In margine a un weekend monzese

Monza è Monza. Con tutti i suoi casini, le incertezze, le chiusure annunciate e il baratro incombente. Quando ci arrivi capisci che con una cosa così, l’avessero in Giappone o negli Stati Uniti, ci camperebbe una regione intera. Da noi no, fanno i fighetti e lo fanno pure male.

Per il secondo anno consecutivo, il WEC è passato da Monza e anche se da quelle parti fanno di tutto per perdere ciò che qualsiasi altro circuito farebbe carte false per conquistarsi, Monza ha qualcosa di speciale.

Anche per un fotografo sembra un circuito facile e in realtà è complicato. Io seguo pedissequamente due colleghi che sono in pratica nati là e conoscono ogni gioco di luce e anche ogni cancello. Sono loro che danno istruzioni ai guidatori dei minibus media. Ogni volta che attraversiamo il parco reale non manco mai di scattare qualche foto all’anello dell’alta velocità. Monza, nonostante certi interventi che ne hanno in parte stravolto l’antica patina, conserva preziose vestigia.

Torni sempre da Monza con qualcosa di originale. E’ una pista che attira anche personaggi illustri, che c’entrino o meno con le corse. Trovi Wolfgang Ullrich che osserva la nuova Peugeot 9X8 durante le verifiche. I suoi vecchi rivali. Chissà se ci è rimasto in amicizia. Poi lo rivedi, come un fan qualsiasi, sulla tribuna durante le prove libere.

Un suo glorioso pilota, Dindo Capello, arriva la domenica mattina in sala stampa per farsi un caffè. Parla coi giornalisti con l’umiltà e lo stile che da sempre lo contraddistinguono e anche lui commenta la 9X8, una macchina che non passa certo inosservata. Almeno per ora, fa parlare di sé per l’originalità delle sue soluzioni. Poi arrivi in griglia e vedi un sacco di gente che fotografa una tizia dall’aria schifata. “Chi è quella?”, chiedo a una ragazza dello staff comunicazione del circuito. “Quella? Ma è Diletta Leotta”. Si sente poco. Un baccano di pistole pneumatiche. “Aleotti?”, urlo. “Ma è quella dei medicinali Menarini…? Era a scuola con me, la ricordavo diversa!”. “Leotta! Di-let-ta Le-ot-ta! Ha otto milioni (o dieci milioni? O venti? Non ricordo la cifra) su Instagram!!”. “Cavoli, io ho studiato diciassette anni ed è già grassa se arrivo a cinquanta”. Non ho capito chi sia ma fotografo lo stesso, non si sa mai che le foto possano venire utili. Preferisco Sophia Floersch, che se la tira molto meno e parla pure di macchine. Forza SOP.

Decisamente cordiale Stefano Accorsi, che ammiro da sempre, fin dai tempi dell’Ultimo bacio (anche se in quel caso ammiravo forse più Martina Stella). Parla dei suoi film, lo ricordiamo interprete molto malinconico e direi parecchio convincente in Veloce come il vento. La Glickenhaus parte alla grande. Regge, regge, finché il motore non va in fumo. O affidabilità o prestazioni.

Poi l’Alpine e la Toyota si sportellano. Qualche maligno maligna (altrimenti che maligno sarebbe) di uno scambio del tipo: “tu mi dai una Monza, io ti faccio fare la doppietta in casa tua al Fuji”. In GT la Corvette ce la fa con un colpo di reni. Strategia giusta, ma è ormai evidente che l’attuale formula del BoP sia del tutto da riconsiderare, con buona pace dei tifosi da bar, che ormai dal bar si sono trasferiti su Facebook perché lì si sta più larghi e ti ascoltano pure dall’estero.

Monza è stata caldissima in tutti i sensi. Monza non è mai banale.

4 pensieri riguardo “In margine a un weekend monzese

  1. Il fatto di Ullrich in tribuna, mi fa venire in mente la Superbike a cavallo del 2000, quando in una tribuna semideserta trovai uno dei Castiglioni (i titolari di CAGIVA, all’epoca proprietaria di Ducati).
    Una domanda: Stefano Accorsi è tuttora testimonial (o “Ambassador” che dir si voglia…) di Peugeot?

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  2. Ah, c’era anche il mascherone iper-inflazionato (Leotta)? Preso com’ero dalla prima gara della mia vita, non me ne sono neanche accorto, e se anche me ne fossi accorto, non seguendo il calcio, mi sarebbe importato il giusto.
    Ossia nvlla, con la “v”, alla Federico Sardelli del Vernacoliere.
    Monza non ha mai i soldi per fare niente, sono sempre lì ad un passo dalla chiusura, ma per invitare qualche ennesima insopportabile “vip” da filmino porno “””hackerato””” (che ormai è conditio sine qua non) le risorse le ha sempre.
    Detto ciò, evento cui valeva la pena assistere, perfetto sotto tutti i punti di vista.

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