testo e foto del modello: Nicola Lettieri
Nel precedente articolo dedicato ad AO Racing1 avevamo concluso osservando come il pubblico ormai non aspettasse soltanto la prossima gara, ma anche il successivo sviluppo dell’universo costruito attorno a Rexy, Roxy, Spike e agli altri personaggi del Team. Un nuovo capitolo è arrivato in Giappone, in occasione della cinquantesima edizione della 1000 km di Suzuka, dove il 13 settembre 2026 una Porsche 911 GT3 R bianca, rossa e nera, caratterizzata da una grafica ispirata alla figura del samurai, ha tagliato per prima il traguardo dopo oltre sei ore e mezza di gara. La vettura si chiama “Bushi Rex”, corre con il numero 8 sotto le insegne AO by Absolute Racing ed è stata affidata a Laurin Heinrich, Alessio Picariello e Julien Andlauer; con questa vittoria AO Racing ha ottenuto la prima affermazione assoluta GT della propria storia proprio al debutto nell’Intercontinental GT Challenge, mentre Porsche è tornata a vincere la 1000 km di Suzuka dopo trentadue anni.
Anche in questo caso, però, il risultato sportivo rappresenta soltanto una parte della vicenda, perché “Bushi Rex” nasce all’interno della stessa impostazione narrativa che AO Racing utilizza ormai da alcuni anni per caratterizzare le proprie vetture. Il nuovo personaggio non viene infatti presentato semplicemente come una versione di Rexy adattata al contesto giapponese, ma, secondo la storia costruita dal team, come un suo antenato. Il riferimento nasce dalla trasferta giapponese del 2023, quando la livrea Rexy ha vestito la Porsche 911 RSR #56 di Project 1–AO Racing impegnata nella 6 Ore del Fuji del FIA World Endurance Championship. Proprio da quell’esperienza AO Racing ha costruito, tre anni dopo, la storia di Bushi Rex: secondo il racconto volutamente fantasioso del team, durante il soggiorno in Giappone Rexy avrebbe approfondito le proprie origini scoprendo una discendenza dal leggendario “Rex Family Samurai Clan”, il cui più grande guerriero sarebbe stato proprio Bushi Rex. Il nome richiama il termine giapponese “Bushi”, con cui si indicava il guerriero appartenente alla classe militare dei samurai, ed è da questa genealogia immaginaria che AO Racing ha sviluppato l’identità grafica scelta per la 1000 km di Suzuka.








La Porsche mantiene alcuni degli elementi ormai associati a Rexy, a cominciare dalla grande bocca dentata sul frontale, ma rinuncia al tradizionale verde brillante per adottare una combinazione prevalentemente bianca, rossa e nera, arricchita da caratteri giapponesi, riferimenti grafici alla cultura samurai e dettagli scheletrici che richiamano chiaramente Skeleton Rexy, la versione utilizzata alla Petit Le Mans 2025. Il risultato conserva quindi una continuità visiva con le precedenti vetture AO Racing senza limitarsi ad una semplice variazione cromatica, perché Bushi Rex, pur appartenendo chiaramente alla stessa famiglia, possiede una caratterizzazione sufficientemente definita da poter vivere come personaggio autonomo.
Anche il progetto sportivo ha avuto una struttura diversa rispetto ai programmi abituali del team. Per affrontare Suzuka, AO Racing ha collaborato con Absolute Racing, squadra con una lunga esperienza nelle competizioni GT asiatiche, con il supporto di Porsche Motorsport Asia Pacific, affidando la Porsche #8 a tre piloti ufficiali Porsche: Laurin Heinrich, Alessio Picariello e Julien Andlauer. Tutti avevano già avuto rapporti con AO Racing e, in particolare, Heinrich aveva un legame stretto con il team dopo la conquista del titolo IMSA GTD Pro 2024 al volante di Rexy.
Il fine settimana di Suzuka è stato condizionato dal maltempo, con pioggia e pista bagnata durante buona parte delle prove e delle qualifiche, e Bushi Rex ha ottenuto la sesta posizione sulla griglia di partenza. Anche nella mattinata della gara il circuito si è presentato ancora umido, prima che le condizioni migliorassero progressivamente, e nella prima parte della corsa Picariello ha mantenuto la vettura nel gruppo di testa senza assumere rischi inutili, mentre Andlauer ha proseguito il lavoro senza perdere contatto con i primi. Il lavoro ai box ha avuto un ruolo importante nel permettere alla Porsche di avvicinarsi ulteriormente alla testa della gara, prima della fase decisiva affidata a Laurin Heinrich.
Dopo la neutralizzazione, il pilota tedesco si è trovato in quinta posizione ed ha progressivamente recuperato terreno, superando la Ferrari PONOS Racing, sfruttando la lotta tra la Porsche gemella di Absolute Racing e la Corvette JMR e raggiungendo infine la Ford Mustang GT3 EVO di Christopher Mies. Il sorpasso per la prima posizione è arrivato nella parte iniziale del circuito di Suzuka, con una manovra completata nel tratto che porta verso la curva Dunlop; da quel momento la Porsche #8 ha mantenuto il comando e Picariello, prima, e Heinrich, poi, hanno gestito il vantaggio fino alla bandiera a scacchi.
Bushi Rex ha completato 184 giri, per una distanza complessiva di 1.068,48 chilometri, in 6 ore, 31 minuti e 18,239 secondi, chiudendo con 51,416 secondi di vantaggio sulla Ford Mustang #64 di Christopher Mies, Dennis Olsen e Frédéric Vervisch, mentre al terzo posto è arrivata l’altra Porsche di Absolute Racing, la #7 affidata ad Ayhancan Güven, Alessandro Ghiretti e Dorian Boccolacci. Per Porsche si è trattato della dodicesima vittoria nella storia della 1000 km di Suzuka e della prima dal 1994, mentre per AO Racing il successo ha rappresentato, come detto, la prima affermazione assoluta GT.
Come già accaduto con Rexy, Roxy, Spike e le altre vetture del team, anche Bushi Rex ha avuto immediatamente una presenza che è andata oltre la pista. AO Racing ha infatti affiancato al debutto della vettura una linea di merchandising dedicata al nuovo personaggio, proponendo fin da subito un assortimento piuttosto ampio di articoli di abbigliamento e accessori. L’immagine di Bushi Rex compare su magliette, cappellini, adesivi, portachiavi e numerosi altri prodotti, alcuni dei quali riprendono direttamente il tema giapponese scelto per la vettura; tra questi figura anche l’hachimaki, la tradizionale fascia giapponese da indossare sulla fronte, che si inserisce in maniera piuttosto naturale nell’identità samurai attribuita al personaggio.
Non manca naturalmente il peluche, ormai quasi una costante nel merchandising dedicato alle mascotte AO Racing, così come sono disponibili diversi prodotti rivolti anche al pubblico più giovane, con magliette proposte anche nelle taglie per bambini e in differenti interpretazioni grafiche, comprese quelle in stile cartoon. Anche sotto questo profilo il collegamento con la strategia seguita negli ultimi anni è evidente, perché AO Racing ha progressivamente costruito un pubblico che comprende non soltanto gli appassionati di endurance, ma anche bambini, famiglie e collezionisti, sviluppando parallelamente iniziative come l’AO Kids Club e un catalogo di prodotti che continua ad ampliarsi ad ogni nuova evoluzione dei propri personaggi.
Un ruolo importante continua naturalmente ad avere anche il settore degli automodelli, che già con Rexy, Roxy e Spike aveva dimostrato quanto le vetture AO Racing fossero particolarmente adatte a trasformarsi rapidamente in oggetti da collezione. Per Bushi Rex non sono mancate le riproduzioni Spark nelle scale 1:64, 1:43 e 1:18, coprendo quindi i principali formati utilizzati dagli appassionati. Tramite alcuni contatti giapponesi, sono riuscito ad entrare in possesso del modellino in scala 1/43 (codice SP903) venduto all’interno di uno special corner del Suzuka Circuit Official Shop predisposto per la 1000 km e disponibile anche alla Spark Gallery Tokyo nei giorni della gara. Il modello attualmente disponibile non riproduce ancora l’esemplare nella configurazione effettivamente utilizzata durante la gara, ma la cosiddetta “versione di presentazione”, con alcune differenze negli sponsor e nella colorazione di alcuni particolari.
Si tratta comunque di un modello molto accurato, sebbene realizzato in fretta e furia per accompagnare il debutto della vettura ma con la solita cura che Spark riserva a queste produzioni promozionali, spesso realizzate in quantitativi contenuti e capaci, nel giro di poco tempo, di diventare oggetto di vere e proprie contese a suon di quattrini tra i collezionisti. Spark ha già annunciato per il prossimo novembre una nuova versione (codice SP910) espressamente catalogata come “Winner Suzuka 1000km 2026” e corredata dalla pit board celebrativa del primo posto; al momento, tuttavia, non è ancora chiaro se il modello presenterà differenze nella riproduzione della vettura rispetto alla SP903 o se si tratterà essenzialmente della stessa miniatura proposta in versione celebrativa con l’aggiunta della pit board. Naturalmente ci saranno anche le versioni in scala 1/64 e 1/18.





A rendere la situazione ancora più interessante è stata la stessa AO Racing, che attraverso il proprio store ufficiale ha aperto i preordini di una speciale produzione Spark di Bushi Rex nelle scale 1/64, 1/43 e 1/18, fissandone la consegna per la primavera del 2027. Il team ha annunciato inoltre un packaging ed un windshield banner esclusivi per gli esemplari acquistati direttamente attraverso AO Racing. Considerato il ben maggiore lasso di tempo disponibile per la realizzazione, è ragionevole ritenere che in questo caso le possibilità di trovarsi di fronte ad una riproduzione definitiva della vettura così come ha effettivamente corso e vinto a Suzuka siano decisamente maggiori. Per averne la certezza bisognerà comunque attendere la presentazione delle immagini del modello di produzione.
È un meccanismo ormai consolidato per AO Racing: la vettura viene presentata in pista insieme ad una precisa identità visiva e narrativa e, quasi contemporaneamente, quella stessa identità viene trasferita su abbigliamento, accessori, peluche e automodelli. Nel motorsport questo processo avviene spesso in un momento successivo, quando una vettura ha già acquisito notorietà attraverso risultati sportivi o una lunga presenza in gara; AO Racing ha invece sviluppato un modello differente, nel quale la componente sportiva, quella narrativa e quella commerciale procedono fin dall’inizio in parallelo.
Bushi Rex rappresenta quindi una naturale prosecuzione di quanto AO Racing ha costruito negli ultimi anni. Rexy ha inaugurato un modo diverso di presentare una vettura GT al pubblico, trasformandola in un personaggio riconoscibile anche al di fuori del paddock, mentre Bushi Rex applica la stessa impostazione ad un contesto differente, quello giapponese, mantenendo continuità con il resto della famiglia ma introducendo una propria identità. La vittoria di Suzuka aggiunge semplicemente un ulteriore elemento a questa storia, perché alla componente grafica, narrativa, commerciale e collezionistica si affianca fin dalla prima apparizione anche un risultato sportivo concreto, confermando ancora una volta come la capacità di tenere insieme competizione, comunicazione, merchandising e collezionismo rappresenti uno degli aspetti più interessanti del progetto AO Racing.
