Manthey-Racing “Grello”: storia, vittorie e mito della Porsche regina del Nürburgring

testo e foto di Nicola Lettieri / foto di David Tarallo

A distanza di alcuni anni dal mio precedente articolo dedicato alla “sbandata” del Manthey Grello ed al fenomeno collezionistico nato attorno ai modellini della celebre Porsche giallo-verde1, vale probabilmente la pena tornare sull’argomento spostando però l’attenzione dalla dimensione modellistica a quella strettamente sportiva e storica.

Alla vigilia della 24 Ore del Nürburgring 2026, infatti, il “Grello” non rappresenta più soltanto una delle Porsche GT più riconoscibili del motorsport moderno, ma una vera icona contemporanea della Nordschleife. E l’edizione 2026 assume un significato particolare perché Manthey-Racing celebra contemporaneamente i propri trent’anni di attività ed i dieci anni della moderna interpretazione della livrea “Grello” sulla Porsche 911 GT3 R, evoluzione diretta delle storiche Porsche giallo-verdi di Manthey già protagoniste assolute al Nürburgring negli anni precedenti. Non a caso, proprio per la 24 Ore del Nürburgring 2026, Manthey-Racing ha presentato una livrea celebrativa che richiama esplicitamente alcuni elementi stilistici delle storiche Porsche dell’epoca “Der Dicke”, creando così un ideale collegamento visivo tra le vetture che dominarono la Nordschleife negli anni Duemila e l’attuale generazione.

Fondata nel 1996 dall’ex pilota Olaf Manthey e con sede a Meuspath, a pochi chilometri dal Nürburgring-Nordschleife, Manthey-Racing è diventata nel corso degli anni una delle strutture più importanti e vincenti del motorsport GT internazionale. Dopo la fusione con Raeder Automotive e la successiva riorganizzazione societaria, Porsche AG è divenuta azionista di maggioranza della società, consolidando ulteriormente il legame tra la Casa di Stoccarda ed il team di Meuspath.

Quando si parla di Nürburgring e di Porsche, il nome Manthey è ormai impossibile da separare da quello del Grello. Non si tratta soltanto di una vettura da corsa, né semplicemente di una livrea riuscita. Il Grello è diventato nel tempo un simbolo visivo e sportivo: una Porsche che gli appassionati riconoscono immediatamente, anche nel traffico della Nordschleife, anche nella notte, anche quando il numero di gara o la generazione della 911 cambiano.

La storia, però, non nasce dal nulla. Prima del Grello moderno c’erano già le Porsche giallo-verdi di Manthey-Racing, le vetture che hanno costruito il mito del team di Meuspath alla 24 Ore del Nürburgring.

Dopo gli assalti mancati dei primi anni Duemila, la consacrazione arrivò nel 2006 con la Porsche 911 GT3-MR n. 28 vincitrice assoluta della 24 Ore del Nürburgring, pilotata da Lucas Luhr, Timo Bernhard, Mike Rockenfeller e Marcel Tiemann.

Da lì iniziò una sequenza irripetibile: 2007, 2008 e 2009 videro ancora Manthey sul gradino più alto del podio, questa volta con la 911 GT3 RSR “Der Dicke”.

Quelle Porsche larghe, aggressive ed immediatamente riconoscibili contribuirono enormemente a costruire il mito delle livree giallo-verdi Manthey al Nürburgring. Il Grello moderno, in fondo, non è altro che l’evoluzione naturale di quella tradizione.

Tra gli episodi più emblematici della lunga storia Manthey nella VLN/NLS merita certamente di essere ricordata la 6h ADAC Ruhr-Pokal-Rennen del 2010. In quella occasione Manthey-Racing monopolizzò completamente il podio assoluto della gara piazzando tre Porsche 911 GT3 R ai primi tre posti finali, una dimostrazione di forza impressionante che ancora oggi rappresenta una delle immagini più iconiche dell’endurance Nürburgring moderno.

Quella tripletta contribuì ulteriormente a consolidare il legame tra le Porsche giallo-verdi di Manthey ed il Nürburgring, anticipando idealmente ciò che alcuni anni più tardi sarebbe diventato il mito contemporaneo del Grello.

Il 2011 aggiunse un ulteriore tassello alla leggenda. La Porsche 911 GT3 RSR di Manthey conquistò la quinta vittoria assoluta alla 24 Ore del Nürburgring e fissò il record sulla distanza con 156 giri completati. Fu il punto più alto dell’era “Der Dicke”, ma anche il ponte ideale verso quello che sarebbe diventato il Grello contemporaneo.

Un momento decisivo nella storia del Grello moderno arrivò poi il 3 settembre 2016, in occasione della ROWE 6 Stunden ADAC Ruhr-Pokal-Rennen valida per la VLN. La Porsche 911 GT3 R #911 di Manthey-Racing guidata da Patrick Pilet e Jörg Bergmeister conquistò infatti il primo grande successo della nuova 991 GT3 R nella serie Nürburgring, stabilendo contestualmente anche un nuovo record di distanza per la gara di sei ore con 43 giri completati, pari a 1.047,394 chilometri.

Nel finale Patrick Pilet riuscì a difendere il comando dagli attacchi dell’Audi R8 LMS di Christopher Mies e Connor De Phillippi, poi rallentata da problemi di carburante nelle ultimissime fasi della corsa. Quel successo rappresentò uno dei primi momenti simbolici della moderna era Grello e confermò definitivamente il potenziale della nuova Porsche GT3 R Manthey sulla Nordschleife.

Nel 2017 arrivò un altro risultato simbolico: al nono round VLN, Frédéric Makowiecki e Lars Kern vinsero con la Porsche #911, regalando a Manthey la cinquantesima vittoria assoluta nella serie. È uno di quei dati che spiegano meglio di qualsiasi slogan il rapporto tra Manthey e il Nürburgring: non una presenza episodica, ma una continuità tecnica e sportiva costruita gara dopo gara.

Anche il 2018 confermò la forza del Grello nella VLN. Nel primo round stagionale, la Porsche 911 GT3 R #911 di Manthey-Racing affidata a Kévin Estre, Laurens Vanthoor ed Earl Bamber conquistò la vittoria assoluta, dando ulteriore continuità alla tradizione vincente della vettura giallo-verde nelle gare endurance del Nürburgring.

Quella stagione sarebbe poi culminata, alla 24 Ore del Nürburgring, con la vittoria assoluta della Porsche #912 “Greeno” affidata a Richard Lietz, Patrick Pilet, Frédéric Makowiecki e Nick Tandy, sesta affermazione assoluta del team nella grande classica dell’Eifel. In una edizione caratterizzata da condizioni estremamente difficili, con pioggia, incidenti, neutralizzazioni e continui colpi di scena, Manthey-Racing riuscì infatti a riportare Porsche al successo assoluto con la Porsche #912 “Greeno”. Per Manthey-Racing si trattò della sesta vittoria assoluta nella grande classica dell’Eifel, la prima dopo il successo del 2011, ma soprattutto della definitiva consacrazione della generazione 991 GT3 R nel contesto più importante possibile: la Nordschleife. Quella vittoria ebbe anche un enorme valore storico per Porsche, che conquistò la propria diciannovesima affermazione assoluta alla 24 Ore del Nürburgring. La Porsche #912 “Greeno” completò inoltre 135 giri della Nordschleife, percorrendo oltre 3.400 chilometri in ventiquattro ore e confermando ancora una volta la straordinaria affidabilità delle Porsche GT preparate da Manthey. Fu anche una delle prime occasioni in cui il pubblico Nürburgring iniziò realmente a distinguere, quasi affettivamente, il “Grello” #911 dal “Greeno” #912, trasformando quei soprannomi nati informalmente tra gli appassionati in una vera e propria identità parallela delle vetture Manthey.

Il 2019 resta, invece, una delle edizioni più discusse nella storia recente del Grello. La Porsche #911 Manthey fu grande protagonista della 24 Ore del Nürburgring e dominò a lungo la gara, ma venne penalizzata per eccesso di velocità in regime di bandiere gialle, episodio che riguardò Laurens Vanthoor, e fu poi squalificata nei controlli post-gara per irregolarità tecniche legate al Balance of Performance. Per moltissimi appassionati Porsche quella resta ancora oggi una delle grandi occasioni mancate del Grello moderno: una gara dominata sul piano sportivo ma conclusa senza la vittoria ufficiale.

Nel 2021 arrivò finalmente la settima vittoria assoluta di Manthey alla 24 Ore del Nürburgring. La Porsche 911 GT3 R #911, con Kévin Estre, Michael Christensen e Matteo Cairoli, vinse nell’anno del venticinquesimo anniversario della squadra. Fu una edizione anomala, accorciata dalle condizioni meteo e dalle interruzioni, ma storicamente decisiva: il Grello tornò sul gradino più alto del podio e Manthey divenne il team più vincente nella storia della 24 Ore del Nürburgring.

Proprio il 2021 consolidò definitivamente anche il binomio Estre-Grello. Partito dall’undicesima posizione con la Porsche #911, Kévin Estre riuscì infatti a portarsi rapidamente al comando della corsa nei primi giri. Le immagini onboard di quella rimonta divennero immediatamente popolari tra gli appassionati della Nordschleife e contribuirono ulteriormente a rafforzare il legame tra Estre ed il Grello. Del resto, così come Timo Bernhard aveva rappresentato il volto sportivo dell’epoca “Der Dicke”, Kévin Estre è progressivamente diventato il simbolo della moderna era Grello. Tra vittorie VLN/NLS, pole position, stint memorabili e gare rimaste scolpite nella memoria collettiva degli appassionati Nürburgring, il pilota francese ha infatti legato in maniera quasi indissolubile il proprio nome alla Porsche #911 Manthey-Racing. Non è un caso che, per moltissimi appassionati endurance, l’immagine contemporanea del Grello coincida ormai proprio con quella della Porsche giallo-verde guidata da Estre sulla Nordschleife, spesso protagonista di giri velocissimi, sorpassi aggressivi nel traffico e qualifiche spettacolari. Se il Grello moderno è diventato qualcosa di più di una semplice Porsche GT3 R – trasformandosi in una vera icona contemporanea del Nürburgring – gran parte del merito appartiene inevitabilmente anche al pilota francese.

Dopo il successo alla 24 Ore del 2021, il Grello proseguì la propria stagione vincente anche nella NLS. Nel secondo round 2021, la Porsche #911 di Manthey-Racing guidata da Michael Christensen, Kévin Estre e Lars Kern vinse la NIMEX 45. DMV 4-Stunden-Rennen, successo indicato come la cinquantaquattresima vittoria NLS/VLN della squadra.

Pochi mesi più tardi, alla ROWE 6 Stunden ADAC Ruhr-Pokal-Rennen, Michael Christensen e Kévin Estre dominarono la NLS7 con la #911 Grello, confermando ulteriormente il legame tra la vettura e le gare di durata del Nürburgring.

La striscia vincente proseguì anche nel 2022. Alla 67. ADAC Westfalenfahrt, primo appuntamento della stagione NLS, la Porsche 911 GT3 R #911 di Manthey-Racing vinse con Laurens Vanthoor, Michael Christensen e Frédéric Makowiecki dopo 29 giri di gara. Fu la cinquantaseiesima vittoria assoluta di Manthey nella serie.

Lo stesso 2022, però, regalò anche uno degli episodi più discussi della storia recente del Grello. Durante la 24 Ore del Nürburgring, la Porsche Manthey #1 guidata da Laurens Vanthoor fu protagonista del “celebre” contatto con l’Audi R8 LMS GT3 EVO II #15 del fratello Dries Vanthoor. Fu la Porsche a terminare violentemente contro le barriere e a ritirarsi dalla gara, mentre l’Audi #15 di Audi Sport Team Phoenix riuscì successivamente a conquistare la vittoria assoluta della corsa.

Nel 2023 il debutto della nuova Porsche 911 GT3 R generazione 992 alla 24 Ore del Nürburgring fu complicato. La #911 di Manthey EMA si ritirò dopo circa dieci ore di gara a causa dei danni accumulati dopo un contatto con le barriere e successive forature.

Nello stesso anno, però, Manthey EMA riuscì comunque a confermarsi ai vertici del motorsport GT internazionale anche fuori dalla Nordschleife. Thomas Preining conquistò infatti il titolo DTM con la Porsche 911 GT3 R di Manthey EMA, riportando Porsche al vertice della serie tedesca moderna.

Sempre nel 2023, a Bathurst, la Porsche #912 di Manthey EMA con Matt Campbell, Mathieu Jaminet e Thomas Preining chiuse seconda assoluta alla 12 Ore, a pochi decimi dalla Mercedes-AMG vincitrice.

Il Grello tornò stabilmente nelle posizioni di vertice già l’anno successivo. Nel 2024 la Porsche #911 di Manthey EMA, con Kévin Estre, Thomas Preining, Laurens Vanthoor ed Ayhancan Güven, chiuse al secondo posto assoluto in una delle edizioni più anomale della storia recente della 24 Ore, pesantemente condizionata dalla nebbia e dalle lunghe interruzioni. Dopo una lunghissima sospensione notturna, la gara riprese soltanto dietro safety car per pochi giri prima di essere definitivamente conclusa in anticipo. In quel momento il Grello occupava la seconda posizione assoluta.

Sempre nel 2024 arrivò però la rivincita a Bathurst: la Porsche #912 Greeno di Manthey EMA vinse la 12 Ore con Matt Campbell, Ayhancan Güven e Laurens Vanthoor.

Il 2025 ha aggiunto un ulteriore capitolo controverso alla leggenda della Porsche giallo-verde. Il Grello #911 di Manthey EMA, con Kévin Estre, Thomas Preining e Ayhancan Güven, partì dalla pole position e controllò gran parte della 24 Ore del Nürburgring. La vettura tagliò il traguardo per prima, ma una penalità di 100 secondi inflitta a Kevin Estre per un contatto con una Aston Martin GT4 doppiata relegò la Porsche Manthey al secondo posto assoluto. Ancora una volta, come già nel 2019, il Grello si ritrovò così al centro di una gara dominata sul piano sportivo ma non conclusa con la vittoria ufficiale.

Sempre nel 2025 fu invece Ayhancan Güven a conquistare il titolo DTM con la Porsche Manthey “Greeno”, confermando ulteriormente la competitività internazionale della struttura di Meuspath.

Nel 2026 il Grello ha poi aperto un ulteriore fronte internazionale: il campionato IMSA. Alla 12 Ore di Sebring, la Porsche 911 GT3 R #911 di Manthey Racing ha conquistato la vittoria nella classe GTD Pro con Thomas Preining, Klaus Bachler e Ricardo Feller, regalando a Manthey la prima vittoria IMSA della propria storia.

Eppure, nonostante Bathurst, DTM e Sebring, il cuore del Grello resta inevitabilmente il Nürburgring.

È lì che la sua immagine si è formata, tra le Porsche giallo-verdi di inizio anni Duemila, “Der Dicke”, la 911 GT3 R moderna, le vittorie VLN/NLS, le sette affermazioni assolute di Manthey alla 24 Ore e le tante gare finite tra trionfi, penalità, incidenti, forature e occasioni mancate.

Il fascino del Grello, però, non vive soltanto in pista. Anche il mondo del modellismo ha contribuito in maniera decisiva alla costruzione del mito. E proprio il mondo del modellismo merita un ultimo passaggio, anche perché rappresenta uno degli aspetti più curiosi e particolari del fenomeno Grello.

Nel precedente articolo dedicato alla “sbandata” del Manthey Grello, l’attenzione era stata infatti concentrata soprattutto sulle problematiche qualitative dei modelli Minichamps distribuiti direttamente da Manthey-Racing nei primi anni della moderna era Grello: decals danneggiate, pneumatici stallonati, alettoni storti, imperfezioni di assemblaggio e difetti vari avevano trasformato l’acquisto dei modellini in una sorta di lotteria collezionistica.

A distanza di alcuni anni, la situazione è nuovamente cambiata. Manthey-Racing si è infatti affidata ufficialmente ad IXO per gran parte della produzione recente dei modelli “Grello” e “Greeno”.

Certo, la qualità generale non raggiunge probabilmente la finezza costruttiva degli storici Spark, soprattutto sotto il profilo dei particolari più raffinati e delle finiture, ma almeno il prezzo risulta decisamente più accessibile rispetto al passato. E soprattutto — dettaglio tutt’altro che secondario per I collezionisti — oggi un modello su tre presenta magari ancora qualche piccolo difetto, ma almeno costa circa quaranta euro e non quasi cento come accadeva ai tempi delle discusse produzioni Minichamps ufficiali Manthey.

Spark, Minichamps, IXO e le edizioni ufficiali Porsche/Manthey hanno comunque trasformato molte di queste vetture in autentici oggetti da collezione che, specie nel caso delle prime Spark dedicate alle vittorie del Nürburgring, passano di mano per svariate centinaia di euro.

Alla fine, il Grello è questo: una Porsche da corsa diventata simbolo. Non sempre vincente, non sempre fortunata, ma sempre riconoscibile. Una vettura capace di attraversare epoche diverse, dalla GT3-MR del 2006 alla 992 GT3 R, dal Nürburgring a Bathurst, dal DTM a Sebring, senza perdere la propria identità.

Perché quando una Porsche giallo-verde compare nella notte della Nordschleife, tutti sanno immediatamente chi sta arrivando.

  1. https://pitlaneitalia.com/2022/01/06/la-sbandata-manthey-grello/ ↩︎

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