La Chevron-Ford Cosworth B16 Spyder Spa 1970 di Spirit of Racing Models

Brian Redman impegnato alla 500km di Spa del 1970, nona prova valida per il Campionato Europeo 2000, istituito proprio quell’anno. Redman vinse battendo le Lola T210 di Bonnier e Kauhsen.

Spirit of Racing Models, il marchio che fa capo a Elio Venegoni, ha commercializzato in questi giorni una serie montata della Chevron-Ford Cosworth B16 spyder, disponibile anche in kit. Questo modello, in resina, fa parte di una gamma abbastanza particolare all’interno della produzione di Spirit of Racing, che comprende modelli montati su richiesta e/o in quantitativi ancora più limitati.

La versione prescelta per questa edizione factory built è quella di Spa 1970, gara valida per l’Europeo 2000 e vinta da Brian Redman alla guida dell’esemplare iscritto dalla Escuderia Montjuich.

Il kit di Spirit of Racing deriva dal vecchio Kaiser, ristampato da Alfonso Marchetta. Per questa versione specifica le decals sono state disegnate da Pietro Marinelli e stampate da Inkam. Il montaggio, infine, si deve a Stefano Coda, che molti ricorderanno per le sue belle realizzazioni marchiate Mati Model.

Esaminiamo più da vicino questo modello, sperando che presso possano esserne realizzate altre versioni:

Linee e proporzioni: sono quelle del kit Kaiser, che era validissimo. Il modello “c’è” e assomiglia perfettamente all’auto vera.

Verniciatura: è ben liscia e uniforme, praticamente senza difetti, fine e brillante il giusto, senza esagerare. E’ senza dubbio uno dei punti forti del modello.

Livello di montaggio: tutto molto pulito. Si tratta di un kit semplice, senza troppi fronzoli, ma quello che c’è è assemblato con cura e senza imprecisioni.

Ruote e pneumatici: sono stampati in resina, comprese le gomme. I cerchi sono ben riprodotti, anche se forse su un modello come questo ci sarebbero state bene delle ruote tornite. Le gomme sono di buona fattura, anche se quelle anteriori ci paiono leggermente sovradimensionate come diametro, ma l’equilibrio in questi casi è difficilmente raggiungibile. Ridurre il diametro degli pneumatici anteriori avrebbe forse significato lasciare troppo spazio nei passaruota. Sappiamo che i rapporti di riduzione non sono né automatici né assoluti. Anche l’occhio vuole la sua parte.

Decals: ben stampate con una buona definizione, sono applicate con molta attenzione.

Interni: forse un po’ troppo generoso il volante. Peccato perché sul mercato se ne trovano di più validi a prezzi irrisori. Le cinture di sicurezza sono riportate, con fibbie e ganci fotoincisi. Si intravede un po’ l’alluminio della scocca. Siamo tranquillamente ai livelli di un Bizarre, tanto per capirci.

Particolari: su un’auto così semplice c’è poco. Il rollbar è ben riprodotto. La parte posteriore, completamente aperta, lascia ammirare i bei fanalini rossi e poco altro. Molto è stato semplificato ma vista la dominante nera, qualche omissione non si nota più di tanto.

Probabilmente sarebbe stato il caso di dettagliare un po’ di più con qualche elemento del telaio e della struttura del motore. La parte di scocca laterale a vista è stata simulata con del bare metal molto, ma molto ben “steso” (sappiamo quanto sia difficile padroneggiare questa tecnica); forse un alluminio scocca dovrebbe essere più spento, ma apprezziamo l’idea.

Il modello, che ha un prezzo al pubblico di € 160, viene venduto in una teca di plastica con il logo di Spirit of Racing e scatola personalizzata bianca col marchio stampato in blu. Inutile dire che si tratta di un modello destinato a una ristretta parte di pubblico, che potrà essere apprezzato in modo adeguato dagli appassionati del prodotto artigianale. Una nicchia che per fortuna continua a vivere nonostante la preponderanza delle produzioni di resincast e che in certi casi ha trovato anche nuova linfa.

Chi acquisterà questa Chevron non si chiederà se prima o poi lo farà Spark, o almeno questa non sarà la sua domanda principale. I prezzi di prodotti di questo genere sono difficilmente ritoccabili soprattutto a causa di costi fissi impossibili da abbattere specie per chi fa le cose regolarmente e alla luce del sole. Sono modelli da conservare e da mostrare a chi li capisce, magari lontani dalle chiacchiere da tifosi che caratterizzano certi gruppi sui social. Un plauso va quindi a Spirit of Racing che continua il proprio percorso con idee a volte coraggiose e mai banali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: