AutoModelli, storia (minore) di una chiusura

AutoModelli, la rivista fondata nel 1982 da Mario Barteletti, visse solo un biennio. Eppure le premesse erano ottime e i contenuti mostrati nei pochi numeri pubblicati, altrettanto validi. Già a fine 1984 le pubblicazioni dovettero cessare ma la direzione, che aveva sede in Via Giovanni Arrivabene a Roma, fu molto corretta e propose agli abbonati una serie di opportunità per recuperare ciò che restava del prezzo pagato.

La lettera con cui la redazione di AutoModelli annunciava agli abbonati la sospensione delle pubblicazioni. Siamo nei primi mesi del 1985 e il periodico fondato da Mario Barteletti sarebbe definitivamente scomparso dal panorama editoriale

Ad inizio 1985 giunse una lettera da parte della redazione che sembra scritta oggi, nella quale si ricordavano i notevoli aumenti del costo della carta, dell’inchiostro, delle pellicole e soprattutto della spedizione in abbonamento postale. “Un ‘mea culpa’ – proseguiva la lunga lettera – lo debbono recitare anche le Case del settore che – pur tenendo in giusta considerazione la nostra testata – non hanno ritenuto opportuno darci la pubblicità. Allo stato attuale dei fatti, però, è vitale avere un adeguato e costante supporto pubblicitario”. Sembrano cose scritte oggi e invece sono passati quarant’anni.

Nonostante i tentativi di recuperare risorse fresche, AutoModelli non riprese mai le pubblicazioni.

Per recuperare il residuo di cui erano creditori, agli abbonati vennero offerte alcune alternative: ricevere tre arretrati a scelta, acquistare il kit dell’Alfa Romeo 1750GS 1929 di Bosica ad un prezzo ridotto oppure acquistare un modello su cui è opportuno spendere qualche parola.

Negli anni ’70-’80, Barteletti, oltre ad essere un giornalista apprezzato, era anche un valido modellista: ricordiamo alcune belle elaborazioni di auto da competizione su base Solido che venivano pubblicate su varie riviste specializzate, fra cui la nostrana Quattroruotine. Barteletti amava però anche le Alfa Romeo di Mebetoys e Burago (era lui stesso un orgoglioso guidatore di Alfa), dalle quali ricavava dei signori modelli. Alcuni ricorderanno un bell’articolo, proprio su AutoModelli, dove si descriveva come elaborare e migliorare l’Alfa 6 di Norev. Queste elaborazioni era possibile ritrovarle alle principali borse dell’epoca, a Milano, a Roma o a Torino. Qualche modello circola ancora oggi, seppur in condizioni spesso critiche, con pezzi staccati e danni vari legati al tempo e all’incuria.

Nella busta era allegata una foto in bianco e nero con tre Alfa Romeo Giulietta elaborate su base Burago 1:43. Notare la raffinatezza dei particolari e la cura nella colorazione dei vari dettagli. I tergicristalli erano in fotoincisione e l’antenna in metallo con molla alla base era quella che veniva venduta direttamente da AutoModelli nel periodo di uscita della rivista

Il modello proposto come alternativa di rimborso fu una Giulietta su base Burago (riproduzione uscita nel 1982), che veniva commercializzata con ruote speciali e rifiniture veramente notevoli, fra cui la famosa antennina metallica che all’epoca di AutoModelli era venduta come accessorio a parte (ricordo l’annuncio: “nell’1:43 è finito il tempo delle antenne fuori scala”).

Non saprei quanti aderirono effettivamente alle varie proposte. Per parte mia, rammento che ci pensai e ripensai per diversi giorni (l’avrei pagata 45.500 lire, quanto un kit di fascia alta) e alla fine non ne feci di nulla. Mi piacerebbe oggi recuperare uno di questi modelli, e qualche anno fa ne individuai anche un paio su eBay, venduti – come si potrà facilmente immaginare – da gente che non aveva la più pallida idea di cosa fossero. Ma in questo settore difficilmente i treni passano una volta sola e anzi, i ritrovamenti seguono logiche spesso così curiose che diresti siano stati orditi da qualche creativo regista in vena di stramberie.

4 pensieri riguardo “AutoModelli, storia (minore) di una chiusura

  1. Fu una ottima esperienza questa, ero abbonato e la rivista diventò presto bimestrale. All’epoca non c’era niente di simile. Ottimi articoli con recensioni e suggerimenti “tecnici” veramente superlativi. Delle vendite promozionali, acquistai una edizione riservata alla rivista (con tanto di logo stampato sul fondino) della Ferrari F1 C2 del 1982 del Maestro Vincenzo Bosica. Comprata e inviata a un famoso assemblatore di quei giorni perché ne volevo una costruzioni al top. … ma l’assemblatore si trasferi dalla sua residenza e sparì dai radar… dell’ambiente. Quindi di fatto mi fu rubata. KTSM ^_^

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    1. Davvero molti conservano un bellissimo ricordo di quelle uscite. Nel 1982 avevo 11 anni e ricevere il numero 0 fu una finestra su un mondo che senza contatti e senza viaggi era per me alquanto ristretto, se si eccettua il benemerito TSSK che ti salvava dal buio più totale. Ricordo anch’io dei bellissimi servizi: la storia della King, la lista di tutti i modelli Alfa Romeo, le autocostruzioni in grande scala, le recensioni dei modelli (memorabile l’anteprima della Porsche 356A di Bosica, uscita nell’autunno 1983) e tanto altro ancora. Quanto ai kit illecitamente trattenuti (diciamo così per non dire fregati), condivido un’esperienza con uno dei montatori top di AMR, che probabilmente ha pensato bene di godere di un’immunità legata al suo particolare status: due Ferrari 412P Annecy che gli detti ingenuamente e che non mi restituì mai, non rispondendo più né al telefono né per iscritto.

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