Quella fine ottobre 2023 non la ricordo tanto per le Finali Mondiali al Mugello quanto per l’acquisizione da Massimo Martini di un bel lotto di modelli che non gli interessavano più e che volle passarmi perché sapeva che me ne sarei preso cura. Non finirò mai di essergliene riconoscente e via via diversi pezzi come un paio di Matra di Solido sono stati del tutto recuperati, restaurati, in una parola valorizzati.
Anche il Nostro, prima che il baco della Porsche se ne impossessasse definitivamente, usava raccogliere un po’ tutto ciò che usciva, con un occhio particolare alle Sport Prototipo, che nei primi anni ’70 affascinavano l’intera popolazione dei collezionisti. Nel lotto c’era un modello legato a una storia incredibile che non vi racconterò perché è troppo privata. Basterà però ricordare che erano presenti vari Solido elaborati, dei Safir, alcuni Norev e così via. Insomma, la base di ciò che si poteva trovare in quel periodo in cui iniziavano a spuntare i primi speciali.
In questi giorni ho messo mano a tre McLaren e visto che temi come questo raccolgono un discreto successo su PLIT, ve le presenterò nella loro semplicità. Nella rubrica “Storie di modelli” ci staranno benissimo.
Era comune acquistare i migliori diecast e migliorarli anche con pochi interventi, come la verniciatura di piccoli dettagli, cosa che già da sola era in grado di far compiere al modello un notevole passo avanti in termini di realismo generale. La McLaren M8D di Solido, numero di catalogo 176, uscì nei primi mesi del 1970, restando in produzione fino al 1976. A chi desiderava una versione plausibile senza dover riverniciare tutto non restava che cercare il modello arancione, scansando accuratamente quello giallo. L’esemplare delle foto presenta le prese e le uscite d’aria riempite di nero, così come sono stati ridipinti in nero i tromboncini di aspirazione e i supporti dell’ala posteriore.




Nell’abitacolo alcune aggiunte di alluminio simulano la scocca. Una generale ripulita, la lucidatura del parabrezza in plastica trasparente blu e alcuni ritocchi di arancione a mascherare qualche piccolissima sbucciatura hanno riportato il modello allo stato in cui doveva trovarsi a elaborazione compiuta.
Nel lotto, la McLaren Solido aveva una gemella: le ruote erano state sostituite da un set Norev, l’alettone era assente mentre la coda presentava un flap che potrebbe ricordare quello della M8A. Un’elaborazione più spinta programmata e poi accantonata? Chiederò.


Terzo pezzo, uno di quei Mattel Gran Toros che tanto facevano incavolare Autosprint, che li recensiva con la puntuale rabbiosa delusione di chi avrebbe voluto vedere qualcosa di più coerente ma che ogni volta doveva arrendersi davanti a colori metallizzati e livree fantasiose. Peccato perché le idee della Mebetoys erano anche buone. La McLaren M8D uscì nel 1971 e Massimo Martini la elaborò con scrupolo, aggiungendo qua e là piccoli dettagli, come i tiranti che dal rollbar arrivavano all’ala posteriore.



Il modello era giunto ai nostri giorni privo del cruscotto: ne ho aggiunto uno adattandolo da una McLaren di Solido. Per la decorazione, Massimo ricorse a quella del carnet Solido numero 112, che replicava le decals della M8B catalogo 176. Purtroppo si tratta di una “licenza poetica” perché la M8D aveva numeri di gara diversi dalla M8B. Ma all’epoca chi ci faceva caso? Una bella ripulita con lucidatura finale e qualche ritocco di verniciatura ha reso giustizia a un’elaborazione che è molto meno “leggera” di quanto sembri a prima vista.

Senza cadere nella banale retorica, credo che sia compito dei collezionisti salvare e perpetuare la memoria di questi modelli, trattandoli con rispetto e – perché no – facendoli conoscere a chi non ha vissuto epoche ormai piuttosto lontane, in cui forse ci si sapeva divertire di più, con meno aggressività e meno isteria.
