Peugeot 9X8 Le Mans 2024 in 1:43

Non ha forse scatenato gli eccessi della BMW art car in 1:18 (coda di un’ora e mezzo il 13 giugno mattina davanti al negozio del villaggio, peraltro vana perché l’articolo era già andato) ma si è ritagliata comunque la sua scena nel microcosmo modellistico la Peugeot 9X8 Hypercar in versione Le Mans 2024, prodotta da Spark in 1:43 come promozionale per la casa francese.

Non c’è dubbio che le 9X8 di Le Mans 2024 saranno inserite anche nella serie standard e poi commercializzate chissà quando, ma per chi ha fretta o per chi colleziona cose particolari queste due referenze diventano irrinunciabili.

I numeri di catalogo (SP558 e SP559) sono quelli delle edizioni speciali, non necessariamente numerate ma limitate. I caratteri utilizzati per le scritte sulle basette sono diverse rispetto a quelli della produzione standard. Per il resto, non ci saranno altre differenze.

BMW art car 2024 in 1:18, riedizione in ottobre

BMW Le Mans ha annunciato qualche minuto fa che la BMW art car di Spark in 1:18 è per il momento esaurita e non ci saranno quindi altri modelli disponibili nel corso della settimana.

Una riedizione del modello è annunciata per ottobre. Nell’occasione – cosa del tutto inedita per le art car BMW – dovrebbe essere prodotto, sempre da Spark, il modello in 1:43.

Le coeur battant des 24 Heures du Mans

E’ uscito in questi giorni un volume che analizza la 24 Ore di Le Mans come fenomeno sociale, economico e organizzativo. L’inchiesta si deve a Bertrand Pulman, professore onorario di sociologia e antropologia alla Sorbonne Paris Cité. L’autore ha scritto svariati studi concentrandosi sullo sport, la salute, la famiglia, l’impatto delle innovazioni tecnologico-scientifiche e l’organizzazione sociale.

Impressionato dalla 24 Ore in quanto evento e da quel connubio di passione e organizzazione che lo contraddistinguono, Bertrand Pulman ha condotto un’analisi minuziosa e approfondita (288 pagine), svelando le interazioni sociali che la caratterizzano, l’impressionante macchina logistica, le sfide tecnologiche e ovviamente anche le implicazioni finanziarie, industriali e politiche che si celano dietro questa gara di portata unica.

Rivendicando una sorta di “sociologia dell’entusiasmo”, l’autore dipinge un quadro completo del significato globale della 24 Ore di Le Mans. Anche se per gli appassionati molte considerazioni fatte nel libro sono già abbastanza scontate, il volume è comunque interessante per la sua completezza e la sua capacità di sintesi di un fenomeno che di anno in anno non sembra conoscere rallentamenti.

Il prezzo in Francia del volume, edito da Dunod, è di € 21,90.

24 Ore di Le Mans: dal villaggio

Il fatto che viviamo un’epoca d’oro dell’endurance mi pare fuori discussione. La qualità dei partecipanti e lo straordinario interesse tecnico giustifica quindi la partecipazione di un visitatore alla 24 Ore di Le Mans di quest’anno. E andare a Le Mans è sempre un’ottima idea; lo era in anni molto, ma molto più poveri dal punto di vista agonistico, figuriamoci oggi che praticamente tutti i maggiori costruttori sono in ballo, sia in Hypercar, sia in GT. Al di là di questo, oltre allo straordinario interesse della corsa (cosa principale, d’accordo), il visitatore medio si troverà davanti ben poco contorno.

La tendenza di questi ultimi anni è dunque pienamente confermata: il villaggio di Le Mans è sempre vivace e pieno di gente ma stringi stringi offre davvero ben poco. A livello modellistico, come sempre domina Spark, con attorno i vari punti vendita di costruttori, team e sponsor vari, che propongono cose già viste, peraltro anch’esse prodotte da… Spark. Un paio di negozi dietro le tribune sono strapieni di 1:18 e 1:43 del cosiddetto mainstream.

Da quei binari, a Le Mans, non si esce. Libri, zero. Documentazione varia, foto, memorabilia: zero. Resta la solita squallida oggettistica per maniaci sognatori, come le sempiterne magliette da benzinaio o i cappellini di varie livree e ispirazioni.

I piccoli venditori si sono stufati da tempo e i “grandi” continuano per la loro strada, restando sempre uguali a se stessi, anzi peggiorando visto che nessuno fa loro concorrenza. E non c’è neanche troppo verso di consolarsi col cibo, di bassa qualità, banale e carissimo. Noi media ci salviamo fra la pista, le hospitality e la sala stampa ma a volte non sarebbe male mettersi nei panni di gente che magari arriva da lontano investendo cifre notevoli per un viaggio che alla fine – forse (forse, eh) – ti dà meno di quanto promette. Sono a volte sensazioni, ma delle sensazioni bisogna fidarsi.

La BMW art car di Julie Mehretu in 1:18

Il lavoro della Mehretu sulla BMW che corre a Le Mans quest’anno si può apprezzare o meno, e d’altra parte un po’ tutte le art car della Casa di Monaco hanno fatto discutere. Per certi versi è anche la loro vocazione.

Fa discutere anche la corsa alla speculazione che si è scatenata col modello Spark in 1:18 diffuso dalla rete ufficiale BMW. Già domenica scorsa, durante la giornata test, un primo stock di cento modelli è andato esaurito nel giro di poche ore, salvo poi ritrovare i modelli su eBay in vendita – e poi effettivamente venduti – al doppio e oltre il prezzo di vendita, che è di € 193.

Oggi un secondo lotto di venti modelli (cinque scatoloni da quattro) è partito quasi subito, all’apertura del punto ufficiale BMW in circuito. Non è chiaro se domani o nei prossimi giorni arriveranno altre forniture. BMW Le Mans è stata la prima a ricevere questo articolo, che non è neanche ancora presente nello shop on line. In genere le art car BMW in 1:18 costituiscono un buon investimento e anche le edizioni Minichamps delle varie Calder, Lichtenstein, Stella, Warhol e così via raggiungono oggi quotazioni altissime, spesso nell’ordine di mille e passa euro. Non si tratta mai di edizioni numerate ma sono sicuramente modelli in serie limitata (non so a quanti esemplari) che ad un certo bel punto spariscono dai canali ufficiali e non vengono più riprodotti. Quanto basta per scatenare la caccia. Il mondo è di chi se lo piglia.