Auto e Moto d’Epoca 2026: l’arte del restauro, cultura tecnica e formazione

Salvaguardare le auto storiche significa preservare non soltanto un patrimonio di cultura e tecnologia, ma anche il sapere artigianale che permette di mantenerle in vita. Da qui la sfida del ricambio generazionale: formare nuovi professionisti, trasmettere competenze specialistiche e trasformare la passione per i veicoli d’epoca in un’opportunità concreta di lavoro.

È stato questo il filo conduttore di “L’arte del restauro: cultura tecnica e formazione per meccanici di auto d’epoca”, il confronto promosso da Autopromotec nello spazio ACI – ACI Storico, nell’ambito di Auto e Moto d’Epoca. L’incontro, inserito nel programma del Festival della Cultura Tecnica promosso dalla Città metropolitana di Bologna, ha riunito esperti, artigiani e formatori per approfondire le prospettive professionali del settore e le strategie per garantire continuità a mestieri altamente specializzati.

Moderato dal giornalista Carlo Di Giusto, il confronto ha visto la partecipazione dell’on. Giovanni Battista Tombolato, vicepresidente di ACI Storico; di Nicola Verdicchio e Sergio Schiavon dell’Accademia del Restauro dei Veicoli Storici di CNA Padova; di Andrea Agnoletto, docente dell’Accademia ed esperto battilamiera; di Simone Marchioni, meccanico e artigiano dell’Officina Marchioni Auto Storiche; e di Gianmarco Rossi, gommista e titolare dell’Officina F.lli Rossi Pneumatici d’epoca.

Al centro del dibattito, la necessità di investire nella formazione e favorire l’incontro tra le nuove generazioni e i professionisti custodi di competenze preziose. Dalla meccanica alla carrozzeria, fino agli interventi specialistici sugli pneumatici d’epoca, il restauro richiede infatti conoscenze tecniche, esperienza sul campo e una sensibilità artigianale che può essere tramandata soltanto attraverso un percorso strutturato di apprendimento.

«La tutela delle automobili e le competenze delle persone che sanno mantenerle in vita devono andare di pari passo. Bisogna essere gelosi custodi di queste automobili, ma anche trasmettere le nostre competenze ai giovani. Vedere un parterre pieno di ragazzi mi riempie veramente di gioia», ha sottolineato Giovanni Battista Tombolato, richiamando anche l’esigenza di rafforzare il dialogo con le istituzioni per consentire agli artigiani di mettere la propria esperienza al servizio della formazione e diventare docenti.

Un passaggio di competenze che parte dalla passione, ma che deve tradursi in opportunità professionali concrete. «Io, Andrea e Nicola abbiamo costituito questa scuola soprattutto per i giovani. È fondamentale che i ragazzi abbiano passione, che la sentano dentro e che quello che fanno piaccia loro. Noi dobbiamo mostrare quello che si può fare e stimolare questa passione. Noi artigiani abbiamo bisogno di un ricambio generazionale e non ci sarà futuro se non formeremo le figure professionali necessarie», ha evidenziato Sergio Schiavon.

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