Documentazione: Argus de la Miniature n°179 Speciale Le Mans 1/43

Sono passati trent’anni: è banale dire che sembra ieri però per chi c’era sembra davvero ieri. Alla vigilia della 24 Ore di Le Mans 1996, la rivista francese Argus de la Miniature, uscì con un numero speciale che conteneva un repertorio di tutti i modelli 1:43 riproducenti le vetture che avevano corso la gara della Sarthe dal 1923 al 1995.

Argus de la Miniature non era nuova a exploit di questo genere. Spesso i numeri proponevano retrospettive molto complesse su temi, marche e produttori di modelli. Ci voleva coraggio e la redazione non si lasciava smontare facilmente.

Lo speciale Le Mans fu un lavoro di una portata praticamente inedita. Fino a quel momento in pochissimi si erano azzardati a ripercorrere la storia della gara nel modellismo 1:43, tranne qualche collezionista competente come Michel Sordet, che nei vari numeri di Ma Caollection pubblicava retrospettive dedicate alle varie edizioni. Lo studio di Argus occupava quasi l’intero fascicolo (numero 179, maggio-giugno 1996), estendendosi su una settantina di pagine belle dense. La concezione era semplice e seguiva il nome del fabbricante in elenco alfabetico: si iniziava con Acorn per finire con Zwicky. Inframmezzavano le liste alcune pagine con gallerie fotografiche in bianco e nero e a colori.

La metà degli anni ’90 fu probabilmente l’ultimo periodo in cui un’iniziativa di questo genere poteva essere concepita da una rivista: ben presto sia i produttori di diecast, sia gli specialisti dei resincast avrebbero invaso il mercato con centinaia di modelli all’anno, colmano in poco tempo lacune che prima sarebbe stato inconcepibile riempire con la produzione artigianale, malgrado di sforzi delle varie Starter, Provence Moulage, Mini Racing, Automany, DAM e via di seguito.

Il risultato del lavoro di ricerca fu buono anche se non ottimo. Non vogliamo essere eccessivi nella critica ma pur riconoscendo l’enorme sforzo di reperimento e catalogazione di un materiale già notevole, il repertorio uscì con moltissimi errori – alcune volte banali, altre volte pienamente giustificabili – e lacune, dovute al fatto che forse mancò un gruppo di specialisti in grado di effettuare una revisione finale.

Ogni lista riportava numero di catalogo, anno di uscita (qui gli errori e le omissioni si accumularono senza soluzione di continuità), caratteristiche tecniche del modello come presenza di vetri, sospensioni o interni, parti apribili eccetera, denominazione della vettura con numero di gara e risultato, eventuale numero di pezzi prodotti, materiale, forma (kit, montato, transkit, transkit montato), quotazione in franchi francesi e colore. Oggi, a rifare uno spoglio di questo tipo, non basterebbe un libro di cinquecento pagine. Resta apprezzabile il valore della pubblicazione che ancora oggi può costituire un’utile base per ricerche e approfondimenti. Il fascicolo non è difficile da trovare sul mercato (eBay in primis) e se non l’avete ancora ve lo consigliamo per il suo interesse storico e documentario.

Lascia un commento