Lancia Delta HF Integrale di Solido 1:18

Potevamo fare a meno di pubblicare una recensione della Delta HF Integrale di Solido in 1:18? Sì, ma lo facciamo lo stesso, perché al di là delle stucchevoli esagerazioni dei trogloditi da Facebook, la Delta Integrale resta una vettura importante per la storia della Lancia e dei rally. Solido, dopo aver riprodotto anni fa una Integrale 16v in versione corsa, torna sul tema con un modello totalmente nuovo. Si inizia con una stradale nel classico rosso e con la vettura di Carlos Sainz dell’Acropoli 1993. Abbiamo scelto la stradale perché in gamme come Solido le versioni competizione sono sempre condizionate da compromessi che poco hanno a che vedere con esigenze di fedeltà storica di un certo livello (vedi Porsche 935 IMSA Moby Dick). Ha fatto bene Solido a scegliere una vettura così famosa e tutt’altro che inedita? Potremmo dire di sì, poiché questo modello si inserisce in una fascia di prezzo bassa, a beneficio di tutti quelli che non possono o non vogliono acquistare il Kyosho, che da noi si aggira sui duecento euro – dipende dalla referenza.

Il Solido, con i suoi 45-50 euro per la stradale e i 55 per la rally, permette a collezionisti meno abbienti e forse anche meno esigenti di inserire in vetrina un classico dell’automobilismo senza investire cifre a due zeri. In 1:18, la HF Integrale (detta Evoluzione) fu riprodotta a suo tempo in diecast da Ricko; come resincast abbiamo avuto l’EVO2 di LS-Collectibles, con un’orrenda vetratura laterale plotterata. Non costa un capitale ma già questa caratteristica la penalizza. Insomma, Solido ha saputo inserirsi in una nicchia di mercato e c’è da scommettere che di questa HF Integrale ne venderà parecchie, anche se le livree rally da sfruttare non è che siano centinaia come nel caso di una Stratos, di una 037 o anche dell’Integrale 8 o 16v.

Com’è il modello? Più che decente. Vediamone più da vicino le caratteristiche.

Linee: Ottimamente riprodotte, la vettura “c’è”. Del resto, oggigiorno, se si vogliono fare le cose come si deve, le tecniche permettono riproduzioni pressoché perfette, a patto – come sempre – di avere ingegneri e un capoprogetto con l'”occhio” giusto. Come ci dicevano in Solido nel corso di una nostra visita nell’autunno del 2021, l’intervento umano rimane fondamentale nella definizione e nello sviluppo di un modello in scala. L’automazione completa è un’utopia da tecnocrati amanti del pigiamone in pile e dei lockdown. Il fondino riporta gli elementi essenziali delle sospensioni e della meccanica. Ben realizzato il terminale di scarico.

Verniciatura e finitura: La verniciatura è più che adeguata. Togliete subito la fascetta di plastica che tiene ferme le portiere anteriori e passa sul tetto. Già dopo poche settimane lascia tracce iniziando a reagire con la vernice e già sul nostro esemplare abbiamo dovuto lavorare abbastanza di polish per eliminare ogni segno. Occhio quindi. La finitura è onesta e completa. Le plastiche sono ben stampate, tutto è realizzato con sufficiente (quando non buona) cura. Certo, i compromessi sono inevitabili: alcune tampografie non sono precisissime e le foto che pubblichiamo evidenziano, anzi esagerano, alcuni difettucci che su un modello di questa fascia di prezzo possono essere accettabili.

Fra gli elementi più riusciti vi sono i gruppi ottici, le maniglie, i tergicristalli e le varie scritte. A proposito di scritte, lo “strillo” Lancia championne du monde des rallyes 1987 posto sul lato inferiore del lunotto è un po’ incoerente perché troppo vecchio per la Evo, che fu presentata nell’autunno del 1991. Le Delta post-1988 avevano adesivi diversi, e più piccoli, a richiamare le vittorie Lancia nei rally, o ci sbagliamo? Le portiere aprono e chiudono abbastanza bene anche se non con una precisione assoluta.

Vetri: Ben stampati, sono presenti anche sulle portiere, che possono essere aperte agendo sugli specchietti con la dovuta delicatezza.

Ruote e assetto: Ruote e pneumatici ci hanno convinto. Il meccanismo sterzante è piuttosto aleatorio, come su tutti i Solido. Il volante gira insieme alle ruote. Le gomme sono realistiche. Sappiamo che su un modello ruote e gomme, insieme alla verniciatura, sono mezza bellezza.

Interni: Dimenticatevi i dettagli del Kyosho. La plastica utilizzata da Solido per gli interni non è certo esaltante e non fa nulla per nascondere umile fattura. Ciò che ne scapita maggiormente sono i sedili, uno degli elementi meno convincenti in assoluto su questo modello. Il resto può andare: d’altra parte anche gli interni della vera Delta erano abbastanza tristi.

Bene. Non è stata una recensione particolarmente lunga né dettagliata ma speriamo vi sia comunque servita per farvi un’idea di massima del modello. Se per qualsivoglia ragione non avete intenzione di procurarvi il Kyosho, se amate le auto particolari che vi ricordano i rally, questa HF Integrale di Solido fa per voi. Il marchio francese si conferma una realtà dinamica che grazie a OttOmobile si è rimessa del tutto in carreggiata dopo aver rischiato di chiudere baracca.

Una opinione su "Lancia Delta HF Integrale di Solido 1:18"

  1. Per ciò che deve fare, cioè il simpatico acchiappapolvere nei salotti dei non-collezionisti, rischia di dare seri dispiaceri a Kyosho: costa un quarto se non meno, e non è affatto male.

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