Svelati i calendari 2024 del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli

ll circuito di Spa-Francorchamps è stato il teatro della presentazione dei calendari 2024 del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Europe, UK e Japan. Prima di entrare nel vivo con le serie regionali e nazionali, l’annata sportiva dei clienti della Casa di Maranello avrà un prologo invernale con il Winter Round negli Emirati Arabi Uniti, a febbraio, quando i protagonisti del monomarca si daranno appuntamento ad Abu Dhabi.
Winter Round. A inaugurare la stagione sarà l’avveniristico circuito di Yas Marina che accoglierà le vetture da competizione del Cavallino Rampante in concomitanza con i Ferrari Racing Days. A fare da cornice all’attesa ripresa delle corse saranno i riflettori del circuito inaugurato nel 2009, il quale all’inizio della stagione corrente aveva ospitato due round della Winter Challenge.

Abu Dhabi, 1-4 febbraio

Ferrari Challenge Europe. Sei tra gli impianti motoristici più noti del Vecchio continente saranno il palcoscenico della stagione europea del monomarca Ferrari giunto alla trentaduesima edizione. Per tutti gli iscritti un calendario ampiamente rinnovato rispetto all’annata 2023 prima del gran ritrovo autunnale, da tradizione ospitato alle Finali Mondiali.

L’Italia con l’autodromo del Mugello sarà il primo dei sei Paesi interessati dal Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Europe, dal 2 al 5 maggio, prima che i concorrenti facciano tappa in Ungheria, nel nuovo Balaton Park Circuit, una pista lunga 4,1 chilometri che include 16 curve, tra il 30 maggio e il 2 giugno.

Nel corso dell’estate saranno tre i round che raduneranno piloti e team del campionato. Il circuito di Jerez, in Spagna, aprirà il trittico mediterraneo dal 20 al 23 giugno, anticipando gli eventi del mese successivo, in programma a Portimão, in Portogallo, e a Le Castellet, in Francia, rispettivamente nei fine settimana del 7 e del 28 luglio. Il sesto appuntamento della serie continentale si disputerà al Nürburgring, in Germania, dal 5 all’8 settembre. 
 
Mugello, 2-5 maggio
Balaton, 30 maggio-2 giugno
Jerez, 20-23 giugno
Portimão, 4-7 luglio
Le Castellet, 25-28 luglio
Nürburgring, 5-8 settembre

Ferrari Challenge UK. La sesta edizione della serie regionale britannica ripartirà dai medesimi circuiti, apprezzati dai piloti nel corso della stagione 2023, facendo visita a impianti sportivi che appartengono a pieno titolo alla storia delle corse oltre Manica.

Dopo l’esordio a Brands Hatch, dal 19 al 21 aprile, con le gare in scena sia sulla pista Indy sia sul circuito GP, il campionato si svilupperà con i round di Oulton Park, il 10-11 maggio, e Snetterton, l’8-9 giugno. La seconda parte del programma includerà la gara di Donington, il 20-21 luglio, prima del finale in scena a Silverstone, il 13-15 settembre, il più celebre tra i circuiti britannici, la cui fondazione risale al 1947.

Brands Hatch, 19-21 aprile
Oulton Park, 10-11 maggio
Snetterton, 8-9 giugno
Donington, 20-21 luglio
Silverstone, 13-15 settembre 

Ferrari Challenge Japan. Conclusa una prima stagione all’insegna di una straordinaria partecipazione in termini di team e piloti, la serie nipponica ripartirà nel 2024 con cinque round che si svilupperanno in altrettanti autodromi.

Ad aprire l’annata sarà Suzuka, l’impianto famoso a ogni latitudine per aver ospitato la gran parte dei GP del Giappone di Formula 1 sin dalla fine degli anni Ottanta: qui il Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Japan inaugurerà il 2024 con le prove dal 5 al 7 aprile. Quindi il monomarca si sposterà al Fuji International Speedway – che nel 2023 aveva accolto il primo appuntamento nel Paese del Sol Levante – in una data di maggio che sarà annunciata prossimamente, e a Sugo, dal 7 al 9 giugno.

Nel corso dell’estate il calendario prevede il ritorno nella Prefettura di Mie, con il secondo evento organizzato sui 5,807 chilometri di Suzuka dal 28 al 30 giugno. Appuntamento conclusivo atteso a Okayama, dal 23 al 25 agosto, tra gli impianti più apprezzati per le competizioni riservate alle vetture derivate dalla serie.
 
Suzuka, 5-7 aprile
Fuji, data TBA
Sugo, 7-9 giugno
Suzuka, 28-30 giugno
Okayama, 23-25 agosto

Ferrari Challenge North America. Con queste date si completa l’offerta del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli che, lo scorso luglio, aveva annunciato le date del calendario della serie North America in occasione del round di Sonoma.

Circuit of the Americas, 25-28 aprile 
WeatherTech Raceway Laguna Seca, 16-19 maggio 
Circuit Gilles Villeneuve, 7-9 giugno 
Watkins Glen, 18-21 luglio 
Sonoma Raceway, 22-25 agosto 
Indianapolis Motor Speedway, 12-15 settembre

Lyon Miniatures annuncia il filobus Berliet Vétra VA3 B2

Dopo il successo del Berliet VBH-85 di Lione (https://pitlaneitalia.com/2021/12/16/miniatures-lyon-annuncia-il-berliet-vbh-85-numero-6-di-lione/) il negozio Lyon Miniatures annuncia il filobus Berliet Vétra VA3 B2, in tre versioni della linea urbana lionese: la 4 (Perrache – Parc de la Tête d’Or), la 7 (Perrache – Cusset) e la 18 (Place Sathonay – Gerland) attive col VA3 B2 fra il 1953 e il 1960.

Questo tipo di filobus ha segnato la storia dei trasporti pubblici a Lione, in un’epoca in cui l’innovazione tecnica era al suo massimo. Il VA3 B2 si distingueva per le sue caratteristiche eccezionali, come la lunghezza di 11,990 metri, i 111 posti disponibili (di cui 23 seduti) e un motore Alsthom TA635A che sviluppava 103kW (103CV).

Ogni modello, in zamac scala 1:43, sarà in serie limitata di 500 esemplari numerati. Il prezzo di un singolo modello è di €99, che diventano 267 incluse spese di spedizione per tutti e tre insieme. La commercializzazione è prevista dal prossimo 10 novembre.

“Nero 09”: da Madyero quattro Porsche 1:43 in serie limitata

E’ disponibile un’altra serie limitata factory built di Madyero. Si tratta delle celebri Porsche numero 09 protagoniste della serie IMSA di fine anni ’70. Nei primi mesi del 1977 il pilota e team manager Gary Belcher acquistò da Brumos una Porsche 934 che aveva iniziato la propria carriera con Georg Loos. Belcher la trasformò con alcune specifiche 935, ottenendo di fatto una 934/5 e adottando il numero di gara 09. Con questa vettura corse nel 1977 e nel 1978, con tra l’altro un sesto posto alla 24 Ore di Daytona del 1978. Per la stagione 1979 la nera 934/5 uscì di scena ma l’ormai famoso numero 09 venne trasferito su una 935 ex-Interscope Racing. Nel frattempo era intervenuto a sostenere il team, gestito da Preston Henn, lo sponsor Michelob. Dopo la 12 Ore di Sebring venne montato un cofano anteriore dalle linee più tese e piatte. La livrea Michelob cedette poi il posto ad altre colorazioni dopo la seconda metà della stagione 1979 per poi assumere le sembianze, con pezzi di carrozzeria specifici, della 935 K3 continuando ad essere impiegata fino a tutto il 1981.

La serie Madyero è disponibile a questo link:

https://www.geminimodelcars.com/shop/21889459/143-scale-models

Dal 30 settembre al 1° ottobre la Coppa Franco Mazzotti

Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre si svolgerà la quindicesima edizione della Coppa Franco Mazzotti, gara di regolarità Superclassica ACI Sport, organizzata dal Club della Mille Miglia “Franco Mazzotti” in collaborazione con l’Automobile Club di Brescia e con il patrocinio di 1000 Miglia srl.

Il percorso, con partenza da Sirmione, pernottamento a Boario Terme e arrivo all’Aerobase Militare di Ghedi è stato completamente rinnovato.

La presentazione della XV Coppa Franco Mazzotti sarà tenuta mercoledì 20 settembre, alle ore 11:30, presso Villa Mazzotti a Chiari.

Nell’immagine di apertura, una fase di un’edizione della Coppa Mazzotti di alcuni anni fa.

Sotto, il programma scaricabile in pdf.

Giordani: il mito delle auto a pedali

Sabato 16 settembre 2023 alle ore 10:30 presso la Sala Auditorium “Roberto Curti” del Museo del patrimonio industriale di Bologna (Via della Beverara, 123) si terrà la presentazione del volume: Giordani: il mito delle auto a pedali di Gigi Soldano e Piero Pini, edito da Giorgio Nada. Il libro, commercializzato in soli 750 esemplari, è una ristampa della prima edizione, tutt’oggi ricercatissima dai collezionisti.

Giordani è stato il marchio italiano più importante e conosciuto nel settore dei giocattoli sportivi, amato e desiderato dai bambini di un tempo, ma anche dai nostalgici appassionati alla ricerca del gioco dell’infanzia perduto e, soprattutto, dai collezionisti di oggi.

Sono state le auto a pedali, in primo luogo, a decretare il successo della ditta bolognese, proposte fin dal primo catalogo del 1915, per essere realizzate poi in modelli sempre accattivanti e curati, con soluzioni costruttive originali, grande varietà di accessori, nelle versioni popolari e lusso, in un numero di modelli e varianti via via crescente nel corso dei decenni.

Fin dagli anni Venti per tutta la sua lunga storia la Giordani ha ideato e costruito auto a pedali in gran parte ispirate al mito sportivo, in grado di trasmettere negli acquirenti, e nei loro bambini, l’idea di velocità, potenza, competizione, vittoria.

Gigi Soldano, fotografo, e Piero Pini, studioso della produzione Giordani, entrambi appassionati collezionisti e profondi conoscitori della materia, in questo volume documentano e descrivono in modo analitico i modelli prodotti, con le loro varianti ed evoluzioni, dalle origini fino all’avvento della plastica, attingendo ad un patrimonio pressoché sconosciuto ed inedito di cataloghi, foto, materiali storici, ed utilizzando i servizi fotografici dedicati alle più belle automobiline giunte fino a noi, conservate nelle raccolte di alcuni tra i più importanti collezionisti italiani.

European Le Mans Series: il calendario 2024

E’ stato reso noto oggi il calendario 2024 della European Le Mans Series. Confermati cinque dei sei circuiti del 2023, arriva anche una tappa al Mugello, prevista a fine settembre.

Walter Corsini, un artista da corsa

di Roberto d’Ilario. Foto copyright Roberto d’Ilario e Walter Corsini

Quando l’arte sposa la passione per i motori incontriamo il Prof. Walter Corsini, un autorevole esponente di una particolare forma di pittura che ha come soggetto le auto e tutto ciò che ruota intorno ad esse. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo nel suo laboratorio in un tranquillo pomeriggio passato tra amarcord, cultura e innumerevoli libri di auto, da cui abbiamo tratto l’intervista che presentiamo.

Prof. Corsini, qualche cenno biografico?

Sono nato nel 1949 a Chieti dove mi sono diplomato perito meccanico per poi laurearmi in Biologia all’Aquila. Ho intrapreso l’insegnamento di Scienze Naturali e Scienze della Terra alle Scuole Superiori per poi andare in pensione qualche anno fa.

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Bene, ma oltre ad un insegnante Lei è anche un pittore. Cosa dipinge?

Ho preso il “virus” della pittura e dei motori sin da bambino, contagiato da mio padre pittore paesaggista e ritrattista ma anche appassionato di automobili. Mi portava a vedere le corse automobilistiche, Circuito di Pescara, Mille Miglia, Gran Criterium delle Vetturette, oltre a regalarmi continuamente automobiline di latta e modellini via via più costosi che, ad averli adesso, varrebbero un capitale. Le giornate intere a giocare con le macchinine, l’ispirazione di mio padre e, chissà, un qualcosa insito nel mio DNA, mi hanno spinto a riportare su carta le forme e le prospettive delle auto, seppur filtrate dagli occhi e dalla capacità di un bambino di 8 anni.

Alle Scuole Medie mi ritrovavo a disegnare sui quaderni durante le lezioni al punto che, partendo da un dettaglio come un fanale o una ruota, riuscivo a creare carrozzerie fantasiose ma perfettamente proporzionate, quindi con una tendenza al design puro. Quante prese in giro ho subìto dai miei compagni! La svolta avvenne quando uno dei miei nipoti, tra il serio ed il faceto, mi suggerì di passare dai “disegnini” ai quadri veri e propri. Lì è scattato il meccanismo che, dai primi tentativi su cartoncino nero, mi ha portato a realizzare opere su tela dove il soggetto principale è sempre l’automobile ma inserita in un contesto paesaggistico.

Quali auto preferisce rappresentare?

Quelle che ritengo abbiano fatto la storia dell’automobilismo, soprattutto sportivo, dal primo dopoguerra fino agli anni ’70, quando ognuna aveva un suo stile e una sua forma particolare, con una predilezione per le italiane. Ovviamente non disdegno di rappresentare anche auto più recenti, ma che abbiano una personalità ben precisa.

Spesso le sue auto sono inserite nel contesto di una gara. Quali?

Le classiche su strada, Le Mans, Targa Florio, Mille Miglia, Circuito di Pescara o i rallyes dove il paesaggio circostante è fondamentale perché mi permette inserire gli spettatori che rendono il quadro più vivo e vibrante. Mi preme trasmettere l’atmosfera della corsa, l’emozione ed il fascino che i bolidi suscitavano al loro passaggio tra due ali di folla, a diretto contatto con le persone.

Il mio intento è di trasmettere cosa rappresentava l’automobile, sublimata nell’attività sportiva, nell’Italia del dopoguerra, quando bastava il rombo del motore, una carrozzeria filante o un gesto del pilota per colpire l’immaginario della gente comune. Attingendo ai miei ricordi personali, cerco di fare emergere lo spaccato di un’epoca fatta di temerarietà e di pericolo, di semplicità e meraviglia, di profumo dei pomodori maturi e di olio di ricino dei motori.

Quindi l’elemento umano è fondamentale?

Certo, è fondamentale. Queste manifestazioni hanno fatto la storia per l’industria, per la tecnologia, hanno determinato il progresso e la trasformazione sociale. Non dimentichiamoci che in pochi anni si passò dall’asinello al trasporto a motore.

Quanto Abruzzo c’è nei suoi dipinti?

Molto, dalla Coppa Acerbo a Jarno Trulli. Appartengo a questa terra, le mie radici sono qui.

Lei è più conosciuto dentro o fuori dalla nostra Regione?

Sono molto conosciuto fuori, sono presente sui siti d’arte Europei, ho esposto soprattutto a Nord e all’estero durante le gare, così ho potuto conoscere persone provenienti da tutte le parti del mondo e posso annoverare persone importanti tra i miei clienti.

Quindi Lei trasferisce la passione su tela?

Assolutamente sì, è un connubio tra talento, passione e ispirazione. Chiamo la mia tecnica “Iperrealismo dinamico” perché ora non dipingo più auto statiche, voglio trasmettere l’idea del movimento, del dinamismo di una scena. Sono necessarie pazienza e applicazione, per finire un quadro impiego mesi lavorandoci tante ore ogni giorno.

Come si sente quando dipinge?

Realizzato, decisamente realizzato. La mia mente si isola dal resto del mondo, mi astraggo totalmente, è la mio valvola di sfogo, il mio modo di rilassarmi. Sono il pittore della notte, il mio momento magico in cui mi esprimo meglio, spazio e tempo non esistono più.

Visto che è l’emozione che la guida, possiamo definirla un inguaribile romantico?

Si, ma solo di una determinata epoca, gli anni ’50 e ’60 che ho vissuto davvero bene. Sono anni che non cambierei con nessun altro periodo, sono stato testimone del brevissimo benessere sociale e del decadimento attuale che accentua la nostalgia e i ricordi.

Come vede corse di oggi?

“Noiose, poco attraenti.”

Grazie, Prof. Corsini, alla prossima!

Abbiamo conosciuto una persona speciale, abbiamo sbirciato nelle pieghe della sua anima e abbiamo trovato le emozioni che guidano la sua mano nel comporre scene affascinanti e perfette. Se vi capita di incontrarlo alle mostre o al prossimo salone Auto e Moto d’Epoca di Bologna, fermatevi ad osservare la sua galleria: è come entrare nel paese dei balocchi!

Le corse nell’Impero: le competizioni automobilistiche e motociclistiche nei territori italiani d’Oltremare

In Toscana abbiamo sempre avuto ottimi storici del motorismo, a volte del tutto misconosciuti, più spesso rimasti all’ombra di altre realtà più potenti e facoltose pur godendo del rispetto dei veri addetti ai lavori. Ma pazienza, scripta manent.

E’ di recente pubblicazione un saggio a cura di Francesco Parigi e Maurizio Mazzoni: il primo si è occupato molto – ma non solo – dell’area motoristica mugellana, dal Circuito Stradale al Gran Premio di San Piero a Sieve di Formula 3; il secondo lo ricordiamo per diversi studi rimasti l’opera di riferimento in materia, come la storia della Coppa della Consuma motociclistica, uscita nel 1991, o della Coppa Toscana, pubblicata due anni or sono.

Stavolta i due specialisti, dopo aver collaborato insieme alla biografia di Gastone Brilli-Peri, apparsa nel 2021, hanno prodotto una interessantissima ricostruzione degli eventi delle due e delle quattro ruote nei territori occupati dall’Italia nella breve vita dell’Impero d’Oltremare: Libia in primis, quindi, ma anche Eritrea, Abissinia, Somalia, Rodi e le isole del Dodecaneso.

Evento per evento, sono riportate tutte le notizie che gli autori hanno potuto reperire in giornali, riviste e archivi vari. Spesso le informazioni sono scarsissime ma bastano a testimoniare una gara o una manifestazione di altro tipo, come le gimkane. Naturalmente molto spazio lo occupano i Gran Premi di Tripoli, con i loro intrighi che trascendevano il puro fatto sportivo, la Litoranea libica Tobruk-Tripoli (la “Mille Miglia africana”) o le sfide ad Asmara, ma accanto agli eventi più luccicanti e mondani vi è una lunga e sorprendente teoria di gare in salita, circuitini e altri eventi ormai quasi svaniti nella memoria.

Fra annotazioni tecniche e sportive e ficcanti flash storico-sociali, il libro – 342 pagine di prosa fluida e mai pedante – si legge che è un piacere.

L’apparato fotografico ha i suoi limiti: non ci risultano immagini precedentemente sconosciute, ma si è attinto a ciò che uscì su quotidiani e periodici dell’epoca. A ciò si aggiunge una documentazione fatta di pubblicità, manifesti e testimonianze varie (cimeli, passaporti, materiale postale), che contribuiscono non poco a restituire lo spirito del tempo. La bella immagine di copertina si deve all’archivio Daimler AG

Questo volume ben difficilmente lo troverete in vendita, essendo una pubblicazione “confidenziale”, senza ISBN e senza prezzo di copertina. Contattando gli autori riceverete comunque le istruzioni per procurarvene una copia: ne vale la pena.

FIA-WEC: al Fuji un quarto e un quinto posto per la Ferrari

Per la prima volta nella stagione, le Ferrari 499P non riescono a salire sul podio del FIA World Endurance Championship concludendo al quarto e quinto posto la 6 Ore del Fuji, rispettivamente con il terzetto formato da Fuoco/Molina/Nielsen e Pier Guidi/Calado/Giovinazzi. Il team Ferrari – AF Corse lascia il Giappone consapevole di aver sfruttato al massimo tutto il potenziale concesso alla vettura, cercando di attuare strategie creative e alternative che, tuttavia, non hanno consentito di ottenere i punti necessari per mantenere accese le speranze per il titolo Costruttori.

Dopo una brillante partenza che ha visto le Ferrari portarsi alle spalle della Porsche numero 6, grazie agli ottimi spunti al via di Molina e Calado, le due 499P hanno dovuto cedere il passo alle Toyota che, dopo due terzi della corsa, hanno preso il comando delle operazioni. In seguito agli stint di Giovinazzi e Nielsen nella fase centrale della prova, la gara è stata portata a termine da Fuoco e Pier Guidi con le due vetture staccate di un giro, al traguardo, dalla Toyota numero 7.

Con questo risultato, e in funzione del punteggio maggiorato messo in palio dalla 8 Ore del Bahrain, il titolo Piloti rimane ancora matematicamente possibile per gli uomini di Maranello, ma tecnicamente complicato da raggiungere.

FIA-WEC: doppietta Toyota alla 6 Ore del Fuji

È stato un risultato da sogno per la Toyota Gazoo Racing nella gara di casa, la 6 Ore del Fuji del WEC, in cui il marchio giapponese si è assicurato una doppietta. In tal modo, Toyota ha anche conquistato in anticipo il campionato costruttori Hypercar.

Un totale di 54.700 spettatori ha assistito alla 6 Ore del Fuji durante il fine settimana: un numero record per la tappa giapponese del FIA WEC. Il trio numero 7 della Toyota Gazoo Racing, la GR010 Hybrid Hypercar composto da Kamui Kobayashi, Jose Maria Lopez e Mike Conway, ha ottenuto la sua quarta vittoria del 2023. Hanno preceduto la vettura gemella di Brendon Hartley, Sebastien Buemi e Ryo Hirakawa con un vantaggio di 39”119.

La vettura numero 41 del Team WRT ha ottenuto la seconda vittoria della stagione in LMP2 e ha esteso il suo vantaggio in campionato con Robert Kubica, Louis Deletraz e Rui Andrade. Il WRT ha ottenuto così la seconda vittoria consecutiva al Fuji e ha sigillato il suo ottavo successo nel WEC diventando il secondo team LMP2 di maggior successo nella storia del WEC.

In LMGTE Am, Davide Rigon, Thomas Flohr e Francesco Castellacci hanno festeggiato una vittoria decisiva al Fuji Speedway. La Ferrari 488 GTE Evo n. 54 di AF Corse ha ottenuto la sua prima vittoria della stagione 2023 balzando in testa nella seconda metà della gara.

Thomas Flohr è sopravvissuto a un contatto iniziale con la Chevrolet C8.R della Corvette Racing n. 33 dell’autore della pole Ben Keating per cedere il passo al compagno di squadra Francesco Castellacci nella seconda ora. Castellacci è riuscito a dare la caccia alla Porsche 911 RSR 19 delle Iron Dames e a prendere il comando prima di passare la mano a Davide Rigon che ha tagliato il traguardo.

L’ultimo round della stagione FIA ​​WEC 2023 si svolgerà in Medio Oriente all’inizio di novembre per la 8 Ore del Bahrain.