La storia di una vita: la collezione di Michel Elkoubi a Le Mans

Ogni volta che vado a Le Mans, passo ore davanti alla collezione di Michel Elkoubi esposta al museo. Di questa straordinaria raccolta ho scritto spesso su PLIT ma non mi stanco mai di pubblicare ulteriori foto e riflessioni, tanto l’argomento è affascinante e sempre diverso, a saperlo guardare sotto luci diverse.

Intanto perché questa collezione è la storia di una persona. Ogni modello racconta un momento. Alcuni modelli gli arrivarono direttamente da me ed è buffo “incontrarli” di nuovo: di ognuno ricordo come e quando lo spedii a Michel o glielo passai di persona nel periodo in cui lavorava col team di Pescarolo nella Le Mans Series. Questa raccolta dice anche molto di come un collezionista doveva attrezzarsi fino a venti o trent’anni fa se voleva mettere insieme una raccolta coerente su un determinato tema. Non esistevano i resincast, i diecast andavano elaborati, i kit erano pochi e bisognava lavorare come dei dannati per trasformare, modificare o semplicemente trovare delle decals adatte. Quando Starter e Provence Moulage iniziarono a riprodurre praticamente la griglia intera della 24 Ore di Le Mans, il compito si semplificò un po’ rispetto agli anni ’80 ma restava da combattere con kit che spesso erano ostici da verniciare e da montare. Insomma, oggi è facile dire: “ho la griglia completa di Le Mans 2023, 2024 o 2025”. Basta aspettare Spark e Looksmart, ordinare nei posti giusti, pagare e il gioco è fatto. Sei hai i soldi sei a posto. All’epoca, se avevi soldi eri uno che aveva in casa caterve di kit, fogli di decals, bustine di cerchi Tron e Robustelli e vecchi Solido da segare, fresare e stuccare. Al mondo erano in pochi a poter vantare una raccolta sulla 24 Ore di Le Mans come quella di Elkoubi. Ne ricordo una in Inghilterra, una negli Stati Uniti, una in Italia e sinceramente non credo fossero altrettanto complete.

Alla borsa di Ruaudin, alla vigilia della 24 Ore, parlavo con un collezionista di Parigi che ogni anno arriva a Le Mans, fa i suoi giri, incontra Bruno Allinand e altri artigiani, compra, discute, insomma fa quello che ogni appassionato medio dell’era pre-virtuale faceva appena poteva. Ha una certa età e ciò che può sembrare affascinante ad uno che negli anni ’80 per ragioni anagrafiche non poteva ancora muoversi liberamente, a lui sembra semplicemente vecchio e/o superato. Non tutto, ma molto. Ed è quindi forse comprensibile che alcune osservazioni non le recepisca del tutto. Un po’ paradossale, in ogni caso, che debba essere io a spiegargli che la collezione del museo non debba essere toccata o smembrata nelle sue componenti fondamentali, in risposta alla sua osservazione che “via via certi modelli non più attuali potrebbero essere sostituiti con produzioni recenti”. No e poi no. Lodevole l’iniziativa dell’A.C.O. di proseguire l’acquisto dei pezzi di attualità anno per anno sotto forma di Spark, Looksmart, TSM e compagnia cantante, tanto ormai esistono solo quelli; ma le vecchie annate non vanno toccate. Casomai vanno restaurate, perché come ho scritto altrove la luce artificiale ha avuto effetti deleteri sugli acetati e su certe decals o verniciature. Ma mai e poi mai vorrei vedere una Gruppo C di Automany, una Porsche 934 di JPS, una Lola di Esdo o una Porsche MRE essere rimpiazzate da un qualsiasi resincast cinese in un insieme che rispecchia una vita di passione, di esperienze straordinarie, di successi e di repentini crolli, com’è stata quella di Michel Elkoubi, scomparso recentemente in circostanze tragiche. Guardi le decine di ripiani e da quella festa di forme e di colori non emerge solo un’armonia sensoriale ma emerge fortissima l’essenza stessa della 24 Ore di Le Mans, della sua storia, delle persone e dei mezzi meccanici che l’hanno resa così unica. Ed emerge ovviamente anche la storia di chi nel modellismo si è sforzato di riprodurre un secolo di progresso tecnico e di impegno sportivo.

Siamo sicuri che si è preso l’incarico di curare e seguire i modelli sia pienamente cosciente dell’essenza di questa collezione che – ve lo garantiamo – ammalia chiunque visiti il museo alle porte del circuito.

Vi lascio un’ulteriore quantità di foto inedite della collezione, scattate lo scorso 10 giugno. Molte altre ne trovate negli ormai numerosi articoli su PLIT consacrati a questa raccolta.

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