Bentley Blower Tim Birkin GP de l’ACF Pau 1930

testo e foto di Marco Nolasco

E’ risaputo, ma poiché questa vicenda è alla base di un insano progetto che ha coinvolto il sottoscritto e un vecchio modello Brumm e ora coinvolgerà anche voi, lo riassumo lo stesso, anche se a grandi linee.

Antefatto automobilistico

Nella seconda metà degli anni ’20 le Bentley e i Bentley Boys la facevano da padroni a Le Mans con le 3 litri, le 4,5 litri e le Speed Six. WO Bentley era contrario alla sovralimentazione, ma uno dei Bentley Boys, nonché finanziatore dell’azienda, Sir Henry “Tim” Birkin, nel 1928, montò un compressore su di una 4,5 litri e riuscì a convincere Bentley a produrre i 50 esemplari necessari per poter partecipare alle competizioni.

Il grosso compressore Roots sistemato davanti al radiatore rese inconfondibili queste vetture.

Due di esse, iscritte privatamente, parteciparono senza fortuna alla 24 ore di Le Mans del 1930, che fu dominata dalle Speed Six ufficiali.

Nello stesso anno era in programma a Pau per il 21 settembre il 24° G.P. dell’ A.C:F., la più vecchia e titolata competizione per vetture da Gran Premio, ma in quegli anni il regolamento dell’ AIACR (la FIA di allora), basato sul consumo, non incontrava i favori delle case automobilistiche, per cui gli organizzatori dei Gran Premi spesso rinunciavano oppure riservavano le gare ad altre categorie di vetture. Anche nel 1930 la situazione era simile, a giugno, tre mesi prima della gara di Pau non vi era neanche un iscritto. Di conseguenza l’A.C.F. cambiò regolamento e passò alla formula libera.

Ciò, insieme a forti pressioni sui piloti francesi, portò in breve tempo 37 iscrizioni, quasi tutte di vetture francesi, in particolare Bugatti, di cui però solo 25 si presentarono a Pau il 21 settembre. Gli italiani avevano ormai pianificato la partecipazione ad altre gare e risultarono assenti, ma l’internazionalità della manifestazione fu assicurata da Tim Birkin, che iscrisse nientepopodimenoche la Bentley Blower a quattro posti con la quale aveva disputato a giugno la 24 ore di Le Mans, alleggerita di tutto l’equipaggiamento da turismo.

Birkin non era certo un fermo e si piazzò subito in sesta posizione dietro a cinque Bugatti. La sua grossa Bentley non aveva la maneggevolezza delle Bugatti nelle curve, ma era la vettura più veloce in rettilineo, 214 km/h contro 210, e ciò, insieme a qualche guaio delle vetture francesi, gli permise di recuperare fino al secondo posto finale dietra alla Bugatti 35C di Philippe Etancelin.
E’ una vicenda che mi ha sempre affascinato, che sappia l’ unico caso di una vettura a quattro posti che arriva seconda in un Gran Premio!

Antefatto automodellistico

Queste Bentley furono riprodotte dalla Brumm negli anni ’80. Sono modelli a parer mio accettabili come fedeltà di linee e, considerata l’epoca, anche come finiture, sicuramente migliori di altre riproduzioni coeve di questa azienda, ma, come spesso è capitato (e a volte ancora capita…) la tentazione di sfruttare oltremodo gli stampi ha provocato qualche “malinteso”.

Nel 1983 uscirono i primi due modelli, che ovviamente mi precipitai a comprare, la n. R-99 e la n. R-100, che riproducono due versioni di una 4,5 litri a passo corto (mi risulta che furono realizzati 713 telai di cui solo 9 a passo corto), una a capote abbassata e con i numeri di gara della vincente a Le Mans nel 1928, che però aveva i parafanghi diversi e non so se fosse una passo corto o lungo (Brumm la indicò come la vincente di Le Mans 1930, ma quella era una Speed Six…) e una stradale con capote chiusa, ma targata UR 6571 come la Birkin Blower sovralimentata che partecipò alla 24 ore del ’30 con il n. 8 (forse riproduce la vettura prima che Birkin la “profanasse” con il compressore…).

Quella che mi interessa è però la terza versione prodotta, il n. R-114 del 1984.

Si tratta proprio della n. 8 di Le Mans 1930 e infatti monta il compressore sul frontale e reca il n. 8. E’, direi, la versione più convincente delle tre e in questo caso il passo corto penso che sia corretto perché anche Minichamps, credo nel 2006, la realizzò così.

E’ forse il caso di segnalare che l’analoga “Blower” della Lesney in scala 1/52, la famosa MOY n. Y-5 che quelli come me hanno tutti, riproduce una versione a passo lungo, quella con il telaio HF 3187 e la targa YU 3250 del Montagu Museum.

L’ idea insana

Avendo in collezione due Birkin Blower n. 8 di Le Mans 1930, la Brumm e la Minichamps, ho quindi pensato di ripercorrere al quarantatreesimo la strada di Birkin e di togliere al Brumm tutto quello che lui tolse alla sua vettura per ricavare proprio la versione che portò al secondo posto a Pau nel 1930.

Inizio con un confronto tra i due modelli prima dell’ intervento…

…e continuo con il wip.

Smontato il modello, piuttosto complesso, ho tolto e limato da pianale e carrozzeria tutto quello che non servirà nella nuova versione. Ho quindi chiuso qualche foro e ne ho aperto uno nuovo per la barra dello sterzo, che manca nel Brumm. Per aggiungere qualche dettaglio mi sono riferito sia alle foto della vettura reale che al Minichamps.

La carrozzeria è rimasta la stessa, solo qualche modifica ai fori per correggere delle inesattezze, per aggiungere lo sterzo e per eliminare quello che non serve.
Occorre rendere opaca la parte posteriore per simulare la pegamoide. Ho cercato di riprodurla mescolando un verde e un nero opaco Humbrol fino ad avvicinarmi alla tonalità del verde già dato con bomboletta e ho punteggiato il modellino a pennello intinto nello smalto piuttosto denso. La macro esagera l’effetto. In una foto compare il Minichamps per confronto.

Qualche pennellata all’abitacolo e al telo che ricopre i sedili posteriori. Mi sono basato sulle tinte del Minichamps.

Compare qualche dettaglio, il retro è autocostruito, il parabrezza è quello originale, ma adattato alla nuova versione, che si dovrebbe intravedere. Le cinghie sono quelle originali riverniciate. 
Ho inserito alcuni rivetti nelle traverse del telaio. Ho dettagliato un pochino il cruscotto.

Il risultato, con un confronto con il Minichamps e con il Brumm originale nella versione stradale. Infine una foto della vera impegnata a Pau e la Bentley affiancata alla Bugatti T35 come la vincitrice di Eligor per valutare le dimensioni.

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