Il paradosso delle riviste

Le riviste specializzate di automodellismo vivono di uno strano paradosso: semplicemente non sono… specializzate. Mi spiego meglio: oggi come oggi per fare una rivista che possa accontentare tutti e soprattutto che possa vendere un minimo per giustificare una diffusione in edicola, bisogna scendere a compromessi talmente grossi che si finisce per scontentare una larga fascia di lettori, quelli appunto che comprano la rivista aspettandosi di leggere cose che non sanno o che conoscono poco. Ed è proprio qui che le riviste del settore, specialmente quelle italiane (ma anche quelle tedesche e francesi non stanno tanto meglio) falliscono nel proprio compito, imbottendo i contenuti di articoli generalisti o talmente banali da accontentare appena appena solo i neofiti.
Che fare allora? Su alcuni forum si è già discusso sul cosa dovrebbe proporre una rivista veramente specializzata e anche come. Via i lustrini, la carta patinata, le foto da Vogue e i testi da Novella 2000.
Tutta utile questa carta?
Siccome non s\’inventa niente, perché non prendere ad esempio i vecchi Pit Road o magari anche i Four Small Wheels di fino a un decennio fa? Seguire il settore del “militare” o del fermodellismo, in cui esistono pubblicazioni ben più serie dei nostri mensili o bimestrali, potrebbe dare dei buoni risultati.
I lettori vogliono foto rare (non necessariamente belle), tabelle, articoli veramente tecnici, interviste, recensioni vere e non banali marchette. Forse una rivista così finirebbe sull\’ultimo scaffale dell\’edicolante, ma oggi il mercato offrirebbe una valida alternativa: una rivista in pdf, scaricabile a poco prezzo da Internet, con contenuti seri e ben documentati. Al diavolo le pubblicità delle case che se sgarri ti minacciano di non rinnovarti i contratti, al diavolo gli editori miopi, al diavolo anche tutta la mafia dei distributori.
Il progetto è realizzabile e sono sicuro che prima o poi ne sentiremo parlare.

La P4 secondo MFH: primo quaderno di documentazione

Le pubblicazioni giapponesi sono giustamente famose per la qualità della documentazione. I testi, ahinoi, non è possibile giudicarli di persona, ma a quanto mi dicono non sono il massimo dell\’originalità. In ogni caso il materiale documentario è spesso di grande livello, con foto inedite tratte dai maggiori archivi internazionali. Quando c\’è da mettere mano al portafogli per produrre una pubblicazione di qualità non si tirano indietro. Fra le prossime uscite questo fascicolo, questa prima parte di una storia fotografica delle Ferrari 330 P4 e 412 P (330 P3/P4) del \’67. L\’editore, Model Factory Hiro, è un conosciuto produttore di kit in resina di alto livello, per cui c\’è da star sicuri che avrà impostato il lavoro di ricerca con l\’obiettivo primario di aiutare i modellisti nella documentazione. Maggiori informazioni all\’uscita del libro, che ormai non dovrebbe tardare.

Storia di un ritrovamento: Alfa Romeo 2300 in scala 1:8

Alcuni avranno notato fra le foto della mostra di Calenzano un\’Alfa Romeo in scala 1:8 della Pocher. Questa immagine mi ha dato l\’idea di pubblicare un paio di foto di un\’altra Alfa 1:8 della Pocher (la 2300 Monza), che è apparsa da una collezione privata qualche settimana grazie all\’amico Paolo Bendinelli. Il modello è stato acquistato da M.P. di Firenze, che ne cercava uno simile da anni e anni. La particolarità è che si tratta di un rarissimo factory built, con tanto di base in legno e targhetta in ottone. Agli inizi di gennaio siamo andati insieme a ritirarlo ed ecco due foto scattate nell\’occasione:

Qualche giorno dopo lo stesso Paolo è riuscito a chiarire l\’origine di questa edizione, trovando su un vecchio numero di Quattroruotine un interessante trafiletto. Notare il prezzo di vendita all\’epoca: 72.000 lire, che corrisponderebbero, secondo la tabella di rivalutazione monetaria, a circa 660,00 euro, pari a 1.276.560 lire. Una cifra notevole.

Il trafiletto con la breve descrizione del raro factory built…
…e la copertina del numero di Novembre/Dicembre 1968 di Quattroruotine.

Alcune immagini della mostra-borsa di scambio a Calenzano il 6 gennaio

Ecco qualche foto \”sparsa\” della giornata più interessante della rassegna \”Le bellissime italiane\”, svoltasi a Calenzano nei locali dello Start di via Garibaldi il 6 gennaio scorso. Fra i produttori presenti alla borsa di scambio modellistica, MG Model (che di recente ha cambiato sede, spostandosi verso Lastra a Signa) e Carrara Models, che presto produrrà finalmente una vettura finora completamente inedita, la Formula Italia:

Lo stand MG Model (cambierà nome?).
Raro modello Pocher in scala 1:8 (vedi anche argomento successivo).

Stand di Denis Carrara (Carrara Models); a destra il modello in scala 1:43 degli stabilimenti Abarth di Corso Marche a Torino, in via di completamento.

Alcuni modelli in scala 1:43 e in altre scale in esposizione.

Parte della produzione Carrara Models con l\’OM Tigre trasporto Abarth. La scatola di legno che ospita l\’Abarth 750 e l\’OM è un prototipo di confezione che dovrebbe accompagnare i modelli di fascia più alta della produzione. Si tratta di un\’idea originale, diversa dal solito cartone.

Per l\’occasione è stato posto in vendita un annullo speciale con una cartolina raffigurante la locandina della manifestazione. Come francobollo è stato opportunamente scelto il valore da 0,60 euro commemorativo della Mille Miglia, uscito nel 2009:

 La cartolina singola e la cartellina col testo esplicativo, il francobollo e il timbro.

Ferrari 250 GT Lusso RHD montaggio Alberca

Quasi terminato il montaggio da parte di Jean-François Alberca della Ferrari 250 GT Lusso 1963 su base X-AMR. La particolarità di questo montaggio è stata la trasformazione da guida a sinistra a guida a destra e l\’aggiunta dell\’antenna sul tetto che fa molto British. Mi sembra sia un montaggio di alto livello, come al solito, ecco qualche foto della costruzione:

La serie di 250 TR di Le Phoenix sullo sfondo, per quanto bella, mi suggerisce però una riflessione: Alberca adotta una politica diametralmente opposta rispetto a quella di un Magnette, che praticamente lavora in esclusiva per Miniwerks (anche se con qualche eccezione, come vedremo in seguito), ossia tende a prendere tutti i lavori che gli capitano sotto mano, con la conseguenza inevitabile di scontentare un po\’ l\’intera clientela. E\’ una buona scelta? Secondo me per niente, a meno che dietro non ci siano esigenze pressanti di ordine economico. 

Benvenuti!

Dopo aver pubblicato migliaia di post e centinaia di thread su forum modellistici più o meno validi, ho pensato che mi sarebbe piaciuto creare qualcosa di mio. Questo blog sarà dedicato al mio principale interesse modellistico, gli \”speciali\” in 1:43, ma ci sarà anche spazio per categorie affini, e di tanto in tanto per le auto vere.