Cosa non fare al tempo degli Spark: GPM e un modello emblematico

Sapete quanto io sia a volte critico con Spark. Mi capita spesso di arrabbiarmi di fronte a certe loro semplificazioni, magari più raramente di fronte agli errori storici perché quelli sono dovuti alla fretta o al carico di lavoro nello sviluppo di un modello, una condizione che ho conosciuto di persona e che tendo quindi a comprendere se non a giustificare. 

A parte tutto, Spark ha rivoluzionato il mercato con i suoi metodi di fabbricazione e commerciali. Deve ancora arrivare chi gli farà concorrenza come si deve (anche se senza dubbio arriverà, è solo questione di tempo). Le alternative a Spark non ci sono. O meglio, non ci sono a quei prezzi. Sapete anche, però, che sono un grande appassionato di modelli speciali. Ho sempre creduto nel valore aggiunto delle realizzazioni artigianali, non solo storiche ma anche attuali. Un BBR montato in Italia ha sempre un suo significato, così come un Madyero, un Carrara, un Marsh, un Jade o un MEA, tanto per citare alcuni marchi che amo particolarmente. 

Certi concetti sono difficili da far passare, anche perché ai giovani spesso manca la valutazione in prospettiva e l\’esperienza, due elementi fondamentali che non vai a comprare al supermercato ma che ti fai attraverso anni e anni d\’incontri, di osservazioni e anche di errori. 

Come venditore posso avere tutti gli Spark che voglio a prezzi vantaggiosi e anche un discreto numero di modelli artigianali, quindi nessuno potrà dire che i miei ragionamenti siano mossi da invidia nei confronti di coloro che posseggono determinati pezzi. L\’unico modello che invidio a qualcuno è la McLaren di Senna nella collezione di Piero Tecchio, tanto per rendere l\’idea. 

Ho sempre pensato che lo speciale ben fatto avrà un futuro se non radioso… almeno decoroso, e fa anche rima. Ho incoraggiato Denis Carrara a portare avanti le sue serie montate, incoraggio spessissimo Madyero a proseguire con le sue edizioni limitate, per non parlare della produzione Remember, che considero eccellente come rapporto qualità/prezzo (vedi i vari Tokoloshe ma non solo). 



Ecco, tutto bene. Ma caspita, se non volete che vi ridano dietro non tirate fuori modelli come quello nelle foto. Appartenente alla linea di montati Grand Prix Models su varie basi, è l\’esempio classico di come fare in modo che la gente schifi gli speciali per comprare tonnellate di Spark considerandosi pure furba. Oggi se vuoi proporre qualcosa che davvero si distingua dalla massa a un prezzo non esattamente popolare, il mercato può darti ancora qualche chance, specie se ci sai fare con la comunicazione e godi di una certa visibilità. 



Però, \’rtacci vostri, circa 230 euro per un modello, d\’accordo quasi completamente inedito ma con un assetto ridicolo, tergicristalli posizionati in modo improbabile e decals casalinghe ritagliate verosimilmente da una scimmia non può essere una proposta valida in un mondo in cui la concorrenza si sarà anche assottigliata, ma quella che è rimasta conosce il fatto suo. 

Non dico che dopo aver visto un aggeggio così torno volentieri agli Spark, ma ritrovo con piacere altri marchi meno supponenti, che sanno regalare il gusto del prodotto ben fatto.

Poi per forza certi sbeffeggiano gli speciali montati. 

28 pensieri riguardo “Cosa non fare al tempo degli Spark: GPM e un modello emblematico

  1. Io sono giovane, ho 29 anni, ma nella mia psicopatia modellistica delirante colleziono anche i vecchi numeri di Mini-Autosprint, che insieme ai numeri di Minis Auto francesi dell'epoca di Austerlitz che ho ramazzato qua e là, sono le letture a sfondo \”mini\” più goderecce di tutte…GPM, aneddoto datato 1981: si chiedeva a tutti i \”magnati\” dello speciale dell'epoca, quale fosse il miglior modello che avessero mai visto, e tutti, ma dico tutti, indicavano qualcosa di Ruf.L'unico che indicava un suo stesso modello (che mi pare fosse la Cobra, tanto per inciso) indovinate un po'chi era? Mr. GPM, Harvey…A proposito di altezzosità, per dire…R.F.

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  2. Credo che Minis fosse belga. A parte questo, con Brian Harvey ho lavorato a lungo, era una persona che credeva in quello che faceva, sicuramente aveva un buon concetto di se stesso ma non era certo un arrogante. Avercene, oggi, così. Era nato come giornalista e aveva una cultura automobilistica notevole. Oggi, in GPM c'è una dirigenza poco competente, oltretutto simpatica come una spinta al buio. A essi va comunque riconosciuto il merito di essere sopravvissuti alle tempeste di questi ultimi quindici anni e non è poco.

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  3. No, David. Minis Autos era francese. Abbonato fin dai primi numeri, datati 1975. Redazione a Parigi, capo redattore un ragazzo che tutti conosciamo, Jean Louis Blaisius. Per quanto riguarda il modello, cito solo il prezzo, quasi 230 euro. E qui chiudo l'intervento.

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  4. Di solito i modelli della serie GPM Studio sono più accurati, anche se con alcune 911 recenti hanno commesso errori piuttosto gravi. La butto lì: questo modello, apparso un po' casualmente potrebbe essere lo scarto di un cliente che l'aveva ordinato e poi non l'ha voluto per i tanti difetti.

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  5. Comunque, l'assetto è abbastanza facilmente rimediabile, e forse è l'unica cosa che stona come un pugno in un occhio anche a km di distanza, il resto… Boh, probabilmente con tanta pazienza e un altro foglietto di decals un'altra grossa pezza ce la si metterebbe, ma rimarrebbe comunque un prodotto che, per quanto gradevole, sarebbe decisamente inferiore ad uno Spark medio.R.F.

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  6. A me i montati di GPM Studio mi hanno sempre affascinato forse anche perché li compravo negli anni 90 e mi ricordano anni più felici in cui ero giovane. Ne subisco quindi il fascino in modo non oggettivo. Ma questo non lo comprerei mai, anche perché non spenderei quella cifra per un modello sul quale dover mettere le mani. 230 euro li spendo su un modello da ricevere, aprire e gustarmi senza patemi d'animo.

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  7. Andar per borse o per mercatini mi ha sempre solleticato. Manco da molto tempo ma ricordo che era intrigante scovare il modello difettoso. Partiva subito la contrattazione, se sapevi che saresti stato in grado di riportarlo a un livello decoroso. Tante volte era difficile far capire al venditore i difetti di base. In molte occasioni, mi sentivo rispondere che si trattava di prodotti artigianali, fatti a mano, quindi suscettibili di manchevolezze. Avevo comunque un punto fermo: acquisto ma solo in presenza di un prezzo adeguato. In caso contrario, sotto al prossimo ed auguri per un acquisto soddisfacente. Ha ragione David quando scrive che ogni collezionista ha i propri parametri di scelta e ovvie preferenze per il trattamento di un dettaglio o di un altro. Se la verniciatura è buona, la Porsche di GPM Studio è ampiamente rivedibile, ma solo se il prezzo di vendita non passa i 35 euro. Altrimenti, è meglio lo Spark con il pelucco oppure la sbavatura. Ribadisco comunque un mio punto fermo: questi modelli vanno scovati di persona, valutati, esaminati. Insomma, serve un esame sul posto. Quello che ebay, amzon e la vendita on line MAI sarà in grado di offrirti.

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  8. 230 euro… Non è che non so cosa scrivere… è che sono d'accordo in tutto!Per 230 euro, ognuna delle \”anomalie\” che hai elencato basta per farmi desistere. Peccato! Perchè il soggetto è molto bello…

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  9. Io sono giovane, ho 29 anni, ma nella mia psicopatia modellistica delirante colleziono anche i vecchi numeri di Mini-Autosprint, che insieme ai numeri di Minis Auto francesi dell'epoca di Austerlitz che ho ramazzato qua e là, sono le letture a sfondo \”mini\” più goderecce di tutte…GPM, aneddoto datato 1981: si chiedeva a tutti i \”magnati\” dello speciale dell'epoca, quale fosse il miglior modello che avessero mai visto, e tutti, ma dico tutti, indicavano qualcosa di Ruf.L'unico che indicava un suo stesso modello (che mi pare fosse la Cobra, tanto per inciso) indovinate un po'chi era? Mr. GPM, Harvey…A proposito di altezzosità, per dire…R.F.

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  10. Credo che Minis fosse belga. A parte questo, con Brian Harvey ho lavorato a lungo, era una persona che credeva in quello che faceva, sicuramente aveva un buon concetto di se stesso ma non era certo un arrogante. Avercene, oggi, così. Era nato come giornalista e aveva una cultura automobilistica notevole. Oggi, in GPM c'è una dirigenza poco competente, oltretutto simpatica come una spinta al buio. A essi va comunque riconosciuto il merito di essere sopravvissuti alle tempeste di questi ultimi quindici anni e non è poco.

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  11. No, David. Minis Autos era francese. Abbonato fin dai primi numeri, datati 1975. Redazione a Parigi, capo redattore un ragazzo che tutti conosciamo, Jean Louis Blaisius. Per quanto riguarda il modello, cito solo il prezzo, quasi 230 euro. E qui chiudo l'intervento.

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  12. Di solito i modelli della serie GPM Studio sono più accurati, anche se con alcune 911 recenti hanno commesso errori piuttosto gravi. La butto lì: questo modello, apparso un po' casualmente potrebbe essere lo scarto di un cliente che l'aveva ordinato e poi non l'ha voluto per i tanti difetti.

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  13. Comunque, l'assetto è abbastanza facilmente rimediabile, e forse è l'unica cosa che stona come un pugno in un occhio anche a km di distanza, il resto… Boh, probabilmente con tanta pazienza e un altro foglietto di decals un'altra grossa pezza ce la si metterebbe, ma rimarrebbe comunque un prodotto che, per quanto gradevole, sarebbe decisamente inferiore ad uno Spark medio.R.F.

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  14. A me i montati di GPM Studio mi hanno sempre affascinato forse anche perché li compravo negli anni 90 e mi ricordano anni più felici in cui ero giovane. Ne subisco quindi il fascino in modo non oggettivo. Ma questo non lo comprerei mai, anche perché non spenderei quella cifra per un modello sul quale dover mettere le mani. 230 euro li spendo su un modello da ricevere, aprire e gustarmi senza patemi d'animo.

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  15. Andar per borse o per mercatini mi ha sempre solleticato. Manco da molto tempo ma ricordo che era intrigante scovare il modello difettoso. Partiva subito la contrattazione, se sapevi che saresti stato in grado di riportarlo a un livello decoroso. Tante volte era difficile far capire al venditore i difetti di base. In molte occasioni, mi sentivo rispondere che si trattava di prodotti artigianali, fatti a mano, quindi suscettibili di manchevolezze. Avevo comunque un punto fermo: acquisto ma solo in presenza di un prezzo adeguato. In caso contrario, sotto al prossimo ed auguri per un acquisto soddisfacente. Ha ragione David quando scrive che ogni collezionista ha i propri parametri di scelta e ovvie preferenze per il trattamento di un dettaglio o di un altro. Se la verniciatura è buona, la Porsche di GPM Studio è ampiamente rivedibile, ma solo se il prezzo di vendita non passa i 35 euro. Altrimenti, è meglio lo Spark con il pelucco oppure la sbavatura. Ribadisco comunque un mio punto fermo: questi modelli vanno scovati di persona, valutati, esaminati. Insomma, serve un esame sul posto. Quello che ebay, amzon e la vendita on line MAI sarà in grado di offrirti.

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  16. 230 euro… Non è che non so cosa scrivere… è che sono d'accordo in tutto!Per 230 euro, ognuna delle \”anomalie\” che hai elencato basta per farmi desistere. Peccato! Perchè il soggetto è molto bello…

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