Alessio Rovera, una Ferrari Hypercar nel futuro?

Alessio Rovera è uno dei giovani più interessanti del mondo dell’endurance. Nato a Varese nel 1995, Rovera si è costruito una solida carriera nelle ruote coperte. Dopo essersi laureato campione italiano Formula Abarth ACI-CSAI e accumulato esperienza in F.Renault 2.0 Alps e Euro F.3 Open fra il 2014 e il 2015, Alessio passò alla Porsche Carrera Cup, conquistando il titolo italiano nel 2017. I suoi successi proseguono nell’Italiano GT nel 2019 e nel 2020. Il 2021 è stata una stagione trionfale per Rovera e il team AF Corse. All’esordio nel FIA World Endurance Championship al volante della Ferrari 488 GTE, insieme a François Perrodo and Nicklas Nielsen vince la classe alla 24 Ore di Le Mans e il titolo iridato nella classe GTE Am. Oltre al successo ottenuto alla mia prima Le Mans, arrivano vittoria alla 6 Ore di Spa, alla 6 Ore di Monza e alla 8 Ore del Bahrain. Al termine della stagione il FIA WEC lo ha premiato come pilota rivelazione dell’anno e a fine novembre 2021, nel corso delle Finali Mondiali del Ferrari Challenge, al Mugello Circuit è stato inserito nel novero dei piloti ufficiali Ferrari nelle competizioni GT.  Per la stagione 2022 il team AF Corse ha deciso di esordire nella categoria LMP2 con l’equipaggio vincente nel 2021 in GTE Am. Nielsen, Perrodo e Rovera si dividono l’Oreca 07 motorizzata Gibson sia nel WEC sia nella European Le Mans Series. A Spa l’equipaggio di AF Corse ha conquistato un’eccezionale pole position; in gara la Oreca italiana è stata penalizzata di tre minuti per un errore di rientro in pista nel corso di una delle neutralizzazioni (bandiere gialle o rosse) resesi necessarie per la pioggia e per i numerosi incidenti. Alla fine, però, è ugualmente arrivato un successo in Pro-Am.

Alessio Rovera, dopo i successi in GT, ecco il primo anno con i prototipi. Come lo stai affrontando?

I primi test che abbiamo fatto sono stati “tosti” perché bisogna abituarsi un po’ alla velocità e a tutto un sistema che avviene rapidamente. Devi più che altro abituarti mentalmente più che fisicamente.

Come definiresti la Oreca-Gibson 07?

Non ho avuto modo di confrontarla con altri prototipi. Il primo passaggio importante è quello di imparare a utilizzare al cento per cento l’aerodinamica in tutta la sua efficienza. Ovviamente hai tantissimo carico aerodinamico, la macchina pesa 950 chili, quindi molto meno in confronto ai 1300 di una GT; si tratta quindi di iniziare a capire il trasferimento di pesi che è molto più rapido e oltretutto la macchina è più rigida. Una volta imparato questo bisogna adattarsi alle gomme Goodyear che hanno una specifica abbastanza dura. Direi che io e i miei compagni di equipaggio ci siamo acclimatati abbastanza bene. Già a Sebring, gara di apertura del WEC, abbiamo siglato la pole.

Come vedi la classe LMP2 nell’attuale contesto del WEC?

Onestamente non saprei. A quanto sembra, nel WEC il prossimo anno ci saranno parecchie Hypercar e quindi le LMP2 avranno forse un po’ meno visibilità in griglia. Sicuramente noi dovremo sfruttare questa annata per ottenere il maggior numero di vittorie e accumulare più esperienza possibile. Quest’anno la LMP2 è supercompetitiva con moltissimi piloti veloci e team all’altezza della situazione.

Come si mette a punto una LMP2?

Sebring è una pista a parte, con tutte le sue irregolarità e i suoi salti. Abbiamo fatto la prima gara dell’ELMS al Paul Ricard e abbiamo avuto qualche difficoltà incontrando la prima pista “normale”. Siamo arrivati a Spa con una buona base e abbiamo trovato la quadra. Fra una pista e l’altra possono esserci dei cambiamenti di set up, ma restano tutto sommato limitati.

Su cosa può intervenire un team su una Oreca-Gibson 07?

Può intervenire praticamente su qualsiasi cosa: molle, altezze, ala. Nel WEC non abbiamo i flap anteriori, non previsti dal regolamento. Come elettronica abbiamo a disposizione due controlli di trazione: uno agisce sullo slip e l’altro sul taglio e anche su quelli si può lavorare un bel po’. In qualifica, ad esempio, si sta più bassi, mentre in gara si cercano settaggi in grado di preservare di più la gomma. Devi anche essere bravo a gestire il carburante perché avendo 65 litri di capacità è necessario cercare di tirare più a lungo possibile lo stint. A Spa uno stint dura una quarantina di minuti.

Si dice spesso che Spa è un test molto importante in vista di Le Mans. Pensi che il discorso sia valido anche per le LMP2?

Sì, avendo tutti questi lunghi rettilinei inizi a capire se la vettura può essere efficiente, soprattutto parlando di altezze. Su tutte le piste stiamo utilizzando il kit Le Mans, obbligatorio, differente da quello montato nell’Europeo, e questo ci facilita.

A che punto è lo sviluppo della Ferrari Hypercar che debutterà nel 2023?

Non sappiamo ancora nulla. Facciamo dei test al simulatore ma ancora noi piloti non abbiamo visto niente di concreto.

Insistiamo con un’altra domanda “difficile”. Farai parte della squadra Hypercar?

Nessuno sa ancora nulla (ride) e per ora non abbiamo informazioni neanche sulla presentazione. Sappiamo che ci stanno lavorando!

Prima o poi la Ferrari Hypercar si paleserà e chissà che Alessio Rovera non possa davvero far parte del ristretto gruppo di piloti che sarà chiamato a difendere il Cavallino nella classe principale dell’endurance dopo così tanti anni di assenza.

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