Documentazione: Cooper Cars di Doug Nye

Occasionalmente su PLIT analizziamo volumi ormai datati ma che per un motivo o per l’altro hanno segnato un’epoca e restano dei classici imprescindibili nella storiografia automobilistica.

Per anni la casa editrice oxfordiana Osprey Automotive ha pubblicato libri dai contenuti eccellenti, soprattutto per quanto riguarda le vicende dei costruttori di oltremanica. E’ appena il caso di ricordare la triade sulla BRM a cura di Doug Nye con Tony Rudd.

Lo stesso Nye nel 1983 pubblicò con Osprey la prima edizione di una storia completa della Cooper, che aveva il pregio di essere il risultato di un’esclusiva ricerca negli archivi del marchio, con la diretta collaborazione di John Cooper.

E’ bene ricordare che i primi anni ’80 si contraddistinsero per una rinnovata produzione libraria di argomento automobilistico, con opere che iniziavano ad avere tutti i crismi di una ricerca storica nel senso più proprio del termine. Cooper Cars ebbe successo e altre due edizione seguirono nel 1987 e nel 1991. In quegli anni nella produzione libraria inglese si era raggiunto un notevole equilibrio fra risultati storici-documentari e veste grafica, con volumi di grande consistenza, “seri” sotto tutti i punti di vista.

La quarta e ultima edizione uscì nel 1997, ed è quella che recensiamo in questo articolo. Con quasi 400 pagine, resta tutt’oggi l’opera di riferimento per la Cooper anche se ovviamente altri volumi su argomenti più specifici – in particolare sulle Mini – hanno fatto la loro comparsa nel corso degli anni1. Una storia della Cooper dalle origini alle ultime versioni della Mini, passando per tutte le categoria nelle quali il marchio britannico si è fatto onore: monoposto, sport, turismo ma anche i record di velocità.

Un libro densissimo e ricco di foto all’epoca del tutto inedite, moltissime delle quali non sono mai finite nel gran calderone abusivo del web. I testi sono autorevoli e documentati, mai noiosi anche se di alto valore tecnico. A meno che non siate bibliofili con una qualche ragione per cercare l’editio princeps o un’altra delle edizioni intermedie, vi consiglio la quarta, che è ovviamente la più esatta e completa. Non è un’opera difficile da reperire e che ancora oggi è una delle migliori monografie mai scritte su uno specifico costruttore automobilistico.

  1. In realtà – tanto per citare un esempio illustre – la prima edizione di Works Minis risale addirittura al 1971, con successive revisioni e ristampe. Magari ci torneremo. ↩︎

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