La collezione American Cars di Altaya in Francia: si inizia con la Shelby GT500

Non è mio costume lodare le collezioni da edicola. Anzi, direi che non mi sono mai particolarmente piaciute ma rispetto chi privilegia l\’accumulo. Tutti i collezionisti sono in fondo degli accumulatori seriali e quelli che affastellano nelle loro vetrine modelli da edicola sono appena più seriali di tutti gli altri, nulla che li renda troppo meno patologici nei confronti di un collezionista di AMR o di Dinky, tanto per fare un esempio. Detto questo, però, possono intervenire dei ragionamenti tecnici, sul rapporto qualità-prezzo e qui entrano in campo i pareri più disparati. Il mio è che alla fine, con i modelli da edicola, avrete speso comunque delle cifre considerevoli per avere in casa modelli destinati ad autodistruggersi nel giro di qualche anno. Non sempre succede, ma comunque troppo spesso per degli articoli cosiddetti \”da collezione\”, dai quali ci si attende una certa durata nel tempo. Poi ognuno fa la scelta che meglio lo aggrada. Lo dico perché non c\’è abbastanza informazione e le giovani leve cascano dal pero denunciando fenomeni che collezionisti di più lunga data hanno osservato da anni se non da decenni. Ricordate quanto si incavolava il buon Vincenzo Iezzi ai bei tempi del forum Duegi? Vox clamantis in deserto. Ma non era mica bischero.  

E a proposito di modelli da edicola, Altaya è appena partita con una tematica direi intrigante, già vista in Italia con De Agostini, quella delle vetture americane. E\’ uscita a € 2,99 la Shelby GT500 (di cui potete leggere una breve recensione qui ). La raccolta promette bene, e le prossime uscite saranno la Dodge Charger del 1972 e la la Chevrolet Camaro Z/28 del 1970. E già qui i prezzi cominceranno ad aumentare a € 7,99 per arrivare ben presto a 15 euro. Sono strategie commerciali, non capisco troppo nemmeno quelli che sulla pagina Facebook di Altaya protestano scandalizzati. E\’ appena il caso di ricordare almeno tre punti: primo, che di acquistare automodelli non te l\’ha ordinato il medico; secondo, che i prezzi sono annunciati dal produttore e non c\’è alcuna stranezza nascosta, casomai una strategia commerciale del tutto alla luce del sole; terzo, che in assoluto 7 o 15 euro per un modello sono pochi. Consideriamo che chi critica i prezzi è in genere uno che pensa che qualsiasi modello a 15 euro sia caro. E\’ probabilmente un tipo di clientela che non comprerà mai uno Spark o tanto meno un modello speciale. Se poi il discorso si sposta sul rapporto qualità-prezzo, allora si può certamente obiettare che forse uno Spark di quelli fatti come Dio comanda a 60 euro sia preferibile a quattro modelli da edicola da 15, ma questa è ormai storia vecchia. 



Passiamo oltre. 

Come accade sempre, quasi non ci si orienta nella selva di offerte proposte da Altaya in caso di abbonamento: se ti abboni con l\’addebito diretto ricevi questo, se prendi le prime dieci uscite hai quest\’altro, se aggiungi 1 euro a uscita quest\’altro ancora. Faccio per dire, ma sono tutte casistiche verosimili, con modelli in omaggio (1:43 e anche 1:24), poster, dioramini, fascicoletti, adesivi, gadget e quant\’altro che girano vorticosamente nei pensieri di chi sia tentato di investire qualcosa in più in questa collezione. Attenti alle indigestioni. 

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