Finalmente una Art Car vincente

di Nicola Lettieri (foto di Nicola Lettieri e David Tarallo)

Dopo due precedenti interventi sulle “Art Car”, in cui mi sono soffermato sulla Porsche 911 T del 1973 dipinta in occasione della mostra per i 70 anni della Porsche al Museo Autoworld di Bruxelles il 13 dicembre del 2018, da due “streetartists” del Louves, Cathy Gagalis Vega e Clarisse Jeghers, e sulla Porsche 911 2.0 del 1966 dipinta con il volto di un’affascinante donna bionda dallo sguardo intenso ed ammiccante, dal pittore e artista di Anversa, Bart Verheyen, ritorno sull’argomento proponendo un approfondimento sulla Porsche 911 RSR del Team Project 1 vincitrice nella LMGTE AM alla 24h di Le Mans 2019.  

La Porsche 911 RSR #56 schierata dalla squadra tedesca di Lohne aveva inizialmente tagliato il traguardo della gara francese al secondo posto, dietro la Ford GT di Keating Motorsport. L’auto vincitrice, però, a causa di un’infrazione tecnica (serbatoio più capiente di quanto previsto dal regolamento) emersa in seguito alle verifiche post gara, è stata squalificata. Di conseguenza, la RSR guidata dal pilota ufficiale Porsche Jörg Bergmeister, da Egidio Perfetti e da Patrick Lindsey ha scalato la classifica fino al primo posto della classe LMGTE AM, consentendo al Team tedesco, al suo debutto nel FIA World Endurance Championship (WEC), di aggiudicarsi la vittoria ed il titolo mondiale.

Non solo. La RSR del Team Project 1 è stata anche la prima “Art Car” in assoluto a vincere la 24h di Le Mans, a meno che non si voglia, errando, a mio avviso, considerare una “art car” la Porsche RSR ufficiale decorata con la livrea “Pink Pig” che ha vinto la LMGTE PRO nel 2018 con Estre, Christensen e Vanthoor.

Fu proprio Jörg Bergmeister, in un’intervista rilasciata dopo la vittoria a Le Mans nel 2019, a confessare di aver scaramanticamente taciuto le sue preoccupazioni di guidare una “Art Car” in quanto “…la storia delle Art Car a Le Mans non è eccezionale per non dire altro. Non volevo dirlo a Richard fino a dopo la gara, ma nessuna Art Car aveva mai vinto Le Mans prima”.

“Richard” altri non è che  Richard Phillips, classe 1962, un artista americano, nato a Marblehead, nel Massachusetts, residente a New York City, che dipinge in uno stile “fotorealistico” o “iperrealistico” tipico della “pop-art”. Phillips ha sempre avuto un intenso legame con Porsche in quanto membro del Porsche Club of America ed ex pilota dilettante con le vetture di Zuffenhausen. Ultimamente ha decorato una Porsche Taycan con una speciale livrea floreale, battuta all’asta nell’aprile 2021 da RM Sotheby’s per 200.000 Dollari ed il cui ricavato è stato  devoluto in beneficenza all’organizzazione svizzera no profit “Suisseculture Sociale” che aiuta gli artisti elvetici colpiti dalla crisi economica riflesso della pandemia da coronavirus.

Phillips e Bergmeister si conobbero nel 2012, quando l’artista americano fu invitato dal pilota tedesco ad una gara ALMS a Lime Rock dopo che questi lesse un lusinghiero articolo in cui Phillips lo definiva “un artista della guida”. I due strinsero presto una solida amicizia, tant’è che Bergmeister, ammirando molto l’arte di Phillips, nel 2013 lo invitò a disegnare il suo casco per la 24h di Le Mans di quell’anno.

In quell’occasione i due gettarono le basi per la realizzazione di una Art Car che avrebbe dovuto correre una 24h a Le Mans e, finalmente, nell’autunno del 2018, arrivò il via libera alla realizzazione da parte di Bergmeister.

Phillips, da bravo artista ed appassionato di motorsport, era già a conoscenza della lunga ed illustre lista di Art Cars che avevano corso a Le Mans, ma era determinato a seguire la sua strada usando le idee del casco di Bergmeister come base di partenza.

A differenza di quanto realizzato fino ad allora per le livree delle Art Cars del passato, caratterizzate da una combinazione astratta di strisce, punti e grafiche, Phillips optò per una serie di immagini con dettagli sovradimensionati che consentissero alle persone di apprezzarne il motivo non solo da vicino, a vettura ferma, ma anche dalla distanza da cui la maggior parte degli spettatori vedrebbe la vettura durante la corsa.

Phillips lavorò al layout con l’artista di origini russe Alisa Baremboym, utilizzando una selezione dei suoi dipinti per la realizzazione della livrea 2D che fu implementata in collaborazione con Porsche Digital ed il programma “Second Skin” lanciato nel giugno 2019 per consentire ai clienti Porsche di applicare alle proprie vetture livree personalizzate.

La livrea 2D fu stampata in grandezza naturale e poi applicata all’auto utilizzando pellicole viniliche e pistole termiche grazie all’abilità degli esperti in “carwrapping” di Signal Design (che hanno realizzato anche la pellicola della livrea per la Taycan “floreale”). L’involucro che componeva la livrea era diviso in 9 sezioni e doveva essere messo in ordine, cosa non facile, considerando i rigonfiamenti, gli intagli e le curvature della Porsche 911 RSR GTE che costrinsero i tecnici di Signal Design ad apportare molte modifiche, allungamenti e inclinazioni per consentire alla pellicola di adattarsi alle linee della vettura.

Richard Phillips fu coinvolto anche nel design delle tute dei piloti, sviluppando un disegno che fu poi convertito in immagine vettoriale ad alta definizione per consentire a Sparco di stamparlo sulle sue tute da gara.

Il progetto, pronto appena in tempo, fu presentato all’Automobile Club de l’Ouest in vista della sua presentazione ufficiale prima della gara di giugno 2019 e la vettura fu poi svelata ai media ed al pubblico tra gli applausi generali.

La Spark, come sempre, non si è lasciata sfuggire l’occasione di realizzare questa splendida Art Car in scala ridotta, tirando fuori ben tre diverse versioni della vettura in scala 1/43. Accanto al modello di normale produzione riproducente la RSR vincente della LMGTE AM alla 24h di Le Mans 2019 (ref.S7942), è stato realizzato anche un modello identico con attaccato alla basetta il prestigioso trofeo (ref.S7942S) realizzato in esclusiva per il negozio parigino BAM.

Entrambi i modelli sono stati preceduti da un modello promozionale in zamak (ref.SP276) in serie limitata di 100 pezzi (stimati) venduto nel giugno del 2019 negli stand Spark sul circuito in occasione della gara e subito andato esaurito (foto a sinistra).

Mentre i due modelli di normale produzione fanno riferimento alla vettura in configurazione da gara, il modello promozionale riproduce la vettura allestita ed opportunamente “wrappata” dalla Signal Design prima della presentazione alla stampa.

Il modello, oltre che per la livrea, differisce dagli altri due anche per materiali, dettagli e qualità di realizzazione. Non è in resina ma in zamak ed è assimilabile, quanto al livello di dettaglio, alla serie dei modelli da edicola realizzati da Spark. Basta metterli l’uno accanto all’altro per notare come la RSR promozionale sia priva delle griglie laterali fotoincise (sono in plastica nera), del tergicristallo fotoinciso (è in plastica), delle decals che simulano il carbonio e di tutta una serie di dettagli, specie nella parte posteriore, che conferiscono al modello un aspetto alquanto dismesso.

Curiosamente, il modello promozionale, a dispetto della qualità più scarsa, era venduto nella boutique Spark sul circuito a 75€, contro i 65€ della versione da gara ed i 69€ della versione con il trofeo. Il modello promozionale divenne subito ricercatissimo dai collezionisti, che in alcuni casi sborsarono anche più del doppio per averne una copia in collezione.

Ed io? Beh, io avevo quello che a Napoli chiamiamo “il Santo in Paradiso” (David Tarallo) che si trovava nel posto giusto al momento giusto e riuscì a prendermene uno prima che andassero esauriti nel giro di pochissime ore.

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