Dopo la storia di Old Cars in tre puntate1, è la volta di un capitolo specializzato che tratterà dei mezzi di trasporto per vetture da competizione, un tema da sempre molto caro ai collezionisti. E nella necessità di un editing piuttosto pesante del testo originale inglese, abbiamo deciso di proporvelo in italiano, tanto i lettori stranieri potranno facilmente tradurlo grazie ai programmi ormai integrati nei browser.
di Fedor Eliseev e Marco Nolasco (revisione di David Tarallo)

Alla fine degli anni ’80 Old Cars era diventata una delle maggiori produttrici di veicoli commerciali pressofusi non solo in Italia ma in tutta Europa. L’azienda sfornava camion e autobus in numerose livree, comprese quelle delle squadre sportive Ferrari e Alfa Romeo. Di norma, le flotte dei team erano composte da Iveco Daily e Turbodaily e da autobus per il trasporto del personale. Modelli di questo tipo ebbero un enorme successo tra i clienti e vennero anche venduti nei negozi ufficiali Ferrari.
La grande richiesta di veicoli collegati alla Ferrari incoraggiò Luigi e Gisella Castellani a scoprire un nuovo segmento di mercato: le bisarche per le competizioni. Old Cars aveva nella propria gamma un’ampia selezione di camion Iveco che venivano utilizzati dalla squadra Ferrari come trattori. Questa opportunità permise di realizzare una gamma di trasportatori da competizione anni ’70-2000, anche con la progettazione di speciali rimorchi.
Old Cars realizzava i rimorchi in plastica, con la parte posteriore apribile. Non mancavano alcuni dettagli degli interni.
Le prime bisarche da competizione Ferrari furono commercializzate alla fine degli anni ’80 e confezionate in speciali scatole di cartone. Venivano utilizzati due tipi di confezione: scatole grigie con polistirolo all’interno e scatole rosse con finestre in plastica recanti il logo Ferrari.
Durante gli anni ’90-2000 furono prodotti cinque tipi di bisarca Ferrari : Iveco 170 per le stagioni 1977-78, Iveco 190.38 1981-82, Iveco Turbostar 1984-85, Iveco Stralis 2000-2002 e Iveco Stralis 480 2006-2008 (gallery sotto).






Oltre ai trasportatori per la squadra Ferrari di F.1 furono aggiunte altre versioni. Per esempio, l’Iveco 190.38 fu realizzato nelle livree Lancia Martini e Alfa Romeo F.1 della stagione 1984.


Old Cars vendeva separatamente trattori e rimorchi, venendo incontro a varie esigenze dei clienti ma di norma la maggior parte dei collezionisti preferiva acquistare i set completi.
A metà degli anni ’80 alcuni modelli Old Cars, compresa la bisarca Iveco Turbostar, furono riconfezionati in scatole Eligor per il mercato francese. Non esiste una risposta precisa sul motivo per cui gli importatori decisero di venderli come Eligor (foto sotto).

Apparentemente ciò avvenne perché il marchio Old Cars non era stato registrato in Francia e i negozi volevano evitare problemi. Nel 1986 la famiglia Castellani registrò il proprio marchio in Francia e i rivenditori ebbero l’opportunità di lavorare direttamente con il produttore.
Negli anni 2000 Eligor invase il mercato dei camion europei in scala 1/43, iniziando la produzione in Cina. Osservando il successo dei trasportatori da competizione Ferrari prodotti in Italia, i francesi decisero di realizzare propri modelli e riprodussero una vasta gamma di veicoli degli anni ’90-2000 di squadre come Arrows, Jordan, Stewart e così via. Ma non disponevano della licenza Ferrari e così Old Cars mantenne la propria posizione in questo segmento.
Quando Iveco ebbe urgentemente bisogno di lanciare lo Stralis con il rimorchio Ferrari, Old Cars non era ancora pronta, mentre Eligor lo stava producendo in Cina. Poiché Eligor non disponeva della licenza Ferrari, Iveco decise di realizzare un modello composto da trattore Eligor e rimorchio Old Cars che confezionato in scatola Old Cars.
Nel 1992 l’azienda italiana realizzò lo Scania 143M su ordine della divisione italiana del marchio. Questo camion venne utilizzato dalla squadra Benetton F.1, che stipulò un contratto con Old Cars per produrre la versione della stagione 1993. Questo fu l’ultimo anno in cui Benetton utilizzò il colore giallo e lo sponsor Camel, prima che il colore blu e i loghi Mild Seven li sostituissero nel 1994.

Producendo trattori e rimorchi Iveco degli anni ’70-’90, Luigi e Gisella Castellani decisero di ampliare la gamma dei trasportatori da competizione con veicoli più o meno fedeli anni ’50 e ’60. La loro scelta cadde sul famoso Fiat 642 RN Bartoletti. Basato sul telaio di un autobus, questo trasportatore fu costruito dalla Carrozzeria Bartoletti di Forlì. Questo camion era in grado di trasportare tre vetture, parti di ricambio e diversi membri della squadra, offrendo loro condizioni abbastanza confortevoli. Nel 1956 furono costruiti due trasportatori per la Scuderia Ferrari e qualche tempo dopo uno per le Officine Maserati. Le squadre li utilizzarono fino alla fine degli anni ’60.
Per riprodurre questa famosa bisarca da competizione in scala 1/43, Old Cars contattò la Carrozzeria Bartoletti e ricevette i disegni originali. Fu svolto un lavoro approfondito e nel 1992 vennero commercializzati i primi modelli nella livrea Ferrari, che avevano una carrozzeria in plastica e un telaio pressofuso. La piattaforma di carico era resa piuttosto bene e riproduceva il meccanismo di ingresso delle vetture. I modelli disponevano di specchietti retrovisori e di interni realistici. Erano confezionati in una speciale scatola di cartone di colore verde contenente una fotografia del mezzo reale. Per un fissaggio sicuro, all’interno veniva aggiunto del polistirolo. Più tardi si passò a una scatola di colore rosso, unificata per i veicoli della collezione Ferrari.
Gli appassionati delle vetture di F.1 furono molto felici di aggiungere il Fiat 642 RN Bartoletti alle loro collezioni. Potevano completarli con ulteriori monoposto di diversi produttori e immaginare una trasferta verso i campi di gara.







Nel 1995 Old Cars aggiunse alla propria gamma un Maserati nella caratteristica livrea gialloblu della stagione 1957. Oltre ai colori standard furono prodotte versioni speciali verniciate in giallo, bianco, nero e blu. Si trattava di ordini di un cliente che aveva un negozio sul Lago di Garda e che vendeva colorazioni di fantasia a numerosi clienti italiani e stranieri come edizioni esclusive.



Dopo il successo del Fiat 642 RN Bartoletti, nel 1998 Old Cars commercializzò il suo successore, l’OM 160 Rolfo.




La Scuderia Ferrari utilizzò una nuova generazione di bisarche dal 1967 fino alla metà degli anni ’70, quando trattori e rimorchi sostituirono i veicoli speciali. Fu approntato dalla Rolfo S.p.A. di Bra, azienda fondata nel 1885 e specializzata in rimorchi e veicoli speciali. Il nuovo trasportatore beneficiava di una costruzione avanzata ed era basato su telaio OM.
Il modello in scala 1/43 fu creato in collaborazione con Rolfo utilizzando disegni originali e documenti d’archivio. Come nel caso del Fiat 642 RN Bartoletti, aveva carrozzeria in plastica e base metallica, ma furono aggiunte nuove caratteristiche: porte posteriori e laterali apribili e interni completamente dettagliati. La porta laterale era inoltre completata da una scala in posizione aperta. La confezione era la stessa del trasportatore Bartoletti.
Furono prodotte due versioni, 1967 e 1968. La differenza tra loro consiste esclusivamente in alcuni loghi degli sponsor tecnici sulla carrozzeria.
Alla fine degli anni 2000 e all’inizio degli anni 2010 le aziende europee dovettero affrontare l’invasione proveniente dalla Cina. Le vendite diminuirono significativamente e molti marchi interruppero l’attività. Era necessaria una nuova strategia per sopravvivere alle nuove condizioni e a Rio Tattarletti, proprietario di Brumm, venne una brillante idea: realizzare set costituiti dai trasportatori Old Cars e dalle vetture di F.1 Brumm.
Dal 2012 al 2019 furono commercializzati diversi eccellenti set che coprivano importanti eventi dei Gran Premi anni ’50-’80. Di norma, i set erano diffusi in diverse configurazioni con vetture, pneumatici, piloti, meccanici e varie attrezzature da corsa. Erano inoltre disponibili accessori aggiuntivi per ottenere una scena completa.
La confezione aveva un design speciale ed era dotata di un sistema magnetico apribile e richiudibile, che riproduceva parti delle vetture da corsa. Ogni set era prodotto in edizione limitata e numerata, con tanto di certificati.
Gli anni ’50 erano rappresentati dal set Maserati della GP d’Italia del 1957 a Monza. Furono realizzate due varianti: bisarca Fiat 642 RN Bartoletti più tre Maserati 250F di Juan Manuel Fangio nr.2, Harry Schell nr.4 e Jean Behra nr.6, due meccanici, due piloti e due set di pneumatici, riproducendo l’atmosfera della gara finale del campionato 1957 a Monza, oppure bisarca più vettura di Fangio con un set di pneumatici (ambientazione del GP di Germania, dove il pilota argentino divenne campione del mondo).

La scatola di cartone conteneva informazioni sui piloti della Scuderia Maserati per la stagione 1957 e i numeri individuali del set. Solo 500 unità furono realizzate. I classici ganci del cofano furono riprodotti sulla parte superiore della scatola.
Per completare il set per la stagione 1957, i clienti avevano l’opportunità di acquistare separatamente le vetture dei piloti privati Joakim Bonnier e Masten Gergory, appartenenti alla Scuderia Centro Sud, e un set garage con sei meccanici e ulteriori pneumatici.
La stagione 1957 fu un trionfo per la Scauderia Maserati. Fangio ottenne quattro vittorie e divenne campione del mondo in Germania con due gare d’anticipo. I suoi compagni di squadra Schell e Behra non furono altrettanto fortunati e riuscirono a conquistare solo un secondo e un terzo posto. Il successo del 1957 fu l’ultimo per Maserati.
Gli anni ’60 furono invece rappresentati dal set Scuderia Ferrari GP d’Italia a Monza 1961. Come nel caso precedente, venivano offerte due configurazioni: bisarca Fiat 642 RN Bartoletti più tre Ferrari 156 (Phil Hill nr.2, Richie Ginther nr.6 e Ricardo Rodriguez nr.8), due meccanici e due set di pneumatici, oppure bisarca con pneumatici di ricambio più la sola vettura di Hill in configurazione test.
Furono realizzate soltanto 100 unità del primo set e 500 del secondo. La confezione era standard per i set F.1 e conteneva informazioni sui piloti Ferrari della stagione 1961. Nel sistema di apertura erano riprodotte parti del motore.
Per gli anni ’70 fu scelto il GP d’Italia 1970. Questo set era composto dal trasportatore OM 160 Rolfo più le Ferrari 312B di Jacky Ickx nr.2, Clay Regazzoni nr.4 e Ignazio Giunti nr.6, oltre a due meccanici, il figurino di Regazzoni e tre set di gomme. Era inoltre disponibile una versione composta dal camion e dalla vettura di Ickx. La confezione riportava soltanto i numeri di gara di Ickx e Regazzoni.
Brumm realizzò anche una versione speciale del set di Monza ’70 con teca espositiva in acrilico. Ne furono realizzate solo 50 unità.
Nonostante avesse in gamma alcune eccellenti monoposto come la 312 T4, Brumm non riprodusse questa parte della storia nei set e proseguì con gli anni ’80, aprendo questo decennio col del GP di Monaco 1981.
Questo comprendeva trattore e rimorchio Fiat 170, due Ferrari 126CK di Gilles Villeneuve nr.27 e Didier Pironi nr.28, set di pneumatici e figure di entrambi i piloti. I set dedicati a Villeneuve erano talmente popolari che, oltre all’edizione standard di 500 unità, furono prodotti speciali set Golden Edition (500 pezzi) e Japan Edition (100 pezzi). Era disponibile anche il set costituito dal trasportatore da competizione senza la vettura di Pironi. Una vasta selezione di figure e attrezzi veniva offerta separatamente.
Il set Old Cars/Brumm del GP di San Marino 1982 rievocava un anno tragico per la Ferrari, con il famigerato finale di gara in cui Pironi non rispettò gli ordini di scuderia.
Il set più completo era costituito dal trasportatore da competizione Iveco 190, due Ferrari 126 C2 di Villeneuve nr.27 e Pironi nr.28, figurini di entrambi i piloti con i loro caschi e ruote di ricambio. Era disponibile una versione senza la vettura e il figurino di Pironi. Ogni set era prodotto in 500 unità.




Brumm offriva una grande quantità di equipaggiamento aggiuntivo, come distributore di carburante, serbatoio d’aria, motori, estintore, cassette degli attrezzi ecc.
L’ultimo set consacrato agli anni ’80 fu quello del GP del Belgio 1984. Michele Alboreto vinse quella gara al volante della 126 C4. Il suo compagno di squadra René Arnoux fu terzo.


Nel 2019 Old Cars e Brumm lanciarono il loro ultimo set: Scuderia Ferrari alla Targa Florio del 1972. Comprendeva l’OM 160 Rolfo, due 312 PB, due piloti (Arturo Merzario e Sandro Munari) e due meccanici. Ne furono realizzate soltanto 50 unità e oggi questo è il set più raro tra tutti gli altri.

Da allora non sono più stati prodotti set da competizione Old Cars/Brumm. Old Cars ha cessato l’attività nel 2023, mentre Brumm è ancora viva e vegeta e cerca di adattarsi alle esigenze di un mercato complesso facendo il massimo possibile con mezzi limitati a disposizione. Oggi il segmento delle bisarche di F.1 è occupato dai produttori cinesi che li realizzano per Eligor e Centaura. Ma Old Cars, che ha aperto la strada in questo segmento più di trent’anni fa, offre una qualità molto migliore rispetto alla Cina e non dovremmo dimenticare questo fatto.







Inoltre, i collezionisti realizzavano i propri set da competizione, alcuni dei quali sono in parte di fantasia. Per esempio, un set comprendente Fiat 642 RN Bartoletti e tre Ferrari 156 gialla (gallery sotto). In realtà è esistita una sola 156 gialla, iscritta dall’Ecurie Nationale Belge al GP del Belgio 1961, pilotata da Olivier Gendenbien2.


Si ringraziano sentitamente Gisella e Alessandro Castellani per il loro aiuto nella stesura di questo articolo e Carmodel, The Reds Model Cars e RM Toys per il permesso di utilizzare loro immagini.
- https://pitlaneitalia.com/2026/05/12/old-cars-story-part-1/, https://pitlaneitalia.com/2026/06/10/old-cars-story-part-2/, https://pitlaneitalia.com/2026/08/13/old-cars-story-part-3/ ↩︎
- Nota di David Tarallo. Nelle due foto del set giallo pubblicate qui si notano tre Ferrari 156 diverse: l’unica realistica è quella col numero di gara nero senza bollo; le altre sono di fantasia, cosa confermata dalla consultazione del database di Paul Sheldon (A record of GP and Voiturette Racing) per l’anno 1961. Col numero di catalogo S06/17, Brumm realizzò nel 2006 la Ferrari 156 di Gendebien al GP del Belgio ’61 come gadget ufficiale in serie limitata per l’Ecurie Francorchamps. ↩︎
