AO Racing: come Rexy, Roxy e Spike hanno rivoluzionato il marketing nell’endurance moderna

Testo di Nicola Lettieri. Foto di Nicola Lettieri e David Tarallo

Nel motorsport moderno esistono squadre vincenti, squadre iconiche e squadre capaci di lasciare un segno nella cultura popolare dell’automobilismo. AO Racing, in pochissimi anni, è riuscita probabilmente a diventare tutte e tre le cose contemporaneamente.  

Fondata nel 2022 da P.J. Hyett – co-fondatore di GitHub (una piattaforma web globale utilizzata dagli sviluppatori per archiviare, condividere e collaborare alla creazione di software)e grande appassionato Porsche – insieme al pilota statunitense Gunnar Jeannette, la squadra americana nasce inizialmente come un progetto endurance destinato al campionato IMSA. Nessuno, probabilmente, immaginava che quel piccolo team sarebbe diventato nel giro di poco tempo una delle realtà più popolari dell’intero panorama GT mondiale.  

La differenza rispetto alle tradizionali squadre endurance apparve evidente sin dall’inizio. AO Racing non voleva semplicemente schierare vetture competitive ma voleva creare qualcosa di riconoscibile, emozionale e capace di coinvolgere il pubblico ben oltre il semplice risultato sportivo. L’idea nacque quasi casualmente osservando il casco personale di Hyett, decorato con un Tyrannosaurus Rex ed un unicorno ispirati ai suoi figli. Gunnar Jeannette intuì immediatamente il potenziale di quell’immagine e propose una domanda destinata a cambiare completamente l’identità del team: “E se trasformassimo l’intera macchina in un dinosauro?”. Fu così che nacque Rexy. 

La prima apparizione di AO Racing nel paddock IMSA avvenne alla Rolex 24 at Daytona 2023 con una Porsche 911 GT3 R caratterizzata da una livrea tributo alla Porsche 935 “Swap Shop” vincitrice quarant’anni prima. Ma il vero punto di svolta arrivò poche settimane dopo, alla 12 Ore di Sebring 2023, quando la Porsche #77 si presentò in classe GTD completamente trasformata nel gigantesco Tyrannosaurus Rex verde destinato a diventare uno dei simboli dell’endurance moderna1.

La livrea, realizzata dal designer T.J. Harley, mostrava una bocca con denti enormi, occhi aggressivi, piume preistoriche e dettagli fumettistici che rendevano la GT3 tedesca qualcosa di completamente diverso rispetto a qualsiasi altra macchina del paddock IMSA. Non sembrava più una semplice Porsche da corsa ma un personaggio vivo. Ed è probabilmente proprio questo il punto fondamentale del progetto AO Racing: Rexy non è mai stato trattato come una livrea, ma come una creatura con una propria personalità, una propria evoluzione ed una vera continuità narrativa. 

L’impatto mediatico fu immediato. In un motorsport sempre più standardizzato, dominato da livree corporate e grafiche spesso molto simili tra loro, Rexy appariva come un oggetto completamente fuori scala. Bambini, fotografi, appassionati e social network iniziarono rapidamente a trasformare la Porsche verde nel fenomeno più virale del paddock IMSA. AO Racing aveva intuito qualcosa che gran parte del motorsport moderno sembrava aver dimenticato: le corse possono ancora essere divertenti, leggere ed emozionali senza perdere competitività. Ed infatti, mentre il pubblico iniziava ad innamorarsi del dinosauro verde, la squadra americana si dimostrava anche veloce in pista. Nel 2024 Laurin Heinrich e Sebastian Priaulx conquistarono con Rexy la prima vittoria AO Racing nella classe GTD Pro IMSA a Laguna Seca. Successivamente arrivarono i successi di Detroit ed Indianapolis, fino alla conquista del titolo IMSA GTD Pro 2024. Parallelamente il team ampliò il proprio programma entrando anche nella classe LMP2 IMSA con una Oreca 07 Gibson che ricevette immediatamente anch’essa una propria identità narrativa: nacque così “Spike”, il dragone viola e arancione ufficialmente presentato da AO Racing come il “cugino” di Rexy e Roxy. Perché nel frattempo anche il dinosauro verde aveva ormai una sorella. 

Nel 2023 il team presentò infatti “Roxy”, la Porsche rosa debuttata al Michelin GT Challenge di VIR e descritta ufficialmente come la sorella di Rexy. Anche in questo caso il successo fu immediato. AO Racing iniziò progressivamente a costruire un vero universo narrativo in cui le vetture non erano semplici auto da corsa ma personaggi appartenenti alla stessa famiglia. Quando Roxy partecipava ad alcune gare al posto di Rexy, il team scherzava sui social spiegando che il dinosauro verde fosse “in vacanza”. Sembrano dettagli marginali, ma in realtà rappresentano probabilmente una delle operazioni di branding più intelligenti mai viste nel moderno motorsport endurance. Il pubblico non seguiva più semplicemente una Porsche GTD Pro o una Oreca LMP2. Seguiva Rexy, Roxy e Spike come protagonisti di una vera storia seriale che gara dopo gara continuava ad evolversi. 

Uno degli aspetti più geniali del progetto AO Racing riguarda infatti proprio l’evoluzione narrativa delle vetture. Rexy, Roxy e Spike non rimangono mai identici. Cambiano. Evolvono. Ogni vittoria importante aggiunge dettagli celebrativi ai personaggi. Nel caso di Rexy, i successi iniziarono progressivamente a trasformarsi in “gold teeth”, denti dorati applicati alla Porsche come trofei simbolici. Era un’idea semplicissima ma straordinariamente efficace: ogni gara contribuiva materialmente alla costruzione del personaggio. Nel 2025 AO Racing portò questo concetto ad un livello ancora superiore dopo alcuni danni subiti da Rexy che, per un contatto in pista, perse il paraurti anteriore durante la Rolex 24 at Daytona. Invece di limitarsi a riparare la vettura, il team pubblicò ironicamente sui social che il dinosauro era stato portato “dall’ortodontista”. Alla successiva 12 Ore di Sebring la Porsche si presentò infatti con un vero apparecchio ortodontico applicato ai denti anteriori. La trovata divenne immediatamente virale. AO Racing arrivò addirittura a spiegare che i “dinosaur DNA doctors” avevano prescritto a Rexy del Mobil 1 per rimetterlo in salute. Dopo le successive vittorie persino l’apparecchio iniziò ad evolversi con fili dorati celebrativi, coerentemente con la logica narrativa già utilizzata per i gold teeth. Ormai il paddock IMSA non stava più semplicemente seguendo una Porsche GT3. Stava seguendo la “vita” di Rexy. 

Nel 2025 AO Racing realizzò probabilmente una delle proprie creazioni più spettacolari introducendo “Skeleton Rexy” e “Skeleton Spike” per la Petit Le Mans di Road Atlanta. Le due vetture vennero completamente trasformate in versioni scheletriche con ossa illuminate, dettagli horror e livree a tema Halloween che invasero immediatamente i social network del motorsport. La Porsche sembrava letteralmente un dinosauro fossilizzato in corsa, mentre l’Oreca appariva come uno scheletro draconico futuristico. Ancora una volta AO Racing dimostrò di possedere una capacità quasi unica nel motorsport contemporaneo: trasformare semplici livree in veri eventi mediatici.  

La creatività del team continuò ad evolversi anche nel 2026, quando IMSA annunciò il tradizionale weekend “throwback” di Laguna Seca. Molte squadre avrebbero celebrato livree storiche del passato, ma AO Racing aveva un problema curioso: il team era troppo giovane per avere una vera storia da omaggiare. La soluzione fu geniale. Invece di guardare indietro, la squadra decise di mostrare Rexy “prima di diventare Rexy”. Nacque così “Sketchy”, una Porsche trasformata in un gigantesco bozzetto tridimensionale con linee da marker, scarabocchi verdi, dettagli volutamente incompleti e tratti che simulavano il disegno originale di un designer su carta. Secondo Gunnar Jeannette, la realizzazione della vettura fu molto più complessa del previsto perché creare un’estetica apparentemente disordinata ma armonica su una GT3 reale richiese un enorme lavoro grafico. Il risultato finale fu straordinario: Sketchy sembrava letteralmente una Porsche ancora intrappolata nella fase creativa del proprio processo di progettazione. 

Proprio qualche giorno fa AO Racing è tornata nuovamente virale in vista del weekend IMSA di Detroit 2026. Per il cittadino del Michigan Rexy si presenterà infatti con un paradenti applicato sul frontale e giganteschi guantoni da boxe disegnati sulle portiere. Il team ha descritto ironicamente la Porsche come “ready for a street fight”, trasformando Detroit in una sorta di incontro di pugilato urbano tra GT3. Anche questa volta la trovata rappresenta la naturale prosecuzione narrativa della storyline iniziata con l’apparecchio ortodontico di Sebring ed anche questa volta il paddock IMSA ed i social network hanno reagito immediatamente. 

AO Racing non si è limitata a costruire un fenomeno mediatico. Ha anche compreso l’importanza di coinvolgere nuove generazioni di appassionati. Nel 2026 il team ha infatti lanciato ufficialmente l’“AO Kids Club”, una membership dedicata ai giovani tifosi di Rexy, Roxy e Spike. Il kit comprende tessera ufficiale, lettera di benvenuto, patch, adesivi premio, pin e persino missioni da completare durante i weekend IMSA. Anche questo dettaglio racconta molto della filosofia AO Racing. Per anni il motorsport moderno ha inseguito un’immagine sempre più corporate, tecnica e distante dal pubblico più giovane. AO Racing ha invece scelto la direzione opposta: rendere le corse nuovamente divertenti, accessibili ed emozionali anche per bambini e famiglie. 

E a proposito di bambini, anche se un po’ “cresciuti” come noi collezionisti, è opportuno evidenziare che il fenomeno AO Racing è rapidamente esploso anche nel mondo del collezionismo di automodelli, cosa tutt’altro che scontata per una squadra endurance così giovane. Rexy, Roxy, Spike e le loro continue evoluzioni narrative sono infatti diventati in pochissimo tempo autentici oggetti di culto per collezionisti e appassionati die-cast / resin-cast.  

Mini GT – marchio collegato a TSM Models – è stata tra le prime aziende a comprendere il potenziale commerciale della Porsche dinosauro, iniziando a produrre versioni in scala 1:64 delle vetture AO Racing rapidamente diventate sold out presso numerosi rivenditori specializzati. Il successo è stato tale da portare rapidamente alla realizzazione di numerose varianti dedicate alle diverse “evoluzioni” dei personaggi, comprese le versioni Skeleton Rexy, Roxy, Spike. 

Il fenomeno collezionistico si è però esteso ben oltre la scala 1:64. True Scale Miniatures (TSM) e Spark hanno infatti iniziato a produrre diversi modelli AO Racing anche in scala 1:43, trasformando Rexy e Spike in pezzi da collezione. In particolare Spark ha realizzato la Oreca LMP2 “Spike” di Le Mans sia in scala 1:43 sia 1:18, mentre TSM ha dedicato diverse uscite alle Porsche GT3 R di Rexy e Roxy nelle configurazioni IMSA più celebri tra cui le configurazioni speciali di Sebring con apparecchio ortodontico e con i denti d’oro. 

La consacrazione definitiva del fenomeno è probabilmente arrivata quando anche LEGO ha deciso di trasformare Rexy in un set ufficiale Technic. Presentato nel 2025 e commercializzato dal gennaio 2026, il modello LEGO Technic Porsche 911 GT3 R REXY AO Racing riproduce fedelmente la celebre GT3 IMSA in livrea Tyrannosaurus Rex attraverso un kit da 1313 pezzi completo di sospensioni funzionanti, motore boxer a sei cilindri, differenziale, martinetti pneumatici e persino il celebre “gold tooth” celebrativo del titolo IMSA GTD Pro 2024. 

Il fatto che una moderna Porsche GT endurance sia riuscita contemporaneamente a diventare modellino Mini GT, Spark, TSM e perfino set LEGO ufficiale racconta probabilmente meglio di qualsiasi statistica quanto AO Racing sia riuscita a costruire qualcosa di molto più grande di una semplice squadra corse. Per molti collezionisti, infatti, acquistare Rexy o Spike non significa semplicemente comprare una macchina in scala, ma possedere un frammento di uno degli universi narrativi più originali mai apparsi nel motorsport contemporaneo 

Dopo il successo ottenuto a Le Mans nel 2025 in classe LMP2 Pro/Am con Dane Cameron, Louis Delétraz e P.J. Hyett, il team ha deciso di espandere ulteriormente il proprio universo creativo introducendo una nuova mascotte per il programma AO by TF alla 24 Ore di Le Mans 2026. È così nato “Rockie the Pegasus”, il gigantesco Pegaso rosso e viola destinato a vestire la Oreca #99 LMP2 Pro/Am. Diversamente da Rexy, Roxy e Spike, Rockie non appartiene al mondo preistorico ma a quello mitologico ed è ispirato allo storico simbolo Mobil 1. Secondo AO Racing il personaggio rappresenta il desiderio di “prendere il volo” verso una nuova avventura alla Sarthe dopo il successo conquistato nel 2025. Anche in questo caso il team non si è limitato a creare una semplice livrea. Rockie è stato immediatamente presentato come un vero personaggio con una propria identità narrativa all’interno dell’universo AO Racing. 

Ed è probabilmente proprio qui che si trova il vero capolavoro della squadra americana. Molte vetture nella storia del motorsport sono diventate iconiche. Ma pochissime hanno continuato ad evolversi nel tempo come se fossero creature vive. Rexy non è rimasto fermo al 2023. Ha perso denti, è andato dall’ortodontista, ha indossato guantoni da boxe, è diventato uno scheletro, ha mostrato il proprio bozzetto originale. Ed il pubblico ormai non aspetta soltanto la prossima gara IMSA. Aspetta il prossimo capitolo della storia di Rexy. In un motorsport sempre più standardizzato, AO Racing è riuscita probabilmente nell’impresa più difficile di tutte: ricordare al paddock che le corse possono ancora essere creative, leggere, spettacolari e capaci di far sorridere senza perdere competitività. E forse è proprio questo il motivo per cui Rexy, Roxy, Spike e compagni sono ormai diventati qualcosa di molto più grande di semplici macchine da corsa. 

  1. https://pitlaneitalia.com/2023/03/18/rexy-la-porsche-dinosauro-a-sebring/ ↩︎

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