La narrazione unica e gli allentamenti di primavera

Il dovere di un sito di informazione, anche specialistico come il nostro, è quello di non perdere mai di vista la realtà quotidiana. Ecco perché, quando necessario, Pitlaneitalia ha sempre pubblicato commenti e interventi di varia natura, specialmente da un paio d’anni a questa parte, in cui nel mondo (ma verrebbe da dire in particolar modo in Italia) sembra aver preso piede, con la colpevole indifferenza della maggioranza, una specie di narrazione unica, potente e assordante. Nell’emergenza, ci siamo progressivamente trovati privi di quote di libertà alle quali fino a un paio d’anni fa non avremmo rinunciato per nulla al mondo (o no?). Come la pensa la redazione di Pitlaneitalia ormai dovreste saperlo. Pubblichiamo oggi un contributo di Chiara Giannelli, veterinaria omeopata di Firenze, e aggiungiamo alcune immagini scattate oggi da Marco Bracali in occasione di un incontro avvenuto in Piazza Santissima Annunziata, che ha visto la partecipazione del professor Paolo Sceusa e dei marcianti per la libertà.

Testo di Chiara Giannelli, foto di Marco Bracali. In redazione David Tarallo

Gli allentamenti di primavera? La luce in fondo al tunnel?
Il bello è che non hanno allentato un bel niente, hanno solo deciso che tre dosi bastano ma te le devi fare per forza, altrimenti non ti compri neanche un paio di calzini. Contro ogni evidenza scientifica, ovviamente!! In Israele l’hanno capito alla quarta dose ma ora hanno detto basta. Qui si va avanti a testa bassa facendo finta di rialzarla. Potere della propaganda: chiudono sempre di più e ti convincono pure che stanno aprendo!
Si stanno cacando sotto perché hanno prodotto centoquarantamila morti e quindici milioni di cittadini incazzati e non sanno come uscirne vivi. Quindi continuano col terrore.

Aggiungo: quindici milioni di cittadini incazzati e quarantacinque milioni di cittadini terrorizzati e paranoici, bambini compresi. Oltre a decine e decine di migliaia di morti e danneggiati da vaccino, i potenziali invalidi di domani, che qualcuno dovrà curare e mantenere. Indovina chi??
Una strategia del menga: non sanno come uscirne, perché hanno fatto scelte fallimentari, hanno negato le cure e puntato tutto su un vaccino che non ha funzionato (abbiamo avuto culo che la omicron era una variante leggera, perché l’hanno presa vaccinati e non, indistintamente, e se fosse stata aggressiva avremmo avuto le cataste di morti per le strade stile pestilenza) e in più si è rivelato dannosissimo (lo sanno anche loro, infatti l’AIFA non pubblica più i report mensili sugli effetti avversi, hanno smesso a settembre, probabilmente erano dati imbarazzanti). Ora mica possono dire da un giorno all’altro che siamo tutti liberi! Sarebbe come dire “ci siamo sbagliati, i vaccini erano una cagata, e anche mascherine ecc. Bisognava curare i malati, scusate, non ne abbiamo azzeccata una”: il giorno dopo si ritroverebbero impalati a furor di popolo all’asta della bandiera sull’altare della patria, oppure gettati in galera a vita, se prevalessero le vie legali. Senza contare l’odio che hanno fomentato in due anni contro i novax: se venisse fuori che avevano ragione loro, lo sai che casino?? I novax  incazzati neri contro i provax incazzati neri…. Non dico la guerra civile, ma tensioni e lacerazioni sociali si. Insomma, hanno tirato allo stremo una corda che sta per rompersi e ora non sanno cosa fare, rischiano il disastro e allora erogano la libertà in pillole e continuano a mantenere il terrore, per mantenere il controllo. Io la vedo così.
Rispetto ad altri paesi lo strapotere del signor Pfizer qui è stato totale, con la scienza (!) completamente asservita. Ed è ovvio, perché in Italia la ricerca scientifica (e quindi le carriere universitarie) dipendono dall’industria, lo Stato eroga solo gli spiccioli per il caffè nelle pause. Quindi tutti servi dello stesso padrone. Senza alcun ritegno.
Il fatto è che il nostro paese è marcio fino al midollo. Ci sono belle persone ma non arrivano da nessuna parte. Mi ha detto una collega universitaria che c’è un movimento di universitari molto nutrito che da mesi manda relazioni tecniche al ministero della salute, al CTS e all’ISS tutte documentatissime, sull’opportunità di cambiare strategia contro il covid, assolutamente inascoltate. Si stanno organizzando per creare una università libera e indipendente, ci sono professori di tutte le aree. Una figura centrale è Paolo Sceusa, che sta facendo una marcia dimostrativa su Roma. È partito il sette gennaio, è passato da Firenze ieri, oggi tiene una lezione in Piazza Santissima Annunziata. Trova sostegno, alloggio e compagnia ovunque passi, ma i camminatori sono pochi. È una bella persona, quel tipo di persona che  vorrei governasse l’Italia, almeno stando alle informazioni che ho trovato. Ma che dire: dieci milioni di italiani hanno guardato Fiorello straparlare in TV al festival di Sanremo, di Paolo Sceusa e della sua marcia non parla nessuno. I valori sono questi, al momento.

2 pensieri riguardo “La narrazione unica e gli allentamenti di primavera

  1. Aldilà delle riflessioni e delle proprie convinzioni, la pandemia ha messo a nudo le tante lacune del nostro “sistema” paese: incapacità, impreparazione approssimazione, supponenza, arroganza, mancanza di merito, di progettualità (mi fermo, ma la lista è lunga).
    Lacune già evidenti in precedenza, ma su cui si sorvolava allegramente “tanto che può capitare mai?”.
    Il problema è che, passata l’emergenza, si tornerà, senza neanche troppa fatica, a tirare a campare come e più di prima della pandemia.
    Che non sarà neanche servita da lezione.

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  2. Condivido appieno l’articolo e aggiungo la cosa, per me, più dolorosa: la TOTALE INDIFFERENZA dei miei compatrioti allo scempio, alla discriminazione feroce, alla Costituzione calpestata, alla follia privatoria dei diritti e delle libertà. Indifferenza che si tramuta in complicità. Tra ieri e oggi ho perso due amici: uno purtroppo per effetto avverso, l’altro è vivo ma a causa della sua ottusità non è più frequentabile. Siamo un popolo finito.

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