Hervé Poulain compie ottant\'anni: una Porsche 935, la BMW di Calder e qualche valigia

Hervé Poulain (foto D.Tarallo)

Lo scorso 10 dicembre Hervé Poulain ha compiuto ottant\’anni. E\’ un personaggio che ha dato molto all\’automobilismo, prima come pilota, poi come mecenate, poi come banditore d\’aste per Artcurial. La sua lunga vicenda nel mondo dell\’auto lo associa naturalmente alle art car di Le Mans, la prima delle quali fu la BMW decorata da Alexander Calder nel 1975. Inutile ripercorrere la sua lunga carriera, tanti sono gli articoli che è possibile leggere sulla stampa e su internet – l\’ultimo dei quali una bella intervista uscita di recente su Rétroviseur. Hervé Poulain ha saputo adattarsi ai tempi, anzi li ha anticipati: negli anni settanta fu uno tra i primi, se non il primo, a intuire che le aste di memorabilia a soggetto automobilistico erano destinate a un brillante futuro. Lo capì addirittura prima degli inglesi, che in queste cose sono maestri. Con una formazione giuridica, Poulain ha una cultura artistica e umanistica di ottimo livello, oltre ad una competenza fuori dal comune dal punto di vista tecnico. 

Nel suo ambiente naturale, con
una Ferrari 250 GT SWB (foto D.Tarallo)

L\’ho incontrato diverse volte in questi ultimi anni, e alla Le Mans Classic ci fu il tempo di fare una chiacchierata abbastanza lunga, mentre il personale di Artcurial approntava gli ultimi dettagli prima dell\’asta che si sarebbe svolta in una delle serate del weekend. Caso volle che una delle auto in vendita quel giorno fosse la Porsche 935 telaio 0904 che Poulain aveva pilotato a Le Mans nel 1980 insieme a Snobeck e Destic, e che qualche settimana prima – nemmeno decenne – avevo visto correre alla 6 Ore del Mugello. Glielo dissi e mi rispose che di quella vettura conservava un ricordo particolare, in una delle edizioni maggiormente condizionate dalla pioggia. \”Ma questa 935 – mi disse scherzando – non è una art-car, vale meno\”. 

L\’interno della 935 telaio 0904… 36 anni dopo!
(foto David Tarallo)

Venne comunque venduta per 1.268.000 euro, non male. Poco dopo potemmo vederlo esibirsi in veste di \”commissaire-priseur\”, che è uno spettacolo di equilibrio, competenza e capacità di unire le parole ai gesti. Ricordo che giunti al lotto di una serie di valigie Sghedoni per una Ferrari, un giovincello ben vestito e certamente figlio di padre alquanto facoltoso, si stava lasciando prendere la mano battagliando con qualche altro riccone collegato telefonicamente. 

La decorazione originale della BMW del 
1975 Alexander Calder la stese su un 
giocattolo in plastica (foto David Tarallo)

Raggiunta una cifra ragguardevole per quello che erano tutto sommato tre borse e due sacchi, Poulain fece appena un cenno con la mano all\’esuberante ragazzotto, e poi: \”Ora basta sennò spendi troppo\”. Poulain stesso afferma che la differenza fra un banditore mediocre e uno buono può fare un venti per cento di differenza sul prezzo finale di un\’asta. Alcuni si sorprendono dei risultati che vengono fuori dagli eventi Artcurial. Si sorprendono perché non hanno mai visto Poulain all\’opera. Tanti auguri Monsieur Poulain e a presto. 




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