testo e foto di Fedor Eliseev (in redazione David Tarallo)
Nasif Estéfano appartiene alla schiera dei piloti argentini più talentuosi. Il suo nome non è molto conosciuto nei Paesi europei, perché di solito non seguiamo le competizioni sudamericane. Io stesso non sapevo nulla di questo pilota prima di iniziare a interessarmi ai produttori di modellini argentini. Il più importante produttore nazionale, Galgo, ha realizzato una vastissima gamma di vetture degli anni ’70 e ’80 impegnate nel Turismo Carretera, spingendomi ad approfondire la storia di questo campionato, nato nel 1937 e oggi il più antico del mondo ancora in attività.
Recentemente ho ricevuto dal mio amico Fernando Rey un modello in scala 1:43 della Ford Falcon TC di Nasif Estéfano. È quindi un’ottima occasione per raccontare la storia di questo magnifico pilota.
Nasif Estefano nacque a Concepción (provincia di Tucumán) il 18 novembre 1932, in una famiglia di immigrati provenienti dal Libano che gestivano una piccola attività commerciale. Nasif dovette interrompere gli studi per aiutare i genitori. Fin dall’infanzia guidava il vecchio furgone Ford V8 di famiglia, imparando così numerose manovre e sviluppando una notevole abilità di guida. Fu allora che iniziò a pensare a una carriera nel mondo delle corse.
Dopo aver ottenuto alcuni buoni risultati nelle competizioni locali nel 1952, Estefano partecipò alla Mecánica Nacional Fuerza Limitada al volante di una vecchia Ford. Il passo successivo fu la Mecánica Nacional. Il 6 dicembre 1959, sul circuito di Rafaela, Nasif concluse al quarto posto alla guida di una Chevrolet. La sua vettura non era sofisticata quanto quelle degli altri concorrenti, il che rese il risultato ancora più sorprendente.
L’ACA (Automóvil Club Argentino) si accorse del talento del pilota e ne promosse la partecipazione alla Formula 1. Estefano entrò nell’ambito Maserati, i cui anni migliori appartenevano ormai al passato. Partecipò al Gran Premio d’Argentina del 1960, concludendo al 14° posto.
Nel 1962 Nasif fece un secondo tentativo in Formula 1, firmando un accordo con Alejandro de Tomaso. Purtroppo la vettura non era competitiva e non riuscì a qualificarsi per il Gran Premio d’Italia.
Dopo queste esperienze negative, Estéfano partecipò ad alcune gare in Europa per poi tornare in Argentina, dove vinse il campionato di Formula 3 nel 1965 e nel 1966. Nello stesso periodo iniziò a correre anche nel Turismo Carretera, il principale campionato automobilistico del Paese.
Nasif entrò nel team Ford nel 1965 e l’anno successivo vinse la gara di Mendoza. Nel 1967 passò dalla Ford alla IKA. Nonostante le sue buone prestazioni, Estefano rimase nell’ombra di Eduardo Copello, che era il pilota di punta della squadra e vinse i campionati del Turismo Carretera al volante della Torino.
Nel 1972 Estefano tornò alla Ford, dove si unì a Héctor Gradassi. Con la nuova Falcon dell’Ovale Blu iniziò la grande fase di dominio Ford negli anni ’70. Nella stagione 1972 Nasif Estefano vinse tre gare e salì sul podio ben 13 volte in 14 appuntamenti. Concluse così il campionato al secondo posto, alle spalle di Gradassi, che lo precedette con un margine davvero ridotto.
Nel 1973 Estéfano fu il leader assoluto del Turismo Carretera, conquistando cinque vittorie. Purtroppo, durante il 13° appuntamento del campionato, disputato a Aimogasta (La Rioja) il 21 ottobre 1973, la sua vettura fu coinvolta in un incidente. Il pilota perse la vita, mentre il copilota riuscì a cavarsela.
Estefano aveva accumulato un vantaggio così consistente nel corso della stagione che gli organizzatori decisero di assegnargli comunque il titolo di campione. Si tratta di un caso unico nel Turismo Carretera, analogo a quanto accaduto in Formula 1 con Jochen Rindt.
La memoria di Nasif Estefano è ancora viva e nella sua città natale la famiglia gli ha dedicato un museo.
Il modello in scala 1:43 della Ford Falcon TC di Nasif Estefano del 1973 nelle foto di questo articolo è stato prodotto da PCT (Premium Collectables & Trading) per la collana dedicata al Turismo Carretera. La forma della carrozzeria è ben catturata e riproduce con grande precisione quella della vettura reale. Anche i loghi degli sponsor sono riprodotti molto bene. Le ruote sono piuttosto ben fatte.
All’interno della carrozzeria sono presenti anche le strutture di sicurezza, ma l’abitacolo è decisamente povero. Lo stesso si può dire del fondino, fin troppo semplice. Per fissare la carrozzeria al fondino, PCT ha utilizzato viti triangolari, per cui sarebbe molto difficile smontare il modello senza uno speciale cacciavite Ixo.
In ogni caso, questa Falcon TC è un buon modello e non avrebbe senso aspettarsi qualcosa di più da una collana economica da edicola.
A quanto pare, questa miniatura riproduce la Falcon di Estéfano ricostruita dopo la sua tragica morte, dal momento che porta il numero 1. Per quanto ne so, durante la stagione 1973 Estefano correva invece con il numero 2.
PCT non è l’unico produttore ad aver realizzato un modello della vettura di Estéfano. Galgo ha prodotto una vastissima quantità di modelli del Turismo Carretera e ancora oggi diversi artigiani argentini lavorano in questo settore.
Per quanto riguarda la Formula 1, la De Tomaso F.1 del 1962 è stata realizzata da Claudio Villa.



Nota di David Tarallo: Nel suo articolo rievocativo, Fedor ha citato il milanese Claudio Villa, che nella sua gamma di monoposto in metallo bianco scala 1:43 ha inserito anche la De Tomaso pilotata da Estéfano nel 1962. Le foto del modello le trovate a questo link: https://formula143.org/2020/08/10/1962-de-tomaso-801-estefano/ . La storia di Estéfano si adatterebbe molto alla sceneggiatura di un film: nel 1961 vendette praticamente tutto ciò che aveva per raccogliere i 7000 dollari necessari a correre con la De Tomaso 801 di Formula 1. La vettura, però, non fu pronta che a fine stagione e la sua scarsa competitività gli impedì – come ha scritto Fedor – di qualificarsi al GP d’Italia a Monza, dove ottenne il 30° e ultimo tempo (due anni prima, nel 1960, Estéfano aveva concluso al 14° posto il GP di Argentina al volante dell’ormai vetusta Maserati 250 F iscritta da Camoradi). Dopo la delusione di Monza, Estéfano continuò con la De Tomaso F.1 e nel 1963 s’iscrisse al GP di Roma, non valido per il Campionato del Mondo, ritirandosi dopo appena un giro con la frizione fuori uso. Corse anche con la Formula Junior di De Tomaso, prendendo parte al Circuito di Collemaggio nel luglio del ’63. Ma le sue tracce in Europa sono tangibili per alcuni risultati di eccellente livello: di lui si ricorda una partecipazione alla 12 Ore di Reims del 1964 con una Porsche 904 GTS, dove insieme al compatriota Andrea Vianini chiuse al quinto posto assoluto e primo in GT.
