Mini Racing transkit sequel: ritorno alle origini. Alpine A441, Porsche Carrera RS e Renault R12 Sinpar

A parte avete letto l’approfondimento sul transkit Mini Racing per la Mercedes W123 di Solido. Pubblichiamo qui il resto del contributo che ci ha inviato oggi Marco Nolasco, riguardante altri tk Mini Racing della primissima produzione. Niente di meglio che riportare esattamente ciò che Marco mi ha scritto: “Inizio con il primo tk del marchio, il n. 501 che trasformava l’ Alpine A441 normale, versione che vinse la gara di Hockenheim dell’Europeo Marche 2000 1974 con Alain Serpaggi, in quella che arrivò quarta l’anno seguente alla 1000 km di Monza con Lella Lombardi e Marie Claude Beaumont. Il tk comparve sul TSSK a fine 1976 e costava 3000 lire. Nel mio modello rifeci i fari ritagliando due tondini di lamierino per simulare le ottiche, quelle di Tron erano ancora di là da venire”.

“Continuo con il secondo tk, il n. 502 del 1977. Il costo nel frattempo era salito a 4500 £. (il 50%!).Trasforma la Porsche Carrera stradale, ovviamente sempre Solido, nella RS che si ritirò al Tour de Corse 1972 con Gérard Larrousse e Chistian Delferier. Non lo confronto con l’originale perché non è a portata di mano”.

“Il terzo, n. 503 sempre del 1977 e sempre 4500 £, è la citata versione corsaiola della R12 break. Si tratta della celeberrima Sinpar 4×4 che vinse il Côte d’Ivoire-Côte d’Azur del 1976-77 con  Jean-Claude Briavoine e Alain Ogier. L’originale fu purtroppo ritoccata, come usava allora (ci mancherebbe, non c’è mica nulla di strano, anzi. Sarebbe assurdo metterci delle fotoincisioni o roba del genere n.d.r.)”.

E per finire, non un transkit ma un kit, sempre Mini Racing: “Concludo – scrive Marco – con l’unico kit Mini Racing della mia collezione. Dovrebbe essere il n. 2B del 1976, ma quando apparve la prima volta sul TSSK aveva il n. 1. Il n. 2 era la Simca CG Proto. E’ la famosa maialino rosa di Le Mans 1971. Rifeci o aggiunsi alcuni dettagli, come i fari (i due blocchi originali di resina giallastra erano terribili…), il tergi e i faretti di illuminazione dei numeri di gara. Il retro è abbozzato. All’epoca la documentazione scarseggiava e andai di nero opaco. Il rosa è una mistura di rosso e bianco Humbrol steso a pennello. Di bombolette rosa neanche l’ombra, almeno dalle mie parti”.

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