Sabato 18 aprile la Borsa scambio di modellismo ferroviario a Padova

E’ prevista per sabato 18 aprile la Borsa scambio di modellismo ferroviario presso la Sala polifunzionale Voltabrusegana (Via San Martino 30, Padova). Orario al pubblico 9-14, ingresso libero e parcheggio gratuito.

Mostra mercato al Tucano Fiere, 28 marzo 2026

Testo e foto di Riccardo Fontana

Si è tenuta ieri la mostra scambio del giocattolo d’epoca presso i locali dell’ex discoteca Tucano, a Codevilla, nel primo Oltrepo in provincia di Pavia.

Un appuntamento piccolo e defilato, ma col grosso vantaggio di trovarsi in un posto che invoglia la gita fuori porta, ed in cui comunque, nonostante i pochi espositori annegati tra i banchi del consueto mercato dell’ antiquariato che qui si tiene tutti i fine settimana, era possibile andarsene con qualche pezzo di tutto rispetto: su tutto svettavano alcune meravigliose confezioni di Meccano francese degli anni ‘50, proposte assieme agli omologhi italiani dell’epoca, un bellissimo ed intonso kit Protar della Gilera 500 4 cilindri con carenatura a delfino, e una buona serie di Aprilia 125 e 250 di Minichamps della serie dedicata a Valentino Rossi, che al pari della Gilera sono merce ormai rara e pregiata.

Qualche raro Dinky, una bella cisterna Oliofiat su base OM 90 NC di Dugu, e pochi altri modelli davvero meritevoli completavano questo piccolo ma grazioso appuntamento, che ha senz’altro l’indubbio merito di portare le borse in un habitat diverso da quello delle grandi metropoli, il che non è poco,

Largo quindi alle immagini.

Lamborghini Miura, una mostra per i 60 anni al Museo di Sant’Agata Bolognese

Nel 2026 il Museo Automobili Lamborghini celebra il sessantesimo anniversario della Miura con la mostra “Born Incomparable”, aperta dal 18 marzo 2026 fino a gennaio 2027. L’esposizione è dedicata alla genesi, all’evoluzione tecnica e stilistica e al ruolo della Miura nella storia del marchio.

Per l’occasione il museo riunisce una selezione di modelli e contenuti legati al progetto. Tra questi il telaio originale presentato nel 1965 e una Miura P400 S. Nel corso dell’anno l’allestimento sarà aggiornato con due vetture particolarmente rare: la Miura Roadster del 1968, esemplare unico realizzato da Bertone, e la Miura SVJ, derivata dal prototipo sperimentale sviluppato nel 1970 dal collaudatore Bob Wallace. Completa il percorso l’opera “Disintegrating X – Miura” di Fabian Oefner, proposta in scala 1:1. Restano esposti anche altri modelli della collezione del museo, tra cui Countach, LM002 e alcune vetture della serie Few-Off.

Le celebrazioni proseguiranno durante l’anno con iniziative dedicate alla Miura a livello internazionale. Tra queste il Tour Lamborghini Polo Storico, in programma dal 6 al 10 maggio nel Nord Italia, con partenza dal Piemonte e arrivo a Imola in occasione della Lamborghini Arena, prevista il 9 e 10 maggio.

La sezione principale della mostra, al piano terra del museo, è dedicata alle fasi iniziali del progetto. Il percorso si apre con il telaio Miura presentato al Salone di Torino del 1965: una struttura tubolare in acciaio, con motore V12 montato trasversalmente alle spalle dell’abitacolo. Il peso contenuto, circa 120 kg, e la configurazione tecnica rappresentavano una soluzione allora inedita per una vettura stradale.

Accanto al telaio è esposta una Miura P400 S, evoluzione del modello introdotto nel 1966. La versione S presenta aggiornamenti a livello di assetto e finiture, tra cui carreggiata più ampia, sospensioni riviste e interni più curati. Il V12 da 3,9 litri raggiunge i 370 CV.

Tra le vetture più particolari presenti in mostra figura la Miura Roadster, presentata nel 1968 al Salone di Bruxelles. Si tratta di un esemplare unico privo di tetto e finestrini laterali, con parabrezza ribassato e cofano posteriore ridisegnato per lasciare visibile il motore. L’auto mantiene la configurazione cromatica originale con carrozzeria Lamè Sky Blu, interni in pelle bianca e moquette rossa, ripristinata in seguito a un restauro.

Nel corso dell’esposizione la Roadster sarà sostituita dalla Miura SVJ. Questa versione nasce su richiesta di alcuni clienti dopo la realizzazione della Miura Jota, prototipo sviluppato da Bob Wallace nel 1970 con soluzioni tecniche ispirate alle vetture da competizione. Le SVJ furono realizzate in numero limitato partendo da esemplari di Miura SV e modificate con interventi su aerodinamica e meccanica.

La mostra include anche modelli e studi di design successivi che richiamano la Miura. Tra questi l’Aventador LP 780-4 Ultimae Roadster Miura Omaggio, esemplare realizzato tramite il programma Ad Personam e ispirato alla Miura Roadster del 1968, e la Miura Concept del 2006, progetto firmato da Walter de’ Silva sulla base della piattaforma Gallardo, sviluppato come esercizio stilistico senza seguito produttivo.

Il percorso si conclude con l’opera “Disintegrating X – Miura” di Fabian Oefner. Il lavoro nasce da un processo di documentazione durato circa due anni durante il restauro di una Miura SV del 1972: ogni componente è stato fotografato separatamente e ricomposto in un’immagine che restituisce la struttura della vettura in forma scomposta.

Con questa esposizione il Museo Automobili Lamborghini propone una sintesi della storia della Miura, dalle prime soluzioni tecniche alle reinterpretazioni successive, inserendola nel contesto dell’evoluzione delle sportive a motore centrale.

Citroën Sport, la mostra di Flin prorogata fino a dicembre 2026

Prosegue fino all’11 dicembre 2026 la mostra “Citroën Sport: 60 ans de Passion & de Victoires”, allestita presso l’Hélice Galerie a Flin (Francia) e organizzata da L’Aventure Citroën in collaborazione con Hélice Galerie. L’esposizione, aperta dal 2 giugno 2025, è stata prorogata dopo il riscontro positivo di pubblico.

L’allestimento occupa oltre 1.100 m² e ripercorre sessant’anni di attività sportiva del marchio, dalle prime partecipazioni ufficiali nei rally a metà anni Sessanta fino ai programmi vincenti nel mondiale rally (WRC), nel turismo (WTCC), nel rally-raid e nel rallycross tra anni Duemila e Dieci.

Il percorso è articolato in cinque aree tematiche:

  • prime affermazioni nei rally (anni ’60, ’70 e ’80)
  • stagione del rallycross
  • programmi rally-raid
  • attività su pista
  • dominio nel WRC dagli anni ’90 a oggi

A supporto delle vetture sono presenti materiali d’archivio audiovisivi che contestualizzano risultati e protagonisti.

Sul piano sportivo, Citroën ha conquistato titoli mondiali FIA in quattro discipline (rally-raid, WRC, WTCC, rallycross). Tra i nomi legati ai programmi ufficiali figurano, tra gli altri, Ari Vatanen, Pierre Lartigue, Philippe Bugalski e Sébastien Loeb, oltre ai responsabili del reparto corse come Guy Fréquelin e Marlène Cotton.


Di seguito l’elenco completo delle auto esposte; 20 provengono dalle collezioni de L’Aventure Citroën (contrassegnate con *).

  • DS 21 coupé a Maserati V6 (1972)*
  • DS 21 coupé Rallye (1972)*
  • Monoposto MEP con motore GS (1972) – collezione privata
  • SM corta Rallye du Bandama (1973)*
  • 2 CV Cross (1976)*
  • CX 2400 Rallye du Sénégal (1977)*
  • BX 4 TC Gruppo B (1986)*
  • Visa 1000 Pistes Gruppo B (1987)*
  • AX Superproduction (1987) – collezione privata
  • BX 4×4 Turbo Rallycross (1992) – collezione Jean-Luc Pailler
  • ZX Rallye Raid “voies étroites” (vincitrice Dakar 1991)*
  • ZX Rallye Raid “voies larges” (vincitrice Paris-Moscou-Pékin 1992)*
  • ZX Rallye Raid Evo 2 (vincitrice Dakar 1994)*
  • ZX Rallye Raid Evo 3 (vincitrice Dakar 1995)*
  • ZX Rallye Raid Evo 4 (1994) – collezione privata
  • ZX Rallye Raid Evo 5 (seconda Dakar 1996)*
  • Xsara Kit Car (1999)*
  • Saxo Challenge Rallycross (2000) – collezione privata
  • Saxo Kit Car (2001)*
  • Xsara WRC (vincitrice Monte Carlo 2003)*
  • C2 Super 1600 (2005)*
  • C4 WRC (2010)*
  • DS 3 WRC (2016) show car*
  • C-Elysée WTCC (2016) show car*
  • DS 3 WRC (2019) show car*

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì (9:00–17:00, esclusi festivi).
Biglietto intero: 8 euro; ingresso gratuito per i membri de L’Aventure Peugeot Citroën DS.

Sono previste aperture straordinarie domenicali con visite guidate (10:00–17:00) nelle seguenti date:

  • 22 marzo
  • 31 maggio
  • 28 giugno
  • 27 settembre
  • 18 ottobre
  • 15 novembre

Prenotazione consigliata; disponibile servizio di ristorazione su richiesta.
Contatti: +33 3 72 96 10 60 – contact@helice-galerie.fr

Norev lancia la Ford Escort Cosworth 1992 “Imperial Blue” 1:18 in serie limitata da 200 pezzi

Norev amplia la propria gamma di modelli exclu web con la Ford Escort Cosworth 1992 in livrea “Bleu Imperial” metallizzato (catalogo n.182791), proposta in scala 1:18 e prodotta in serie limitata e numerata di 200 esemplari. Il modello è disponibile esclusivamente tramite lo shop ufficiale del marchio francese.

La Escort Cosworth fu sviluppata come vettura di omologazione per il Campionato del Mondo Rally Gruppo A. Derivata dalla Sierra Cosworth, la vettura reale fu costruita inizialmente in 2.500 unità con turbocompressore Garrett di grandi dimensioni e intercooler raffreddato ad acqua, soluzioni direttamente collegate all’impiego in ambito sportivo. Dal 1994 venne introdotta una configurazione più adatta all’uso stradale, con turbina più compatta e la possibilità di eliminare il grande alettone posteriore, anche se la maggior parte degli acquirenti lo volle comunque.

Il modello, diecast senza parti apribili, riproduce la versione 1992 e si distingue per la correttezza delle proporzioni, ottenute tramite dati CAD sviluppati a partire dalla scansione 3D di un esemplare reale. Tra gli elementi caratteristici figurano i doppi fari anteriori, soluzione spesso adottata sulle vetture originali in omaggio alle Escort da rally.

Peugeot 205 Cabriolet, un simbolo degli anni ’80

La 205 è una delle auto più famose mai prodotte dalla Peugeot. Compatta di segmento B realizzata dal 1983 al 1999, ha segnato un successo commerciale senza precedenti per il marchio, con oltre cinque milioni di esemplari venduti in tutto il mondo. Per più di dieci anni è stata una vera bestseller, diventando un punto di riferimento per design, affidabilità e piacere di guida.

Il debutto della Cabriolet
All’inizio del 1986 Peugeot introduce la 205 GTI 1.6 da 115 CV, destinata a sostituire progressivamente la versione da 105 CV. La presentazione ufficiale avviene al Salone dell’Automobile di Ginevra, evento che segna anche il debutto di una delle varianti più affascinanti della gamma: la Peugeot 205 Cabriolet.
Disponibile inizialmente nelle versioni 205 CT con motore 1.4 litri e 205 CTI con motore 1.6 litri da 115 CV, la Cabriolet rappresenta una reinterpretazione elegante e dinamica della compatta francese. Il design è firmato Pininfarina, e l’assemblaggio avviene negli stabilimenti piemontesi della celebre carrozzeria italiana.

Spirito anni ’80
La 205 Cabriolet rappresenta semplicemente la variante scoperta di un modello di successo: è un’auto capace di trasmettere libertà, leggerezza e spensieratezza. La silhouette slanciata, la capote apribile e le proporzioni equilibrate rendono la 205 immediatamente riconoscibile, unendo stile italiano e carattere francese.
Alla gamma iniziale della 205 Cabriolet si aggiunge presto la versione 1.1 CJ, pensata per chi privilegia una guida tranquilla e consumi contenuti con un occhio particolare per il pubblico femminile, mentre la 1.4 CT offre un buon equilibrio tra agilità e prestazioni.

1.9 depotenziato
La vera anima sportiva emerge però con la 205 CTI 1.6 da 1.580 cm³ e 115 CV, capace di offrire una risposta pronta e coinvolgente, rendendo ogni curva e ogni tragitto un’esperienza di puro piacere. Successivamente arriva anche la versione con motore 1.9 da 105 CV, lo stesso montato sulla raffinata 205 Gentry, caratterizzata da prestazioni brillanti e da un sound inconfondibile. Anche stavolta, la 205 CTI Cabriolet riprende le stesse finiture sportive della 205 GTI chiusa.
Nonostante le dimensioni compatte e gli ingombri del meccanismo di chiusura della cappottina, l’abitacolo della Peugeot 205 Cabriolet risulta accogliente e ben sfruttabile, con un bagagliaio sorprendentemente pratico. La guida rimane fluida e intuitiva, ideale sia per la città sia per le gite fuori porta.

Un’auto diventata leggenda
A quarant’anni dal suo debutto, la Peugeot 205 Cabriolet ha dimostrato di non essere stata soltanto un’automobile, ma un vero simbolo di stile. Chi l’ha guidata ricorda ancora oggi il piacere della capote abbassata, il rombo sincero dei performanti motori 1.6 e 1.9 e l’attenzione ai dettagli che la facevano percepire come un’auto di categoria superiore, anche con le più economiche versioni CJ.
Oggi, vista come auto da collezione, la 205 Cabriolet rappresenta un pezzo di storia dell’automobilismo europeo. Versioni speciali come la Roland Garros ne esaltano ulteriormente la classe e il valore, confermando come questo modello abbia saputo unire eleganza, personalità e divertimento, diventando una delle cabriolet più amate degli anni ’80.

Il Centro Porsche Napoli è Top Partner 2026

Anche quest’anno, in occasione del Dealer Meeting – consueto momento di confronto tra Porsche Italia e la propria rete di trentadue Centri Porsche – è stato assegnato il riconoscimento Top Partner 2026. Il premio viene tradizionalmente attribuito alla concessionaria che, nell’anno precedente, si è maggiormente distinta per risultati, eccellenza operativa e qualità dei servizi. Per l’edizione 2026, il titolo è stato assegnato al Centro Porsche Napoli.

Determinanti sono state, tra le altre, gli eccellenti risultati commerciali: una significativa crescita contrattuale nel 2025 e il posizionamento sul podio nazionale per l’adozione del servizio di noleggio Porsche Drive.

Al risultato complessivo hanno inoltre contribuito una struttura organizzativa completa e fortemente orientata alla capacità di garantire standard elevati in ogni fase di contatto con il cliente, nonché, in ambito post-vendita, una crescita a doppia cifra del fatturato service.

A questi risultati si affianca una forte attenzione al “Future Factor”, uno dei criteri di valutazione del Top Partner che misura l’impegno dei Centri Porsche nel mantenersi competitivi e rilevanti nel tempo. In questo ambito, il gruppo G. Del Priore S.r.l. ha realizzato ed ha in progetto importanti investimenti strategici. Da un lato, l’accreditamento del Centro Porsche Salerno come hub di riparazione per batterie ad alto voltaggio – operativo a partire dai prossimi mesi – che posizionerà la sede campana tra i principali poli italiani autorizzati alla manutenzione specialistica della gamma elettrica. Dall’altro, un impegno concreto nel rinnovamento delle sedi, a partire proprio da Salerno, secondo la Corporate Architecture “Destination Porsche”.

L’impegno del Centro Porsche Napoli per il marchio ha riguardato anche la componente sportiva, con la conquista del titolo Team della Porsche Carrera Cup Italia 2025.

Oltre ai risultati commerciali, strutturali e sportivi, il Centro Porsche Napoli si è distinto per un forte radicamento al tessuto sociale del territorio: la concessionaria è infatti lo sponsor principale degli eventi della Fondazione Cannavaro Ferrara, che nel 2025 ha celebrato vent’anni di attività nel contrastare le diverse forme di disagio infantile e giovanile. Inoltre, il Centro Porsche partecipa attivamente a progetti di riqualificazione patrocinati da enti locali, tra cui il Napoli Overdrive Festival, rassegna dedicata alla cultura della mobilità e dell’innovazione.

Parenti prossimi: la Ferrari 250 GTO Arena confrontata con due AMR

testo e foto di Claudio Govoni

Quando ho visto l’annuncio che il prolifico Comuzzi avrebbe rilasciato una piccola serie di Ferrari 250 GTO mi sono subito ingolosito. Un po’ per la pura curiosità di vedere come Arena avrebbe interpretato il soggetto, un po’ per la speranza di trovare finalmente una base con il serbatoio correttamente a destra per poter riprodurre la vincitrice del Tourist Trophy del 1963 senza dover imbarcarmi in un oneroso e tedioso lavoro di reincisione.
In passato, parlo di quindici o venti anni fa, Arena aveva già commercializzato delle GTO, ma si trattava in tutto e per tutto di riscatolamenti di modelli BBR con decal per versioni particolari.

Questa volta pareva che fosse un modello realizzato ex novo. Il desiderio di mettere le mani su uno dei kit è ulteriormente aumentato a seguito di uno scambio di battute con David proprio sulla pagina di Pitlaneitalia, in cui mi mise la pulce nell’orecchio sul fatto che ci fosse una stretta parentela con l’AMR1. Stefano Adami mi aveva parlato di nuovo master realizzato da Crivellaro.

Appena ho visto che effettivamente, tra quelle proposte che n’era anche una con l’agognato serbatoio a destra, ho deciso che doveva essere mia. E a questo punto perché non sfruttarla per un confronto a tre, visto che nella scansia dei modelli da fare ho anche un paio di AMR Nostalgia One e un paio di “Serie 5000”.

Non voglio qui spingermi in una disamina dettagliata del kit. Mi limito a una panoramica veloce: è un prodotto di qualità piuttosto alta, con moltissime fotoincisioni e parecchi particolari in stampa 3D o torniti. I vetri sono a filo e non termoformati (tranne alcuni particolari come le coperture dei fari e le prese d’aria del cofano anteriore). Le ruote hanno i raggi fotoincisi – personalmente preferisco quelle in filo dei cerchi Bosica, ma in questa scala quasi non si nota – e i gallettoni orientati correttamente.

Il cofano è realizzato separatamente in resina 3D, cosa che consente di ottimizzare la produzione. Due sole scocche e molti cofani a seconda della versione.

Passiamo ora al confronto. Già da in mano, mi è stato subito evidente che David aveva ragione. La parentela balza all’occhio, nondimeno ho estratto dalla fida carpetta della cancelleria un foglio di carta millimetrata e ho cominciato a confrontare il prodotto veronese con i suoi omologhi francesi. Se è vero che, come diceva il mio professore di metodi statistici multivariati, “nel numero c’è la verità”, dobbiamo ammettere che la parentela tra il modello italiano e il Nostalgia One è strettissima. Stesse misure in lunghezza, larghezza e altezza, stesso sviluppo delle forme. Sì, qualche intervento è stato fatto: ovviamente la modifica per rendere il cofano intercambiabile, poi la rimozione dei particolari stampati direttamente sulla scocca in modo da poter usare quelli riportati e, forse, anche un leggero intervento sui passaruota anteriori, ma per il resto i due modelli sono totalmente sovrapponibili. Senza pesarli, una volta verniciati, dubito che sarebbe facile distinguere le due scocche.

Il Serie 5000, invece, presenta proporzioni un po’ differenti. Personalmente l’ho sempre preferito e un po’ mi dispiace che Arena non si sia basato su quest’ultimo. Forse la scelta dipende dal fatto che è leggermente fuori scala, più vicino alla 1/41 – come del resto diversi modelli di Ruf – che alla 1/43. Non si pensi, comunque, che il Nostalgia One e di conseguenza l’Arena siano brutti modelli. Le loro forme sono assolutamente piacevoli e pienamente soddisfacenti e, soprattutto, frutto della maestria di un artigiano in grado di interpretare le linee e adattarle per farle risaltare al meglio una volta ridotte in scala e non dei semplici disegni CAD riscalati senza considerare la diversa percezione visiva che comporta la riduzione delle dimensioni. Veder portata avanti e valorizzata in chiave moderna l’eredità di Ruf mi fa molto piacere e spero sia così per la maggior parte dei modellisti.

Foto di apertura: le Ferrari 250 GTO nello stand di Arena a Rétromobile 2026.

  1. Nota di David Tarallo: lo stesso Valerio Comuzzi, a Rétromobile, mi aveva confermato la diretta derivazione dell’Arena da un kit AMR. ↩︎

Ramsay’s British Diecast model toys catalogue

Alla fine del 2025 è uscita la 19ma edizione di una delle più complete e autorevoli guide sui modelli diecast britannici d’epoca, il famoso Ramsay’s British Diecast model toys catalogue. Dei numerosi pregi di questo volume, la cui prima edizione risale al 1983, abbiamo già ampiamente trattato su PLIT recensendo i vari aggiornamenti che si sono succeduti con una cadenza di due-tre anni. Questa 19ma edizione sostituisce quindi la versione precedente, che era stata pubblicata nel 2022. Detto per inciso, la guida è pubblicata da tempo dalla Warners Group Publications plc, che è il gruppo editoriale cui si devono varie testate del settore: Diecast Collector, Collectors Gazette e Collectors Club of Great Britain.

Il problema è uno e uno solo: a fronte di un aumento del prezzo di copertina (34.99 sterline contro le 24.99 del volume del 2022) cosa ottiene in più l’acquirente della 19ma edizione? Praticamente nulla. Un aumento dei costi che si riflette sul prezzo finale è più che giustificato ma almeno sarebbe chiesto un certo impegno editoriale in termini di elaborazione di foto e contenuti, cosa che non avviene più da lunga pezza.

Quest’ultima guida Ramsay’s è praticamente una copia spiccicata delle edizioni precedenti, a partire dalla 15ma del 2015 (la 14ma, pubblicata nel 2012, si era profondamente rinnovata, aprendo poi un ulteriore cambiamento per la 15ma edizione). Stesse foto dalla prima all’ultima pagina, nessuna aggiunta, nessun apporto significativo. Le sole variazioni, peraltro rare, sono gli aggiustamenti dei prezzi che riflettono i recenti risultati del mercato (la guida rispecchia gli andamenti reali e questa è una delle basi della sua autorevolezza). Sull’esemplare in mio possesso, la pagina 57 è sparita, sostituita dalla 157, che si ritrova poi al posto giusto.

In sintesi, questa edizione è quasi del tutto inutile per chi sia in possesso di una delle annate precedenti. Per chi non l’abbia ancora, il discorso cambia e gli apprezzamenti fatti nelle recensioni del passato sono ovviamente ancora validi, anche se per alcuni temi (vedi i Nicky Toys indiani) sarebbe ormai necessario un lavoro di revisione e di completamento delle varianti, specialmente da quando siti specializzati di vendita come QDT hanno iniziato a proporre numerosi esemplari dalle caratteristiche mai registrate nel repertorio. Insomma, qui la pigrizia inizia a farsi sentire.

24 Ore di Le Mans 2026: Sarah Bovy nominata Grand Marshal

In occasione della 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans (in programma dal 10 al 14 giugno 2026), l’Automobile Club de l’Ouest ha annunciato tre personalità che saranno protagoniste dell’evento.

Sarah Bovy nominata Grand Marshal
Pilota endurance di livello internazionale, Sarah Bovy (nella foto di apertura, a Le Mans nel 2025) guiderà le vetture durante la procedura di partenza della gara, poco prima delle ore 16. La pilota belga si è messa in evidenza al volante delle vetture dell’Iron Dames, distinguendosi nella categoria GT con risultati nel FIA World Endurance Championship (WEC) e alla 24 Ore di Le Mans.

David Clark è lo Spirit of Le Mans 2026
Il riconoscimento Spirit of Le Mans premia chi rappresenta i valori dell’endurance: impegno, dedizione, condivisione e competizione. Nel 2026 sarà assegnato a David Clark. Imprenditore e appassionato di motorsport, Clark guida da oltre quindici anni JOTA insieme a Sam Hignett, contribuendo alla crescita del gruppo. In passato, come direttore in McLaren Cars, ha seguito lo sviluppo commerciale e marketing della McLaren F1 stradale. Il programma sportivo collegato raggiunse il vertice nel 1995 con la vittoria a Le Mans e il titolo BPR. Oggi è tra i riferimenti di una delle squadre private più competitive del WEC e lavora anche allo sviluppo del progetto Cadillac Hertz Team JOTA, con attenzione alla crescita del team e alla valorizzazione dei talenti.

Frédéric Sausset invitato d’onore
A dieci anni dalla sua partecipazione storica del 2016, Frédéric Sausset sarà l’invitato d’onore. In quell’edizione, il pilota francese diventò il primo quadrimputato a prendere il via della 24 Ore di Le Mans, al volante di un prototipo adattato. La sua impresa resta uno dei momenti più significativi della storia della gara. Sausset è inoltre impegnato in iniziative benefiche: con il supporto dell’ACO organizza La Piste aux Etoiles, evento che finanzia progetti per bambini con disabilità ricoverati e sostiene la ricerca; l’anno scorso sono stati raccolti 140.000 euro.