

La mostra riunisce una selezione di prototipi significativi, tra cui Aztec (1988), Audi quattro Spyder (1991), Audi Avus quattro (1991), Audi TT show car (1995), Audi A8 Coupé (1997), Audi Steppenwolf (2000), Audi Nuvolari quattro (2003), Audi Shooting Brake (2005), Audi e-tron Spyder (2010), Audi Quattro concept (2010) e Audi PB 18 e-tron (2018).

Accanto alle vetture, l’esposizione propone anche materiali provenienti dal reparto modellazione Audi, offrendo uno sguardo diretto sul processo creativo: schizzi, rendering e modelli in argilla illustrano le diverse fasi che portano dalla visione iniziale alla definizione del progetto.

A vent’anni dall’ultima mostra interamente dedicata agli studi di design, Audi torna quindi su un tema particolarmente richiesto dal pubblico, arricchendo il percorso con alcuni modelli mai esposti in precedenza.

L’esperienza è integrata dall’app Audi Tradition, che consente di approfondire i contenuti della mostra attraverso testi, audio guide e visualizzazioni a 360 gradi. La app permette anche di esplorare virtualmente gli interni delle vetture, normalmente non accessibili ai visitatori, e di accedere a ulteriori contenuti legati alla storia del marchio, agli eventi e alle collezioni permanenti.

La mostra rappresenta così un’occasione per analizzare in modo concreto l’evoluzione del linguaggio stilistico Audi e il processo che porta alla definizione delle sue concept car.